Ramen Heads, l'arte di preparare spaghetti | Corriere dell'Italianità

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Ramen Heads, l’arte di preparare spaghetti

Grazie alla bella iniziativa #IORESTOACASA con MYMOVIES e Far East Festival abbiamo potuto godere di questo splendido documentario anche in periodo di pandemia.

Il film di cui stiamo parlando è sicuramente molto bello, ma è importante anche segnalare l’iniziativa del noto Far East Festival di Udine  #IORESTOACASA con MYMOVIES che ha presentato diversi titoli made in Asia in streaming gratuito per far fronte all’emergenza sanitaria dettata dal COVID. Per assistere gratuitamente online alle visioni collettive dei film in streaming, sarà sufficiente collegarsi dal proprio computer, tablet o device all’indirizzo www.mymovies.it/iorestoacasa, selezionare i titoli e prenotare uno dei 25.000 posti disponibili nelle sale web. La piattaforma MYMOVIESLIVE simula fedelmente la visione di un film al cinema, i posti assegnati sono limitati e numerati e gli streaming iniziano a un orario prestabilito. È possibile vedere gli altri spettatori in sala, fare amicizia e conversare in chat.
Fatte le dovute premesse di una attività realizzata perfettamente, con un servizio impeccabile, possiamo ora ben parlare di questo documentario che tocca i cuori, i palati e le papille gustative.

Girato nel 2017 da Koki Shigeno, il film è un viaggio tra le cucine dei più grandi chef di questo famoso piatto, ruotando principalmente intorno alla figura di Osamu Tomita, ex testa calda del liceo, diventato uno dei più importanti (se non il più rinomato) chef di ramen del Giappone.

La scelta narrativa si sposa bene con l’attuale modo che il cinema ha di raccontare il cibo e di mitizzare in qualche modo anche gli chef, simulando una sorta di gerarchia marziale in questo mondo fatto di colori e sapori, dove ingredienti e dettagli sono tutto. Coadiuvato da diverse didascalie esplicative sulla storia di questo piatto, nato come pasto unico e umile, capace di fornire tutto il necessario per il corpo (spaghetti, brodo, carne, verdure e uova) in una unica ciotola.

Ciò che però rende Ramen Heads unico nel suo genere, con un richiamo stilistico al leggendario Tokyo Ga di Wim Wenders, è la capacità di rappresentare una essenza tutta giapponese, che forse noi occidentali non potremmo mai capire nel suo profondo. La costante ripetitività di una passiona che brucia parallelamente alla propria vita e che si basa sul cercare la perfezione assoluta in una unica cosa, che spesso diventa il centro nevralgico della vita quotidiana. Tomita durante i giorni liberi mangia ramen, invita i suoi figli a fare altrettanto e parla solo di ramen. Per quanto si possa essere patiti di pizza, in Italia comunque non ci sarà una specializzazione e una settorialità maniacale come è invece endemico della vita nipponica: riviste, dibattiti, convegni, ragionamenti con altri grandi chef per creare il ramen a tiratura limitata… il documentario racconta tutto questo, benissimo, in maniera quasi didattica, ma arricchito dal sapore visivo ed espressivo della tazza fumante di spaghetti in brodo. Siamo ciò che mangiamo, come diceva Ludwig Feuerbach.

Ramen Heads è un film del 2017 di Koki Shigeno, girato, realizzato e prodotto in Giappone. Dura ‘93 minuti ed è uno splendido documentario sul mondo del ramen, selezionato in diversi festival internazionali. Seppur non strettamente collegato al film, l’associazione culturale Cesao e la libreria Inari hanno realizzato una playlist molto suggestiva, per calarsi ancora meglio nella visione.
Che si può ascoltare qui.

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Jacopo C. Buranelli

Laureato in filosofia presso La Statale di Milano con una tesi sul cinema di Ozu, da molti anni si dedica all’editoria e al mondo dell’arte contemporanea e dello spettacolo. Collabora con diverse test ... Vedi profilo completo

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