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Spreco alimentare, cibi e scadenze

Oggi sono almeno 9 milioni le tonnellate di cibo sprecate ogni anno in Europa, dovute all’errata interpretazione della dicitura riportata sulle confezioni dei prodotti, per un equivalente di più di 22 milioni di tonnellate di CO2e immesse nell’atmosfera. È il dato rilasciato da Too Good To Go, app tricolore contro gli sprechi alimentari, che qualche mese fa ha lanciato “Etichetta Consapevole”, iniziativa di sensibilizzazione per una corretta interpretazione delle diciture e, di conseguenza, per un consumo alimentare più oculato senza inutili sprechi.

C’è differenza tra “da consumare entro” (scadenza effettiva) e “da consumarsi preferibilmente entro” (quest’ultimo è il Termine minimo di conservazione, Tmc). Ha spiegato Laura Rossi, responsabile scientifico osservatorio sugli sprechi alimentari del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria): “Il Termine minimo di conservazione indica la data entro la quale il prodotto alimentare conserva le proprie proprietà specifiche, in adeguate condizioni di conservazione. Molti prodotti oltre la data riportata possono subire modificazioni organolettiche, ma possono essere consumati senza rischi per la salute. Se conservati bene si possono mangiare anche dopo il termine minimo di conservazione”.

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