Primo Maggio. Si lavora per vivere, ma è sempre più difficile | Corriere dell'Italianità

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Primo Maggio. Si lavora per vivere, ma è sempre più difficile

di R.R.

Si fa sempre più fatica a etichettare la giornata del 1° maggio come una festa, contando le vittime sul luogo di lavoro. Verrebbe da chiedersi se si lavora per vivere oppure per morire. Come emerge dai numeri riportati dall’Inail, in Italia solo tra gennaio e marzo del 2022 le cosiddette morti bianche sono state 189, il 2,2% rispetto allo stesso periodo nel 2021.
Il lavoro non può diventare un “gioco d’azzardo potenzialmente letale”, ha dichiarato nel corso delle celebrazioni il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, che ha quindi proposto “un patto tra istituzioni, società civile, forze sociali ed economiche” contro quella che potremmo definire strage continua e silenziosa. Nella manifestazione che si è tenuta ad Assisi, in Umbria, i sindacati hanno chiesto “pace, lavoro e salari”. Perché anche senza salari adeguati non si riesce a vivere.

Migliaia sono le persone scese in piazza in Svizzera per il Primo Maggio. A Zurigo, circa 12 mila dimostranti hanno risposto all’appello dei sindacati, ma si sono visti raduni consistenti anche nelle principali città romande e della Svizzera italiana. La guerra in Ucraina l’ha fatta da padrone: con lo slogan “Pace, libertà, solidarietà” gli attivisti sindacali hanno chiesto alla Confederazione di fare tutto il possibile per sostenere i civili ucraini e accogliere i profughi. Sono i lavoratori, i più deboli e i più poveri a sopportare il peso della guerra, sottolineano i sindacati. La guerra mette milioni di donne, uomini e bambini di fronte all’orrore assoluto, ha scritto l’Unione sindacale svizzera (USS) sul sito ufficiale del Primo Maggio, promettendo: “Risponderemo a ciò con un impegno senza riserve, sia in Svizzera che a livello internazionale”. La pace è un prerequisito per una vita dignitosa, afferma l’USS. Una corsa agli armamenti non è mai una soluzione sostenibile, e la libertà dei popoli è una precondizione per l’esercizio e la protezione dei diritti sociali.

Vanno di pari passo le tradizionali rivendicazioni sindacali: a Zurigo il presidente dell’USS Pierre-Yves Maillard ha ribadito le richieste per un miglioramento del potere d’acquisto sia dei lavoratori sia dei pensionati. Il ritorno dell’inflazione e la minaccia di un forte aumento dei premi delle casse malattia richiedono un intervento rapido. Senza dimenticare che le pensioni delle donne sono ancora più basse di quelle degli uomini.

Purtroppo, non sono mancati tafferugli, indice di una tensione molto forte a livello sociale, alimentata da tutte le problematiche legate a Covid e guerra. A Torino ci sono stati scontri e feriti al tradizionale corteo nel giorno della Festa dei Lavoratori: un gruppo di manifestanti ha cercato di entrare nel corteo nei pressi di piazza San Carlo; hanno anche acceso dei fumogeni e sono stati fermati dalla polizia in tenuta antisommossa.
A Zurigo durante una dimostrazione, tenutasi dopo la manifestazione ufficiale per la celebrazione della Festa del Lavoro, vi sono stati scontri che hanno portato all’arresto di 6 persone.

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