L’indebito pensionistico | Corriere dell'Italianità

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Lavoro e previdenza

L’indebito pensionistico

Buongiorno

Ho ricevuto dall’INPS una comunicazione dove mi si dice che negli ultimi quattro anni ho percepito indebitamente delle somme della mia pensione vedovile italiana. Come mai mi è arrivata questa somma da pagare? Come potrò restituirla? È possibile verificare se sia effettivamente dovuto? Grazie. Giovanna

Gentile signora,

non è infrequente per i titolari di pensione vedovile italiana residenti in Svizzera ricevere lettere di accertamento di questo genere da parte dell’INPS.

La ragione viene esplicitata nel corpo della lettera ed è la seguente: “sono state corrisposte quote di pensione ai superstiti non spettanti in quanto l’ammontare dei redditi è superiore ai limiti previsti dalla Legge 335/95”.

In base alla Legge citata, infatti, è previsto che nel 2021 la soglia limite per non subire alcuna riduzione dell’importo della pensione è pari a 20.107,62 euro; nel caso in cui il coniuge del defunto consegua un reddito annuo superiore a tale soglia subirà una riduzione della prestazione spettante pari al 25%. Il taglio sale al 40% nel caso il reddito sia ricompreso tra la predetta soglia e i 26.810,16 euro ed arriva al 50% laddove il reddito del coniuge sia superiore a 33.512,70 euro annui (cioè oltre 5 volte il trattamento minimo inps).

Il ricalcolo di norma avviene se nell’anno verificato dall’INPS il reddito posseduto oltre alla pensione INPS ha superato, anche di poco, uno delle soglie reddituali previste.

Attualmente l’INPS sta verificando l’anno 2018, ma in via prudenziale applica il ricalcolo anche agli anni successivi. Quando poi tali anni saranno verificati e saranno riscontrate somme a credito, l’INPS provvederà al pagamento.

Da sottolineare infine che tali debiti, in caso di decesso del pensionato, possono essere richiesti anche agli eredi.

Ogni anno, chi riceve una pensione vedovile e/o d’invalidità italiana ed è residente all’estero deve comunicare all’INPS tramite il Patronato i suoi redditi di provenienza estera, come ad esempio i redditi da lavoro, la pensione svizzera AVS o di altra nazionalità, le rendite della cassa pensione, etc.

A norma di legge il pensionato dovrebbe ricordarsi autonomamente della scadenza. ma spesso è l’INPS stessa ad avvisare le persone tenute alla comunicazione attraverso una lettera di invito.

Non avendo a nostra disposizione la comunicazione che ha ricevuto e non conoscendo la sua situazione reddituale, possiamo solo presumere la motivazione del ricalcolo.

Una delle motivazioni più frequenti è quella legata al cambio franco/euro, specialmente per pensionati che si trovano a ridosso di una delle soglie reddituali. La fluttuazione del cambio può portare a una situazione di periodico ricalcolo con la presenza di debiti e crediti, ma nel suo caso le motivazioni potrebbero anche essere altre.

La invitiamo pertanto a venire presso i nostri uffici con la lettera di ricalcolo e i suoi redditi relativi agli anni che concorrono alla formazione del debito, in modo da verificarne la correttezza. Nel corso dell’incontro sarà nostra cura anche verificare se è in regola con la trasmissione annuale del modello REDEST.

Salvatore Crisogianni, Patronato ACLI Lucerna

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