Meghan, tra luci e ombre | Corriere dell'Italianità

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Meghan, tra luci e ombre

di Cristina Penco
Foto: intervista Cbs a Meghan e Harry

Un abito di Armani. Lungo, di seta nera. È quello che Meghan Markle ha indossato per l’intervista-bomba con Oprah Winfrey, la regina della televisione americana. Un vestito d’alta moda da 4.500 dollari, nel segno dell’eleganza made in Italy, ma non solo. Significativo, anche a detta del New York Times, è pure il candore dei fiori di loto nel sapiente ricamo sulla spalla destra: un simbolo di fioritura anche in condizioni difficili. La presenza di un punto di luce nelle ombre. Di rinascita nelle difficoltà. E che difficoltà, quelle che emergono dal racconto di Meghan sui due anni d’inferno e incubo trascorsi a Londra, alla corte dei Windsor, tra razzismo e discriminazioni. Parole, le sue, confermate dal marito, il principe Harry, e dalle quali si salverebbero solo la Regina e il principe Filippo.

Eccezion fatta per loro, la coppia non ha esitato a puntare il dito contro “The Firm” nel suo complesso, la “Ditta”, la macchina tanto perfetta quanto mefistofelica – basta ricordarsi di qualche episodio di The Crown su Netflix – manovrata e ben oliata da un entourage reale pronto a usare qualsiasi mezzo per raggiungere lo scopo finale: “The Crown must always win”, “La Corona deve sempre vincere”.
Contrasti tra nero e bianco, quelli scelti da Meghan, e che richiamano il colore della pelle, un tema in primo piano nelle sue rivelazioni a Queen Oprah.
A Palazzo più di un dignitario avrebbe arricciato il naso via delle sue origini afroamericane da parte di madre, Doria Ragland. Per questo motivo un membro non meglio specificato dei Windsor avrebbe mostrato preoccupazione in vista della nascita di Archie, il primogenito di Harry e della Markle, oggi in attesa del secondo figlio (sarà una femmina, hanno svelato alla Winfrey).

Bianco e nero, metaforicamente, possono richiamare anche la contrapposizione di due visioni nette e avversarie legate alla figura di Meghan, un personaggio femminile carismatico e divisivo non incline a vie di mezzo, né nei modi di manifestare la sua indole, né per quanto riguarda la sua immagine agli occhi dell’opinione pubblica.
O la si ama, o la si odia. Oggi i sudditi britannici la disprezzano come non mai, accusandola di mancanza di rispetto e alto tradimento nei confronti della Royal Family, istituzione millenaria. In America, invece, dove la Markle ha ricevuto persino l’endorsement del presidente Joe Biden che ne ha lodato il coraggio, è assurta a paladina di minoranze e bisognosi e della lotta di movimenti come Black Lives Matter. E viene perfino indicata come una probabile candidata democratica in lizza per la Casa Bianca nelle elezioni del 2024.


Se già i primi dubbi su di lei erano fioccati a ridosso del royal wedding con Harry, nel maggio 2018, dopo l’intervista alla Winfrey, nei salotti televisivi e sui social Meghan ha scatenato ancora di più gli animi di due fazioni opposte. C’è chi la condanna come fredda, arrivista, calcolatrice, determinata a portare avanti un piano cinico e baro maturato – secondo i detrattori – ben prima di mettere la fede al dito: prendere al lazo il bel principe inglese, con l’intraprendenza di una cowgirl a stelle e strisce, scomposta e ribelle, e portarlo con sé negli Stati Uniti. In questo modo si sarebbe assicurata il futuro suo e della prole tra agi economici e opportunità professionali, visto l’alto tasso di interesse delle casse sonanti del business rispetto a un rampollo di sangue blu. E non di una dinastia tra le tante, ma della dinastia monarchica per eccellenza, i Windsor.

C’è chi, invece, di Meghan riconosce e ammira la forza – anche e soprattutto quella di mostrare la propria vulnerabilità – la determinazione, il desiderio di “far sentire la propria voce” come donna e come madre, femminista convinta com’è sempre stata, del resto, ben prima di mettersi con un principe. Un gioco di chiaroscuri che ora respinge, ora seduce. Non ha dubbi Antonio Caprarica, uno dei maggiori esperti di famiglia reale in Italia e per trent’anni corrispondente della Rai all’estero. Il giornalista e scrittore, intervistato dall’“Huffington Post”, ha definito «una farsa» l’intervento televisivo di Meghan e Harry e un tentativo evidente ma mal riuscito, da parte della prima, di ricalcare le orme della principessa Diana (secondo molti bookmakers, la secondogenita di Harry e Meghan, che nascerà in estate, potrebbe portare il suo nome). Ma quella della Spencer, sostiene Caprarica, era una reale tragedia, a differenza di quanto lui reputi la situazione vissuta dall’ex attrice di Hollywood.


In un commento nel libro “Meghan Markle. Una duchessa ribelle”, edito da Diarkos, uscito nel 2019 poco dopo la nascita di Archie e ancora lontano dalla fragorosa “Megxit”, il “divorzio” di Harry e Meghan dalla Royal Family e l’abbandono dei doveri reali, Caprarica aveva sottolineato che le borghesi contemporanee «trovano nel Royal Wedding più che un ascensore sociale, un razzo o missile sociale, che le catapulta al vertice della società». Altro che proposta di matrimonio con la tiara di diamanti in testa: piuttosto, un’irrinunciabile occasione per la carriera. Si pensi, in effetti, agli accordi multimilionari stretti dal principe e dalla Markle con colossi digitali come Netflix e Spotify in tempi recenti.

D’altro canto i difensori di Meghan evidenziano come lei fosse già benestante prima di sposare il principe, con un patrimonio personale intorno ai 5 milioni di dollari guadagnati grazie al suo lavoro da attrice nella serie “Suits” – sarebbe arrivata a essere pagata 50 mila dollari per un episodio – e alle partnership nella moda e nel lifestyle che aveva stretto con il suo blog “The Tig”: prima che i suoi account fossero disattivati in vista del fidanzamento reale, la “wannabe influencer” contava 800.000 seguaci su Facebook, 3 milioni di follower su Instagram e 350.000 su Twitter.
Chi alza lo scudo per proteggerla, inoltre, rimarca la testimonianza sofferta di due anni vissuti a Palazzo tra controllo estremo, paura e senso di inadeguatezza in uno stato di disagio psicologico talmente grave da portarla a meditare al suicidio, come ha confessato lei stessa. Lode a Harry che, con altrettanto coraggio e temperamento, ha deciso di correre ai ripari quando ha capito che “la storia si stava per ripetere”, ovvero il dramma provato sulla pelle da sua madre Diana, vittima sacrificale dei Royal e dei media internazionali prima della scomparsa fatale in un incidente. E così il rampollo ha preso la sua famiglia e l’ha portata altrove. Ha detto a Oprah, riferendosi alla moglie: «È lei che ha salvato me».

Allora la fiaba moderna assumerebbe nuovi contorni, riserverebbe un finale a sorpresa e a ruoli invertiti: all’alba del 2021 non è più il principe ad aiutare la fanciulla in difficoltà, ma è lei a sottrarlo a un destino prestabilito in un Palazzo soffocante e all’ombra di un fratello maggiore erede al trono. Una sorte che già da un po’ iniziava ad andargli stretto. Harry ha voluto rimescolare le carte. E più che vincere o perdere, ha scelto.  

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