Percorsi interrotti e reinventati nel cuore oltre l'ostacolo | Corriere dell'Italianità

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Società

Percorsi interrotti e reinventati nel cuore oltre l’ostacolo

di Beatrice Bernasconi

Fra i settori maggiormente coinvolti nel ripensare la propria azione nell’emergenza generata dalla pandemia, ci sono i servizi alla persona e l’ambito culturale. Settori fondamentali per un buon vivere sociale, a volte bistrattati e considerati quasi accessori, in questa fase rivelano la loro centralità per il benessere di tante persone e anche una capacità di modificarsi, ripensarsi, e stare in gioco in condizioni completamente diverse che meriterebbero grande considerazione  e anche maggior sostegno.

Ho chiesto a Riccardo Cogliati come sta vivendo questo momento. Lo considero fra i molti un testimone privilegiato, perché oltre ad essere un giovane laureato in educazione professionale, è un musicista che porta la sua competenza e passione nel lavoro e fuori: insegnante di Pianoforte e Tastiere presso MyMusic di Cassano Magnago, tastierista e sassofonista in diverse band del varesotto tra cui Piva Rock Band, e-toys, SPaRiDo e la neonata Evergreen Summer Hits.

Oggi lavora per una ONLUS del Varesotto, in un Centro Socio Educativo con giovani adulti con disabilità e coordina un servizio sul Dopo di Noi. La struttura è affiancata da un Servizio di Formazione alle Autonomie e una Cooperativa di tipo B per un totale di 50 ragazzi disabili, seguiti da una decina di educatori: tutti a casa dal 13 marzo, a seguito delle misure di contenimento dell’epidemia decretate dal Governo italiano.

Come fate a proseguire con il lavoro educativo? Riuscite a tenere i contatti coi ragazzi?

Sì, anzi i contatti sono paradossalmente aumentati, sentiamo i ragazzi quotidianamente, inizialmente anche la domenica, coinvolgendoli a distanza in prove di ogni genere per tenerci collegati: cucina, ballo, canto etc.. Tutti gli operatori si sono resi disponibili a lavorare da casa, per più ore di prima, come se fosse tutto scontato, senza un’incrinatura nel sentire un obbligo morale di non lasciare soli questi ragazzi  proprio ora che pensiamo possano avere più bisogno di noi. In questa fase, valutate anche le continue procrastinazioni del lockdown, con tutta l’équipe stiamo sperimentando vere e proprie attività a distanza in maniera ancora più organizzata. Grazie a Skype, WhatsApp ed altri sistemi informatici, personalmente porterò avanti il progetto del giornalino multimediale che da ottobre producevamo mensilmente, per condividere all’esterno ciò che i ragazzi, con molto impegno, svolgono al CSE ma anche al di fuori. Altra attività che ho particolarmente a cuore è Magari Domani Web:  anche in questi giorni di emergenza, grazie a Radio Village Network, con cui collaboriamo da settembre, alcuni ragazzi possono fare sentire la loro voce in radio, come speaker di una trasmissione radiofonica.

E le famiglie? Come hanno reagito?

Hanno collaborato sin da subito a questa nuova realtà educativa a distanza: sono inevitabilmente i nostri migliori alleati! Alcuni non vedono l’ora che riapra il CSE perché sentono che ai loro figli manca molto una realtà che aggrega ed è positiva per la loro crescita ora che anche per i genitori è un momento faticoso.

Per una professione dove corporeità e vita quotidiana condivisa sono essenziali, come vedi il futuro?

La ripresa, che ancora non riusciamo a calendarizzare, lascia aperte tante domande: i ragazzi erano abituati a un rapporto molto diretto con noi, un aspetto di comunicazione corporea per loro molto importante. Bisognerà capire come spiegare e agire le necessarie “distanze”, senza penalizzare la qualità della relazione. Ci chiediamo se potremo lavorare con gli stessi numeri, forse saremmo troppo vicini, veramente è tutto da ripensare! Ma come educatori siamo abituati a ripensare e rivalutare in itinere ogni parte del nostro lavoro.

E la musica?

Mi ha stupito l’efficacia con cui si possano fare lezioni di musica anche a distanza: ci sono dei limiti ma anche i risultati, al pari o in alcuni casi anche meglio di prima! Quello che manca molto da musicista è la possibilità di esibirsi live: eventi, matrimoni, show a teatro saltati e temo che per molto tempo sarà così, a meno che davvero non si introducano i drive-in come alcune voci in questi giorni sostengono.

A giugno avrei dovuto esordire con un mini-tour in Lombardia con alcune date anche nel Canton Ticino, con gli Evergreen Summer Hits; sapendo che sarà improbabile abbiamo voluto lanciare un messaggio di speranza a tutti quelli che lottano con una rivisitazione di un brano di Gianna Nannini ed Edoardo Bennato ”Un’estate italiana”, che ha riscosso un buon successo su YouTube  (Siamo Forti Noi – Evergreen Summer Hits – Covid19 – https://www.youtube.com/watch?v=bw_N1i2IQ_o)

Credo che la musica aiuti a stare meglio e a vivere meglio anche un momento come questo. Probabilmente salterà anche il tour invernale (con date per il Canton Ticino e Nord Italia) della Piva Rock Band, di cui sono membro e co-fondatore, che si esibisce in brani natalizi in chiave rock ormai dal 2007, ma troveremo come far sentire che la musica c’è sempre e nel nostro piccolo faremo in modo di mantenere viva questa arte.

Complimenti per questa abilità di iniziativa, per la generosità con cui reinventate le occasioni. Anche voi siete così necessari ma forse eroi un po’ dimenticati…

Su questo aspetto sono un po’ polemico: credo che mai come in questo periodo ci si sia resi conto di come le professioni che lavorano con la persona siano importanti:  insegnanti, sanitari, tutti coloro   che  si  relazionano in modo diretto e coinvolgente con la propria utenza. Ecco, speriamo che se ne ricordino anche ad emergenza finita, che si rifletta sulla necessità di valorizzare queste professioni che vivono spesso nel precariato, con stipendi troppo bassi, senza un concreto riconoscimento del carico di impegno e di professionalità. Passione, empatia, sensibilità, sono essenziali e sono la nostra carica, quella che abbiamo visto in tanti sanitari: ma non siamo solo delle brave persone che amano il prossimo, siamo professionisti laureati e con l’obbligo di formazione continua e svolgiamo un lavoro complesso e pieno di responsabilità.

Il link al video di “divulgazione scientifica” fatto dai ragazzi sul COVID-19: un piccolo dono: non è aggiornato con le ultime indicazioni, ma tramette coinvolgimento e impegno bellissimi
Magari Domani ONLUS – COVID19

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