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Economia

Ripartire da zero, ripartire meglio di prima

di Marco Nori

Correttamente è stata posta la massima attenzione nel tutelare la salute di tutti e ridurre perciò il rischio di diffusione dei contagi. Ora al Governo e ai consulenti tecnici coinvolti è chiesto di saper individuare le modalità di ripartenza più efficaci affinché il Paese possa tornare sicuro e produttivo. In questo drammatico primo quadrimestre del 2020, che nessuno potrà mai dimenticare, può però anche essere colta un’opportunità imprevista per dare finalmente slancio al nostro mercato interno garantendo un grande sviluppo occupazionale e modificando per sempre il paradigma lavoro o salute che tanto ha condizionato le aree industrializzate. Non è forse il momento di utilizzare la finanza disponibile per ricostruire le grandi infrastrutture, la rete ferroviaria e stradale, dare nuovo impulso ai trasporti marittimi riorganizzando i nostri scali portuali, riproporre in un’ottica assolutamente green la grande tradizione italiana nel settore della chimica e dell’energia, supportare la capacità intrinseca di questo Paese di essere innovatori creando finalmente dei legami solidi tra università, imprese e territorio?

L’Italia ha assoluta necessità di intervenire in maniera profonda sul proprio tessuto infrastrutturale; solo così si potrà permettere alla nostra penisola di tornare ad essere la meta turistica preferita al mondo. Dalle società di ingegneria agli studi di architettura, dalle imprese di costruzione alle società di servizi, si potrebbero generare volumi rilevanti di impiego di personale già inattivo o ai margini del mercato del lavoro nella fase precedente alla crisi sanitaria, posizionando le basi con l’aggiornamento in aumento delle retribuzioni minime dei contratti nazionali di categoria. Il comparto chimico, vero fiore all’occhiello dell’Italia sin dagli anni ’60, potrebbe essere incentivato a concentrare la propria attività di ricerca e sviluppo e di produzione nell’ambito delle nuove tecnologie green che segneranno il futuro prossimo, comportando la realizzazione di nuovi impianti e nuove aree di sviluppo. Il settore energetico, che già è fortemente orientato alle rinnovabili, dal solare all’eolico, potrà ulteriormente svilupparsi con l’obiettivo di rendere il Paese indipendente dalle politiche economiche straniere e dando maggiore impulso alla ricerca delle modalità di accumulo energetico che segnano uno dei maggiori e più strategici campi di applicazione della ricerca a livello mondiale.

Si potrà concentrare l’attività di gestione e distribuzione del gas in ogni sua forma, liquida o gassosa, che certamente supererà il petrolio in termini di utilizzo e gestione, dando al Paese la possibilità di stoccarne nelle quantità necessarie sfruttando appieno la propria posizione geografica e la grande disponibilità costiera. Si potranno inventare nuove vie di comunicazione, costruendo una rete di porti accessibili e funzionali, ripensando così il trasporto di merci e persone e alleggerendo il traffico stradale. Serve un piano, condiviso e sfidante, che ponga le basi di una nuova rinascita del Paese. Perchè rinunciare?

 

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