SPAZIO PARENTESI: UNA NUOVA STORIA DI BENESSERE

Cancro e prevenzione

di Laura Torretta

In foto: il sindaco di Milano Beppe Sala inaugura Spazio Parentesi

“Formare, informare e rigenerare”: sono tre gli itinerari con cui LILT (Lega Italiana per la lotta contro i tumori) Milano Monza e Brianza ha dato il via a Spazio Parentesi, un  grande e luminoso spazio  in Viale Beatrice d’Este 37, ristrutturato e reso disponibile da ESO, European School of Oncology che collabora al progetto, dove è possibile mettere tra parentesi le preoccupazioni quotidiane e imparare a stare sempre meglio.

Come evidenzia Marco Alloisio, presidente di LILT Milano Monza Brianza, “il tumore è stato derubricato a patologia cronica grazie a terapie sempre più mirate. La sopravvivenza è aumentata del 36% in un decennio: 1 italiano su 17 vive con una diagnosi di cancro. LILT vuole aiutare le persone che hanno vissuto l’esperienza del tumore a guardare oltre perché salute è sinonimo di benessere. Dopo prevenzione primaria e diagnosi precoce, entriamo nel mondo della prevenzione terziaria, perché curare non basta. Per convivere con il tumore servono supporto e strumenti concreti. Qui i pazienti possono imparare una cosa essenziale: mettere la malattia tra parentesi.”

E Alberto Costa, segretario generale di ESO chiarisce che “la diagnosi rappresenta un vero e proprio spartiacque tra ‘prima’ e ‘dopo’ e la persona si ritrova in una realtà che non ha nulla a che fare con ciò che era la sua quotidianità fino a poco tempo prima. Spazio Parentesi si sviluppa in questo ambito, prendendo per mano chi sta affrontando una malattia oncologica. Ispirandoci a un modello americano dell’università di Pittsburgh, declinato alla realtà nostrana, impostiamo le basi di una sana alimentazione, di una corretta attività fisica e valutiamo insieme lo stato dell’assetto psicologico. In altre parole, viene offerto un aiuto pratico per migliorare le proprie consapevolezze e prendersi del tempo per sé stessi”.

Due grandi sale, l’una intitolata al prof. Veronesi, l’altra al Prof. Gianni Ravasi, entrambi ex presidenti di LILT e internazionalmente famosi in campo oncologicosono a disposizione per i tre percorsi selezionati da questa Academy, la prima in Italia dedicata a quanti hanno vissuto l’esperienza di un tumore per aiutarli a ritrovare la normalità e il piacere di vivere supportati da un team multidisciplinare di professionisti. Con una proposta a tutto campo, Spazio Parentesi offre consulenze alimentari e consigli per smettere di fumare, organizzazione della riabilitazione e aiuto psicologico, sino a molteplici attività rigenerative utili al benessere personale, dai laboratori di cucina alle coccole estetiche sino alle lezioni di manualità artistica. In questa ottica, accanto a cuscini yoga, sono in bella vista numerosi dipinti frutto dell’esperienza dei laboratori artistici ArtLab LILT, mentre in un ambiente appartato e meditativo trova la sua collocazione Gomitolorosa, onlus nata 10 anni fa, che con la “lanaterapia”  sostiene il lavoro a maglia quale strumento terapeutico per il recupero individuale del benessere psicofisico.

L’inaugurazione del 3 febbraio (World Cancer Day), alla presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala, del Presidente di LILT Milano Monza Brianza Marco Alloisio, dell’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolè , e dellospecialista in oncologia medica Fedro Peccatori, al di là delle formalità, ha riservato un momento di  genuina sorpresa nel corso dell’intervento del sindaco Sala.  Dopo aver rilevato le conseguenze economiche derivanti dalla pandemia, le patologie trascurate, la diseguaglianza  esistente a Milano tra i vari strati della popolazione per quanto riguarda l’accesso ai servizi medici e quindi la necessità di aiutare qualsiasi cittadino collegando il tutto al problema sicurezza e alla speranza che “Milano è una città abituata alla velocità e tornerà a camminare sulle sue gambe”, Sala ha espresso grande apprezzamento per l’iniziativa Spazio Parentesi  ricordando la sua esperienza personale in fatto di tumori. Esperienza che risale a 23 anni fa quando gli venne diagnosticato un tumore non-Hodgkin e fu sottoposto a un trapianto di cellule staminali. “Da solo non ce la fai – ha puntualizzato – devi farti aiutare: se gli altri non ti aiutano, non ne vieni fuori di persona”.

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