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Politica

Quale governanza strategico-politica?

di Remigio Ratti, Prof. dr rer.pol., Presidente onorario di “Coscienza svizzera”

Come stiamo uscendo dalla crisi COVID-19? Quali scenari di medio e lungo termine si prospettano davanti a noi? Per fortuna molte e illuminanti sono le “idee per il dopo”, per prendere a prestito la sigla degli speciali di SkyTG24. Nessuno mette invece la mano sul fuoco sulle previsioni o sugli scenari di sviluppo. La pandemia, nella sua dimensione mondiale e dagli effetti dirompenti, avrà ulteriormente messo in evidenza, accanto agli sconvolgimenti ambientali e climatici, la natura sistemica di tutta una serie di processi di sviluppo poco convergenti, di squilibri territoriali e sociali, a loro volta nuovi poiché da leggere nella dimensione tecnologica dell’era della digitalizzazione.

In questa situazione di grande incertezza, vogliamo mettere l’accento sul come si possano affrontare i diversi scenari in termini di governanza, quale premessa strategico-politica alle scelte degli strumenti di sostegno e incentivi all’economia alla società. Più precisamente dell’abusato termine di governance, la governanza (risalente al francese gouvernance) esprime oggi una formula evolutiva del potere, con nuovi attori (multinazionali, ONG, lobby, esperti), nuove forme di azione non lineari ma in rete, con nuove forme di prossimità (organizzative, digitali) e soprattutto caratterizzata da forme di coabitazione delle sfere pubbliche e civili. Tutte cose che abbiamo sperimentato, appunto, nella governanza della fase pandemica.

Il lockdown è sì un’emanazione del potere; tuttavia, il risultato dipende dai comportamenti degli attori e dalla capacità di resilienza civile.

Questa lezione deve valere anche per gli scenari del dopo, del medio-lungo termine. Questi rimangono molto aperti e in gran parte sembrano sfuggire alle nostre capacità di agire; proprio qui entra in gioco e potrebbe fare la differenza l’approccio in termini di governanza. È quanto abbiamo cercato di fare in una nostra riflessione per la Svizzera e per il Ticino e pubblicata negli e-paper dal gruppo di studio Coscienza svizzera (www.coscienzasvizzera.ch).

Partendo da un’analisi dei punti di forza e di debolezza della Svizzera in corrispondenza ai rischi e alle opportunità delle nuove sfide (analisi SWOT, dall’acronimo inglese) – riportate nella tabella alla quale rinviamo il lettore – proponiamo quattro scenari.

Analisi SWOT per la Svizzera nello scenario post-COVID-19 (@ R. Ratti 4.2020)

FORZE (ambiente interno)

–       Forza dello Stato federale e dello Stato di diritto

–       Situazione delle finanze pubbliche

–       Buon assetto dei fondamentali economici

–       Forte capacità d’innovazione

–       Buona capacità di adattamento alle condizioni esterne

–       Capacità di dialogo tra le forze sociali

–       Resilienza della società e del mondo del lavoro

DEBOLEZZE (ambiente interno)

–       Piccola nazione – Dipendenza dall’esterno

–       Bipolarità d’interessi tra economia interna e mondo dell’export

–       Struttura demografica e migrazioni

–       Forte costo della vita

–       Divergenze tra economia della produzione e finanza

–       Fragilità climatica e ambientale

–       Tendenza a considerarsi un caso particolare

OPPORTUNITÀ (ambiente esterno)

–       Strategie di governanza della globalizzazione e di sovranità condivise

–       Innovazioni tecnologiche, economiche e sociali

–       Accelerazione politiche di sostenibilità

–       Ricerca e politiche di modalità di sviluppo convergenti

–       Riorganizzazioni settoriali, aziendali e del lavoro

–       Riorientamento valori sociali e personali

MINACCE (ambiente esterno)

–       Crisi ambientale e climatica

–       Stravolgimenti economico e sociali nell’era della digitalizzazione

–       Recessione – crisi offerta/domanda

–       Sviluppo divergente – squilibri territoriali e sociali

–       Protezionismo e crollo del multilateralismo

–       Sovranismo; regionalismo regressivo

–       Indebolimento UE e frammentazione europea

–       Migrazioni economiche
 

I due scenari più estremi sono denominati “Ripartenza”, in relativa continuità con il periodo pre-COVID-19 e “Declino-involuzione”, se dovesse prevalere la svolta protezionistico-sovranista. Lo scenario più probabile lo abbiamo denominato “Stop & go”, poiché funzionale alle singole contingenze, ma con effetti strutturali problematici e non risolutivi rispetto ai grandi temi della sostenibilità. È fortemente condizionato da situazioni interne ed esterne al nostro Paese preesistenti alla crisi attuale. Non prevede uno sviluppo omogeneo, bensì dipendente dai settori o rami economici a carattere domestico o orientati all’export. Il quarto scenario, denominato “Riassetto economico-sociale e ambientale” (RESA), auspicato e non impossibile, è quello che meglio considera i contenuti e gli attori secondo la definizione di governanza.

