L'empowerment femminile non è una cosa per sole donne | Corriere dell'Italianità

Scrivi la parola o il termine da trovare

Nina APS

L’empowerment femminile non è una cosa per sole donne

Nel secondo articolo di NINA sul Corriere dell’Italianità (clicca qui) abbiamo parlato di empowerment femminile a diverse latitudini e longitudini nel mondo. Oggi apriamo una riflessione – che non chiuderemo, ma lasceremo aperta ai pareri, ai pensieri, ai commenti di chi ci legge – in merito all’empowerment femminile e al ruolo che gli uomini ricoprono in questo lungo e faticoso processo di auto-affermazione della donna. Anzi, di tutte le donne nel mondo. 

Appena ho iniziato a riflettere sul tema, la mia mente è andata a posarsi su un ricordo di bambina, come un’ape su di un fiore: In una delle prime scene di Mary Poppins Mrs. Banks, madre, moglie e suffragetta, rientra fiera, determinata, forte e gloriosa dopo una manifestazione per il diritto di voto alle donne, cantando Though we adore men individually we agree that as a group they’re rather stupid! La donna però perde ogni velo di determinazione e forza quando il marito, Mr. Banks, sta per rientrare a casa: “Metti via questa roba, sai che la nostra causa manda in bestia il signor Banks” dice Mrs. Banks porgendo alla cuoca la sua fascia da suffragetta prima che il marito varchi la porta d’ingresso. Una volta varcata, Mrs. Banks diviene docile e accondiscendente e dopo poche battute Mr. Bank afferma: scegliere una governante è un compito importante e delicato. Richiede intuito, una valutazione equilibrata e l’abilità di capire il carattere. Date le circostanze, credo sarebbe opportuno che assuma io personalmente questa grave incombenza”.

Ebbene, in questi pochi minuti di film ci sono tutti gli elementi per partire con la nostra riflessione. 

Partendo dal presupposto che no, sarebbe bello ma no, nel 2021 ancora il ruolo e la posizione di uomini e donne è dispari e sbilanciato, per noi il primo elemento di riflessione è lo Spazio

L’empowerment femminile non è una questione di genere, ma è una questione sociale. Una società è costituita da uomini, donne e tutte le sfumature del caso. Per questo è necessario che all’interno della società gli uomini facilitino il lungo e faticoso processo di empowerment e di pareggiamento dei ruoli e delle posizioni tra gener  facendo spazio. Proprio come NON fa Mr. Banks, che sceglie la tata perché lui ha le abilità – a suo dire – per farlo, a differenza della moglie. Se il cambiamento è sociale, tutti i membri della società devono attivamente muoversi per favorire il cambiamento. In una società in cui l’uomo ancora prevale e occupa più spazio rispetto alla donna (si pensi alle posizioni di potere, di responsabilità), l’uomo deve imparare a dare spazio. Solo così la donna può arrivare ad occupare spazio, proprio come in un esperimento di vasi comunicanti.

Secondo elemento: la Rivalità. In una società in cui si vuole – faticosamente – creare una stabilità e un sistema più sano, fluido, e positivo, che includa in modo naturale uomini e donne parimente, NON funziona quello che fa Mrs. Banks: cantare che gli uomini, tanto, sono stupidi. Non facilita e non favorisce il primo punto (lo spazio), non serve a creare migliori condizioni per una società di equa nelle questioni di genere. Anzi. 

Terzo elemento: Lo stereotipo. Pensate (o andate a vedere) come si sente meglio Mr. Banks, uomo tutto d’un pezzo che perfettamente incarna lo stereotipo dell’uomo macho, impegnato, pieno di responsabilità, rigido, quando si lava via ogni residuo – o quasi – di quel ruolo. Mr. Banks, che da questo momento in poi chiamiamo George, sta divinamente. Così pensate quale sia il beneficio per gli uomini che si impegnano attivamente nella promozione e nella facilitazione dell’empowerment femminile, nell’ottenere una società completamente spoglia di tutti gli stereotipi e i ruoli di genere: una società in cui un uomo può mostrare i suoi lati deboli quanto una donna, le sue fragilità, tutti gli aspetti di sé e del proprio carattere che, secondo gli antichi archetipi, sarebbero prettamente femminili. Pensate a quanta libertà quindi, non solo per la donna ma anche per l’uomo, un mondo svestito di ogni concetto e preconcetto di genere precostituito. 

NINA è un microcosmo in cui quanto vogliamo dire è dimostrato: l’empowerment femminile è una questione anche maschile. Lo dimostra la presenza di due membri attivissimi (e maschissimi) all’interno del team: Giacomo e Bruno non sono una presenza casuale o incosciente, ma sono una presenza piena, consapevole e positiva in una realtà che mette al suo centro l’empowerment e l’autoaffermazione delle donne, in ogni parte del mondo. 

Per noi NINA, nel suo piccolo, piccolissimo, dimostra quello che dovrebbe essere replicato su larga scala: attiviamoci tutti. Potremmo ottenere qualcosa di sorprendente. 

Condividi
Tags:

Potrebbero interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
* campi obbligatori