Ricordando Bob Krieger | Corriere dell'Italianità

Scrivi la parola o il termine da trovare

Rubriche

Ricordando Bob Krieger

Quanto mai inaspettata, i giorni scorsi, è arrivata la notizia dell’improvvisa scomparsa, a 84 anni, di Bob Krieger. Il grande autore di fotografie che resteranno nella storia è mancato a Santo Domingo dove – ospite di amici – era stato bloccato, alla vigilia del suo ritorno in Italia, dalle restrizioni dovute al COVID-19.

Amico “da sempre” (conobbi Bob al suo arrivo a Milano, negli anni ’60: collaboravamo alla medesima rivista), negli ultimi decenni del ’90 lo incontravo ai grandi concerti pre-natalizi che Mariuccia Mandelli (Krizia) assieme al marito, Aldo Pinto, offriva a noti melomani, scrittori, giornalisti e amici stilisti. Lo rividi poi a altre manifestazioni milanesi: sempre sorridente, cordiale, interessato a cosa facevi, come vivevi.

Lo scorso anno si tenne a Lugano “LOVE”, un corpo di opere appartenenti alla collezione privata di Bob Krieger.

Lo scorso anno a Milano, a palazzo Morando, da maggio a giugno si tenne la mostra “Bob Krieger imagine. Living through fashion and music ’60 ’70 ’80 ’90” cui seguì in settembre, a Lugano, “LOVE”, un corpo di opere appartenenti alla sua collezione privata: ovvero la collezione di un “…interprete raffinato degli anni d’oro della moda e della società italiana e internazionale: da Gianni Agnelli (di cui fu il ritrattista ufficiale negli ultimi anni della sua vita) a Bill Gates, da Indro Montanelli a Giorgio Armani, alle grandi sfilate nella Sala Bianca di Palazzo Pitti e a ciò che fece moda nel mondo”.

Bob Krieger, nato ad Alessandria d’Egitto da madre napoletana (figlia del famoso pittore Cammarano) e padre tedesco, ereditò senza dubbio dalla famiglia materna, formata tutta da artisti (attori, pittori, scenografi, celebri librettisti d’opera) la passione per il bello, per l’immagine, per il bianco e nero (soprattutto!) col colore a seguire. Elegante e dotato di uno stile innato, è stato uno dei maggiori fotografi dei nostri tempi: a lui si deve il rendere belle le donne mediocri, splendide le belle, interessante l’abito banale, meraviglioso l’abito bello. Coglieva – vuoi di una persona, vuoi di un oggetto – quanto poteva renderli perfetti e desiderabili, valorizzandone al massimo i pregi, annullandone i difetti. Tutti ciò si vede nelle sue fotografie pubblicate dal “New York Times”, da “Uomo Vogue”, “Bazaar Italia” (e di “Harper’s Bazaar” di cui fu, per lungo tempo, abilissimo art director), sui più importanti periodici femminili.

Bob Krieger diceva: “non esistono donne brutte: oggi si può cambiare, migliorare, modificarsi: basta volerlo”.

Il mondo della moda, e non solo, lo piange. Negli anni ’80, nel suo studio fotografico di Roma (dopo avermi fatto lavare il viso e raccogliere i capelli) mi fece una fotografia: LA FOTOGRAFIA. Che fra le tante, di tanti decenni, è rimasta, e rimarrà, unica. Grazie, Bob!

La FOTOGRAFIA: Maria Vittoria Alfonsi nella foto di Bob Krieger

 

Condividi
Tags:

Maria-Vittoria Alfonsi Caruso

Nata a Brescia.Il suo primo articolo è per "Grazia" a 18 anni con un’intervista a Michelle Morgan. Ha collaborato con "Marie Claire" e "Mamme e Bimbi"; ha scritto per vari quotidiani, settimanali e im ... Vedi profilo completo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
* campi obbligatori