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Nella Svizzera tedesca aumentano gli studenti, ma mancano gli insegnanti

L’anno scolastico è cominciato – per alcuni cantoni- o sta per cominciare – per altri- nella Confederazione elvetica con un grande problema da risolvere: la penuria di insegnanti. Nonostante la retribuzione dei docenti svizzeri sia notevolmente elevata rispetto ai paesi confinanti, in primis l’Italia. Lo stipendio medio dei professori elvetici – la cui paga varia sulla base di esperienza, qualifiche, anni di impiego e risultati conseguiti- è pari a 55.000 euro all’anno, tenendo conto che si parte da un minimo di 44.000 CHF (45.250 euro) all’anno per arrivare a un massimo di 152.000 CHF, corrispondente a 156.350 euro.

Eppure l’amara realtà è questa i docenti qualificati scarseggiano e l’offerta didattica è sempre meno qualificata.

L’inizio dell’anno scolastico nella maggior parte dei cantoni della Svizzera tedesca – il 15 agosto- è stato infatti contraddistinto da una carenza di insegnanti, con sedi scolastiche che hanno a disposizione solo docenti senza una formazione adeguata.

Nella Svizzera di lingua tedesca si registra contemporaneamente pure un aumento degli allievi: nel canton Argovia, per esempio, per la prima volta sono oltre 80’000 i ragazzini che vanno a scuola, il 10% in più rispetto a sei anni fa. Nel canton Turgovia il 15 agosto è stato il primo giorno in aula per 31’300 bambini e adolescenti, con un aumento del 2,2% rispetto all’anno scorso. A questi si devono aggiungere 500 giovani ucraini accolti provvisoriamente, il che corrisponde a una crescita totale del 4% degli effettivi.

Nel canton Zurigo, dove le scuole inizieranno il 22 agosto, 31’500 allievi sono iscritti alla scuola obbligatoria, ovvero 4’500 in più dell’anno precedente. Per 31’500 bambini sarà il primo giorno di scuola. E nell’urgenza sono stati assunti centinaia di insegnanti ausiliari. Numerose sedi scolastiche svizzero-tedesche hanno dovuto assumere personale docente supplementare o senza diploma. Nel canton Berna un insegnante su dieci è sprovvisto di un certificato pedagogico.

Come hanno sottolineato nelle scorse settimane i sindacati degli insegnanti svizzero-tedeschi e romandi, l’integrazione degli scolari provenienti dall’Ucraina rende ancora più urgente trovare una soluzione. Si chiedono più mezzi, finanziari e umani. “Il nuovo anno scolastico inizia con un ulteriore aumento della penuria di personale qualificato, una situazione più o meno grave a dipendenza della regione”, ha sottolineato a Berna Dagmar Roesler, presidente del sindacato degli insegnanti della Svizzera tedesca (LCH). A causa di ciò, sempre più posti vengono assegnati a personale non sufficientemente qualificato, inclusi insegnanti ancora in formazione. Il tutto porta fra l’altro a un aumento del carico di lavoro degli insegnanti più esperti, responsabili della formazione degli altri. “Sarebbe spiacevole se la mancanza di personale qualificato venisse aggravata da assenze di lunga durata dovute al sovraccarico di lavoro o a dimissioni”, ha sottolineato David Rey, presidente del sindacato dagli insegnanti romandi (SER).

Perché, nonostante un ottimo trattamento salariale, la professione di docente non risulta attrattiva in Svizzera?
L’estrema mobilità non aiuta, così come la difficoltà a trovare un istituto che si trovi non distante dal proprio domicilio. Da non sottovalutare, inoltre, il costo elevato dei corsi di aggiornamento forniti dai privati (solo in parte sono organizzati da istituzioni pubbliche). Infine i docenti restano, in ogni caso, dipendenti dal Cantone di appartenenza, il quale legifera circa i livelli di esperienza, relativo compenso annuo e welfare. Gli insegnanti invece richiedono un approccio unitario alle assunzioni, alla formazione, al reclutamento e alla retribuzione.

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