Si tratterebbe di trasformare la crisi in un’opportunità di rilancio dimostrando la “capacità di affrontare il futuro con visioni convergenti e con una notevole propensione ai cambiamenti, anche di fondo, nel sistema economico e sociale”. Ne leggiamo le caratteristiche nel riquadro RESA*. L’obiettivo è quello che la geografia umana designa con il termine di territorialità. La territorialità di un Paese è una costruzione, un prodotto socioculturale, economico e politico (non riconducibile alla sua sola componente fisica), nonché un procedimento complesso attraverso il quale una società crea una propria capacità dinamica di risposta e di governanza – verso l’interno e verso l’esterno – ai mutamenti.

 

Scenario RESA: Riassetto Economico-Sociale e Ambientale

  • Riassetto. Che non deve essere semplicemente una via di mezzo tra lo scenario di chi vuol ripartire dopo un incidente di percorso e quello di chi in uno scenario implosivo e di declino immagina una rivoluzione.
  • Economia. Superata l’emergenza non occorre “più Stato” quanto piuttosto un orientamento strategico da costruire tra istituzioni e organizzazioni affinché i soggetti economici e sociali trovino comunque, pur nel loro diverso cammino, linee di convergenza orientate da obiettivi strategici condivisi.
  • Sociale. Dopo il gigantesco sforzo sanitario e d’intervento statale per il sopravvivere di imprese e il mantenimento dei posti di lavoro la fattura per tutti, specie per chi già era debole, non sarà indolore e implicherà modifiche verso il basso del nostro tenore di vita da compensare in termini di ben-essere.
  • Ambiente. Costituisce da tempo la tela di fondo per la sostenibilità dell’avvenire del nostro pianeta e che ora dobbiamo affrontare nella nuova fase di una globalità sempre più all’insegna del digitale e di ricollocazioni e di filiere più corte nei processi di globalizzazione. Tuttavia, le risposte dei mercati e dell’innovazione tecnologica daranno una resa solo in un quadro di convergenze politiche istituzionali a più livelli – regionali, nazionali e continentali – orientate alla solidarietà, sussidiarietà e sostenibilità. 

La tabella finale illustra, in via indicativa, il ruolo degli attori all’interno di ogni singolo scenario, valutato secondo il criterio della territorialità. La stima complessiva non corrisponde tuttavia alla probabilità di realizzazione di ogni singolo scenario. Infatti, la partita reale risulterà dalla combinazione delle scelte strategiche degli attori, non necessariamente tutti orientati al medesimo scenario. La valutazione in termini di territorialità sarà quindi diversa da quella delle probabilità di realizzazione (qui stimate soggettivamente) delle situazioni indicate dai vari scenari. Ed è proprio su queste discrepanze reali o percepite tali che dovrebbe innestarsi, quale premessa la riflessione politica di tutti i portatori d’interesse e da cui dipende il grado di fattibilità del loro impegno per uno sviluppo e una territorialità sostenibile.

La riflessione politica di tutti i portatori d’interesse e da cui dipende il grado di fattibilità del loro impegno capacità di affrontare il futuro deve innestarsi su sistema economico e sociale specifico di ogni Paese.

Forza d’impatto territoriale del comportamento dei singoli attori – SINC – secondo i quattro scenari

Scenari

Attori

 

RIPARTENZA

RIASSETTO

ECONOMICO

-SOCIALE

 

STOP AND GO

CRISI -INVOLUZIONE
Stato++_++++ __
Imprese+++_++=_
Non-profit=++++++
Cittadini/Consumatori+_+++=_
Valutazione della territorialità+_+++=

 

_
Probabilità di realizzazione 20%25%35%20%

@ R. Ratti 5.2020

Il comportamento, la forza e la combinazione dell’azione dei diversi attori (SINC) – Stato, Imprese, Non-profit e Cittadini/Consumatori – con facoltà di agire sulla territorialità del Paese, sono quindi determinanti per dare un volto alla nuova territorialità della Svizzera a medio e lungo termine. Lo sforzo di ognuno non deve essere valutato per sé stesso, ma in funzione dell’obiettivo complessivo. In particolare, pur variando secondo il contesto di ogni scenario, possiamo notare il ruolo giocato dal terzo settore, quello dell’impresa sociale e del non-profit.

Così, il raggiungimento degli obiettivi dello scenario RESA è essenzialmente legato ad una strategia orientata ai progetti, dove il risultato auspicato non deriva solo dalla loro somma, quanto soprattutto dalla loro convergenza verso l’obiettivo di una territorialità sostenibile. Un approccio che sta nel cuore delle scienze regionali e che può essere letto anche in chiave di “economia civile”.

Tra le idee veicolate in queste settimane, piace quella del pensatore ebraico Yuval Noah Harari per il quale sono proprio le crisi ad accelerare la Storia, permettendo di anticipare quello che per il corso normale della politica richiederebbe uno o più decenni.

* L’acronimo RESA è curiosamente ambivalente, ma nel medesimo tempo, un unico vettore: può essere interpretato come resa dei conti, quindi come la fattura del dopo virus per la crisi del sistema economico e della socialità, che viene ad aggiungersi alla crisi climatica e ambientale; ma lo si deve pensare anche come resa, quale prodotto finale di un processo produttivo, in questo caso in termini di efficacia nella governanza politica.

 

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