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Economia

Se l’economia è fragile, non è colpa del virus

di Nicoletta Tomei

Condizioni di vita impossibili, case costruite vicino a stalle o pollai. Umani ed animali seguivano i medesimi cicli di vita e condividevano un comune obiettivo: allontanare la fame e soprattutto sopravvivere. Sul focolare continuamente acceso le pentole cucinavano tutto quello che si riusciva a metterci dentro, senza lamentarsi e senza nemmeno stare tanto a guardare. Quelle appena descritte erano le condizioni dei nostri contadini all’inizio dello scorso secolo. Una volta i “cinesi” eravamo noi. La storia si ripete.

E oggi ci ritroviamo a discutere del male del giorno, il coronavirus/Covid-19, forse dimenticando che le precarie condizioni igieniche in cui vive parte della popolazione asiatica probabilmente sono il risultato della quantità di beni di consumo che parte del mondo occidentale si è abituato a pretendere dal tradizionalmente docilissimo mercato del lavoro cinese. Come fosse un diritto acquisito ed altrettanto gratuito, specie da parte di chi produce. Ma non è così.

Ce ne stiamo lentamente accorgendo in queste settimane, quando la carenza di beni provenienti dalla Cina, l’attuale grande malata del mondo, sta portando al fermo di alcuni comparti delle industrie occidentali. Strana la vita.

Mentre le nostre pretese di consumo avanzano imperterrite, ora iniziamo a riflettere che l’assenza dei manufatti cinesi è spesso centrale per il nostro benessere. E allora anche noi, la cosiddetta società avanzata, cominciamo a preoccuparci, a stimare le eventuali perdite, a domandarci: il nostro benessere è minacciato? Quanto durerà l’attuale incertezza e, almeno da un punto di vista economico, sono giustificati gli allarmismi alla crescita mondiale e le discriminazioni che il Covid-19 sta creando nelle nostre società?

L’argomento è stato discusso qualche giorno fa da Kristalina Georgieva, dalla fine del 2019 nuova responsabile del Fondo Monetario Internazionale (FMI), subentrando a Christine Lagarde che ha preso il posto del nostro Mario Draghi come presidente della Banca Centrale Europea. Per il momento, secondo gli esperti del FMI riuniti a Rabat capitale del Marocco per preparare il summit dei dirigenti della Banca mondiale e del Fondo Monetario previsto nel 2021, dopo lo scoppio del Covid-19 non è ancora possibile sbilanciarsi in previsioni sulla crescita economica cinese e, di riflesso, mondiale per l’anno in corso. Solo poche settimane fa, nel corso del World Economic Forum di Davos, la responsabile del FMI aveva previsto un ulteriore incremento dei dati di crescita del 2019, che già si erano attestati ad un più 2.9% a livello internazionale.

Per il 2020 le stime erano di un aumento del 3.3%, e del 3.4% per il 2021. “Siamo del parere”, ha precisato Kristalina Georgieva, “che per il 2020 l’impatto del coronavirus sulla economia mondiale si potrebbe descrivere come una curva a V, con una rapida discesa ed una altrettanto veloce risalita, in particolare nelle provincie cinesi toccate dalla malattia.” Tuttavia, ha chiarito Kristalina Georgieva, “non possiamo escludere a priori che in futuro i grafici possano mostrare una curva a U, con un veloce crollo, un non determinabile periodo di stagnazione, ed un altrettanto rapido recupero una volta che il rischio di contagio sarà terminato”.

Piuttosto, precisano gli esperti del FMI, qualora la crescita economica mondiale dovesse risultare fragile il Covid-19 risulterebbe esserne una concausa ma non il motivo principale. Ben altri infatti sono i rischi che minacciano lo sviluppo economico: le guerre commerciali tra USA e Cina, i disastri naturali derivanti dal degradarsi dell’ecosistema climatico, gli attacchi informatici, le tensioni geopolitiche tra i paesi del Medio Oriente, ed il crescente protezionismo manifestato da alcune nazioni. “È questa”, concludono gli esperti del FMI, “la miscela di fattori che possono scatenare pericolosi dissidi sociali e politici” e quindi condurre ad una insufficiente crescita finanziaria mondiale.


Nicolette Tomei è una giornalista e commenta tematiche collegate alla evoluzione della società contemporanea, cultura, moda, viaggi & tempo libero

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