L’intelligenza artificiale a servizio della salute | Corriere dell'Italianità

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Salute Scienza e innovazione

L’intelligenza artificiale a servizio della salute

Un aiuto per prendersi cura dei propri cari

Ph: Credits Michele Gusmeri

Di Maria Moreni

Il 14 novembre si terrà la Giornata Mondiale del diabete in corrispondenza della nascita di uno dei tre scopritori dell’insulina, Frederick Banting. L’emergenza sanitaria del Covid ha evidenziato che la lotta contro questa malattia, tra i principali fattori di rischio per il Coronavirus, resta molto urgente, così come continuare a sostenere la ricerca e facilitare sempre di più l’accesso alle cure. Ma sempre di più si fa strada la consapevolezza di quanto sia importante sensibilizzare, oltre che sui problemi che devono affrontare i pazienti, anche sulle difficoltà riscontrate dai caregivers familiari, cruciali per la nostra società e a loro volta vessati dai 18 mesi di pandemia. Solo nel 2018 l’Italia ha riconosciuto con la legge di bilancio questa figura, ovvero chi si prende cura di una persona vicina senza che costituisca la sua professione. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica nel 2018, in Italia, erano 12 milioni e 746 mila le persone tra i 18 e i 64 anni (34,6% della popolazione) che accudivano figli minori di 15 anni o parenti malati, disabili o anziani. Tra gli occupati, quasi il 40% dei 18-64enni svolgeva mansioni di cura. La platea, però, tende ad allargarsi in maniera esponenziale considerando un grado di complessità superiore del fenomeno, ovvero la mancata consapevolezza di ricoprire il profilo. Dallo studio condotto in 16 Paesi da Eurocarers e svolto in collaborazione con il Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento dell’IRCCS INRCA di Ancona, nel ruolo di referente scientifico, con il supporto della Commissione Europea, si conferma, ad esempio, come la popolazione femminile sia circa l’80% degli intervistati individuati tra caregivers informali. È stata dunque evidenziata una ineguale distribuzione di responsabilità tra uomini e donne e sono proprio queste ultime ad aver affrontato conseguenze più gravi in termini di peggioramento della qualità della vita. Molti caregivers, inoltre, hanno un forte bisogno di affrontare problemi relazionali e psicologici, ma manifestano la difficoltà di trovare servizi sociali adeguati. L’emergenza epidemiologica, che è stata una grande acceleratrice della trasformazione di una sanità sempre più digitale, ha portato alla luce in maniera inesorabile proprio la frequente inconsapevolezza di chi si trova ad assistere un famigliare malato.
Pensando a questo target è nata FamilyHelp.AI, una nuova soluzione che intende offrire una modalità efficace per prendersi cura da remoto dei propri cari, soprattutto degli anziani, garantendo la loro autonomia grazie alle potenzialità offerte dagli smart speaker. A svilupparla e presentarla, in attesa che sbarchi sul mercato il prossimo anno, è la startup emiliana eDialog, fondata nel febbraio 2021 da Enrico Paccini e Stefano Ubaldi. Dalla sede di Fidenza (Parma) hanno scelto di focalizzare la propria attività di ricerca sullo studio di soluzioni innovative per il superamento delle barriere architettoniche digitali, utilizzando la voce come principale strumento di dialogo con i dispositivi. Con pochi semplici comandi sull’app sarà possibile programmare lo smart speaker, come Amazon Echo e Google Home, presente nella casa dell’assistito affinché possa interagirci vocalmente monitorandone i sintomi, incentivandone la misurazione dei parametri vitali, gestendone la terapia farmacologica e favorendone l’aderenza terapeutica con promemoria in agenda. Tramite il cellulare il caregiver potrà seguire la quotidianità del familiare, supportandolo a distanza anche in termini di socialità e limitando spostamenti e contatti in funzione delle necessità. Il progetto di Personal Health System punta a incentivare l’indipendenza delle persone e semplificare il ruolo del parente che accudisce malati e soggetti in difficoltà tra le mura domestiche. L’assistente virtuale raccoglie i dati estrapolandoli e interpretandoli tramite app per profilare le condizioni di salute dell’anziano, verificandone, ad esempio, pressione arteriosa, glicemia, temperatura o il rispetto delle prescrizioni mediche, oltre alle interazioni avute.
Cosa succede se vengono riscontrate situazioni fuori dalla norma? Arriverà sul cellulare una notifica Sms con la conseguente possibilità di generare report da inviare prontamente al medico. “Nella vita siamo o saremo tutti caregiver. Forse in futuro ne avremo anche necessità”, dichiara Enrico Paccini, CEO e co-founder di eDialog nonché ideatore del progetto. “Questa semplice riflessione, frutto della difficile fase pandemica, ci ha spinto ad utilizzare l’intelligenza artificiale al servizio della persona per creare un rapporto empatico con chi ha bisogno, eliminando le barriere architettoniche digitali attraverso lo smart speaker. La tecnologia sviluppata per l’applicativo, che arriverà sul mercato nella primavera 2022, si rivolge ad aziende operative a vari livelli nell’ambito dell’assistenza domiciliare, con personalizzazioni legate alle diverse esigenze e patologie”.

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