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Economia

L’economia e la ripresa che verrà

Andrea Grandi

Fondamentale per la nostra sicurezza sarà la condivisione delle informazioni digitali: lo ricorda uno studio del World Economic Forum.

In questo periodo il mondo economico è impegnato in una duplice sfida: archiviare le difficoltà causate dalla pandemia ed avviare la ripresa che verrà. Un settore si impone come arbitro nella sfida tra il passato e futuro modello di sviluppo: l’universo digitale, alla cui competenza dovremo affidarci per ricostruire il tessuto economico dopo la crisi sanitaria. Lo segnala il report “La condivisione delle informazioni digitali per la sicurezza delle nostre società”, pubblicato recentemente dal World Economic Forum-WEF, uno dei massimi centri mondiali di ricerca socio-economica. Il futuro è meno misterioso di quanto ci potremmo immaginare. Le attività digitali infatti si evolveranno replicando i medesimi modelli di comportamento cui la società ricorre per superare un periodo di crisi. Condividiamo i problemi; ci scambiamo informazioni per coordinare modalità e tempi di messa in opera delle soluzioni necessarie. Mai come in questo periodo di quarta rivoluzione industriale, dove creatività umana e artificiale si alleano per riorganizzare la filiera della produzione, la digitalizzazione concilia la nostra voglia di cambiare con l’ aspettativa di risultati concreti, realizzandole in un modo affidabile, in cibersicurezza. Nell’ultimo decennio e sino all’arrivo dell’ epidemia la cibersicurezza, continuiamo a chiamarla così, si è evoluta da impersonale strumento tecnico-informatico a protagonista della ripresa economica, ampliandosi in modo globale e digitale. In altri termini, la cibersicurezza si é trasformata da elemento divisivo, da fattore discriminante, a motivo di coesione del nostro sistema finanziario ed industriale, e tra breve diventerà il comune denominatore delle iniziative di tutti gli attori, umani ed artificiali, impegnati nella ripresa economica. 

Siamo ad un punto di svolta. L’ esperienza del Covid-19, avvertono i ricercatori del WEF, “ha portato molte attività ad una riconversione digitale ed aumentato la dipendenza delle economie dai modelli informatici, accelerandone i modelli di utilizzo”. Con quali conseguenze? “Oggi”, precisa il report, “tutti gli attori sociali dispongono delle competenze necessarie ad analizzare i problemi della collettività”, presenti o futuri, locali od universali che possano essere. Ecco dunque che il digitale non appare più come un inquietante “grande fratello”, ma diventa lo specchio dei nostri stili, aspirazioni e priorità di vita. In che modo? Acquisendo e potenziando le nostre capacità nella soluzione dei problemi. Insomma, l’ intelligenza artificiale smette di essere un corpo estraneo nell’eco eco-sistema sociale, finanziario, industriale e climatico per evolversi in un nostro servizievole parente prossimo. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma: anche il grande fratello digitale non sfugge ad un’ evoluzione della specie che inevitabilmente lo porterà a svilupparsi a nostra immagine e somiglianza. Inevitabilmente. Perché “condividere le competenze diventerà la principale sfida che gli attori della nuova società digitale si troveranno a definire”. Infatti, prosegue il report, “nessun individuo sarà in grado di analizzare e risolvere tutte le problematiche che sorgeranno nella nuova era post-covid”. Insomma: tutti per uno, uno per tutti, umani e digitali, senza distinzione, alleati per lo sviluppo del prossimo sistema economico basato su competenzeaffidabili, collettive ed universalmente accessibili. Quindi sarà necessario liberarci da blocchi o resistenze tra sistemi industriali, normativi, tra competenze professionali, strategie, utilizzi della manodopera a disposizione, comprese anche le inevitabili diffidenze ad entrare in materie come privacy e fiducia verso le istituzioni. Il messaggio è chiaro: per realizzare la necessaria ripresa economica cui aspiriamo dobbiamo essere pronti a condividere volontà, capacità, ma anche tutto lo strumentario informatico disponibile. “Le attuali tecnologie sono in grado di superare le barriere del nostro eco-sistema economico. L’intelligenza artificiale ed in particolare la sua capacità di imparare dalle proprie esperienze, il machine-learning, se da un lato sottolineano l’importanza dei dati da condividere, allo stesso tempo ricordano alla nuova società allargata, ormai digitalizzatasi, la necessità di rendere affidabile la condivisione delle competenze per reagire in modo automatico e mirato alle minacce del futuro prossimo”, indifferentemente dalla forma in cui i problemi torneranno a manifestarsi. E’ questa la nuova visione con la quale, archiviata l’ emergenza pandemica, riusciremo a superare l’attuale stato di crisi.

Sarà proprio questa nostra capacità di reagire, questa resilienza, concludono gli studiosi del World Economic Forum, che grazie all’informatica trasformerà lo sforzo del singolo in un risultato utile all’intera società.

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Andrea Grandi

Andrea Grandi è un giornalista specializzato nella evoluzione digitale delle attività economiche, d’impresa, e della industria automobilistica. ... Vedi profilo completo

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