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Nati in pandemia: collettivo indipendente King Koala

Sorge in periodo di lock down la yard creativa indipendente di kingkoala.it, con produzioni che puntano alla fisicità dell’opera, scegliendo nell’undergound gli artisti in via di estinzione.

King Koala è un collettivo editoriale fluido, narrativo, immaginativo e visuale. Nasce a Milano, in periodo di pieno lock down nazionale, in un mondo che “va a fuoco”, come le immagini della lontana Australia, che sembravano così surreali. Sul modello dei marsupiali australiani, da sempre in via di estinzione, con quella loro esistenza in qualche modo sbagliata per la natura, intossicati di eucalipto e spaventati, destabilizzati dagli incendi e dal mondo degli altri. Nasce con un piccolo blog per gli aggiornamenti e le collaborazioni, come quella con il portale casadiringhiera.it. 
Lento nella sua produzione, concentrato nel produrre i sogni anche inconsci di artisti capaci di farlo. Al suo interno ci sono persone note nel campo della fotografia e dell’arte visiva come. I primi nomi che emergono sono Luca Mata, Alessandra Pace e Alan Maglio. King Koala trova libri, storie, oggetti, parole, foto, passaggi, ambienti, suoni e paesaggi. Come spiega un altro membro dell’entourage:

“King Koala si può considerare principalmente un sogno collettivo.

Una presa di consapevolezza lenta, come la digestione di un koala, che ha piano piano fatto luce sui momenti di buio totale e di apatia culturale, estetica, comunicativa. King Koala è la voglia di scoprire la bellezza e nutrirsi di cose belle. Si tratta di un collettivo di persone in via di estinzione, persone simili, dai gusti affini e da universi che appartengono a pieghe immaginative non votate a uno scopo, bensì a una necessità espressiva. King Koala raccoglie i suoni, le vibrazioni, le immagini, le parole di questa necessità all’interno di un regno anarchico immaginario. In questo modo, al centro dell’azione sarà la creazione e la produzione di progetti editoriali ben definiti, realizzati con il “sogno dell’autore” che incontra King Koala per raccontarsi e raccontare una storia che appartiene alla sua arte. Progetti editoriali che superano l’idea stessa di libro o catalogo, diventando una forma fluida per presentare principalmente fotografia, ma anche eredità artistiche, esperimenti sociali visivi, fantasie e spazi di vita di universi e dimensioni in comune.”

Lo sviluppo elaborato sul vuoto e l’assenza del corpo, sulla paura della virtualità ha portato alla creazione del sito kingkoala.it Leggendo il manifesto si nota un riferimento alla cultura aborigena e al Tempo Del Sogno, i miti della formazione, nel senso di quelli che raccontano come le cose hanno preso forma. Se nel Tempo del Sogno il mondo esisteva già, esso era indifferenziato, abitato da esseri metafisici, totemici, creature gigantesche con forma di animali. Tutti loro, e così probabilmente anche un koala, camminando, cacciando, ballando, dormendo o semplicemente sedendosi, lasciarono nel mondo fisico tracce delle loro azioni e segni del loro passaggio.
Così come gli artisti della yard.

King Koala ha un e-commerce per le produzioni artistiche e anche un modo per restare in contatto direttamente con loro. Durante il lock down hanno anche realizzato un piccolo format su Instagram di musica e flusso di coscienza chiamato: MIDNIGHT VIBES che è andato in onda praticamente tutti i giorni a mezzanotte. E in collaborazione con l’artista The Atheist e Cockroach Int. anche lo street video del brano “Things falls apart” con Raphael alla voce.

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Jacopo C. Buranelli

Laureato in filosofia presso La Statale di Milano con una tesi sul cinema di Ozu, da molti anni si dedica all’editoria e al mondo dell’arte contemporanea e dello spettacolo. Collabora con diverse test ... Vedi profilo completo

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