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Un piccolo borgo nella valle più bella del mondo

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H. Hemmingway nella primavera del 1945, corrispondente di guerra americano, aveva seguito una colonna motorizzata dell’esercito di liberazione partita da Chiavari in Liguria. Transitando per l’impervia strada di fondo Val d’Aveto, superato a stento il ponte interrotto sul Rio Morano nei pressi di Boschi era giunto a Marsaglia e fu allora che aprì il suo diario e scrisse in grande: “Oggi ho attraversato la valle più bella del mondo”. In “questa valle” fu combattuta la battaglia tra gli eserciti di Roma e Cartagine nel 218 a.C.; hanno camminato pellegrini che dalla lontana Irlanda andavano a Roma; San Colombano fondò il suo monastero, a Bobbio (PC). E lo stesso Umberto Eco proprio qui cercò spunti per il suo libro “Il nome della Rosa”.

A Cerignale, borgo antico in questa valle “più bella del mondo”, in tanti hanno voluto esserci il 9 agosto scorso per portare il loro saluto, solidarietà ed ammirazione all’inaugurazione di una centralina idroelettrica che consentirà a Cerignale di essere autosufficiente. “Oggi siamo a carbonio 0”, dichiara soddisfatto il sindaco Castelli. Un impianto all’avanguardia la cui energia confluirà nella rete nazionale per soddisfare le esigenze d’illuminazione del borgo e l’utenza degli uffici comunali, ambulatorio medico compreso. In occasione dell’evento, giungono anche Michele Serra, scrittore ed editorialista, Ermete Realacci, padre della legge che ha riconosciuto il valore dei piccoli comuni, Carlo (Carlin) Petrini, fondatore di Slow Food, Terra Madre e tanto tanto altro. E poi Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia Romagna, e il sociologo Aldo Bonomi.

Durante la tavola rotonda “Margine che si fa centro” (anche se in vero la tavola non c’è proprio), con un cielo azzurro velato solo di piccole nubi estive ed alle spalle una montagna di boschi verdi, Carlin Petrini annuncia che qui, a Cerignale, nascerà un nuovo presidio Slow Food, fedele alla filosofia del Buono-Pulito-Giusto. Si chiamerà “La Fagiolana”, un tipo di fagiolo rampicante diffuso nei secoli scorsi in alcune ristrette zone della confinante Liguria e del Piemonte, ma che qui trova ancora giusto consenso ed attenzione. Perché il margine si faccia centro, sconfiggendo la comunità del rancore e ricostruire la comunità di cura, cioè quella dei tanti piccoli borghi. Per Cerignale, dunque, l’ambizione di essere un’isola di margine, catalizzante tante altre isole di margine, che insieme diventino centro – auspicano Bonomi, fondatore dell’Istituto di ricerca Consorzio A.A.STER, e Michele Serra, il quale, tra l’altro, si è trasferito dalla metropoli milanese in un piccolo podere agricolo sulle colline del Piacentino, tra piccoli borghi dove, oggi, per il giornalista, “si può davvero vivere felici”. Parole condivise anche da Ermete Realacci, presidente onorario di Lega Ambiente: la voglia di Italia nel mondo è forte; lo si vede dai numeri dei turisti che arrivano nella penisola da ogni parte del continente, per vedere e toccare con mano le ‘cose belle e buone’ che solo noi sappiamo fare. Tra le eccellenze italiane, i piccoli borghi quindi sono certo espressione della nostra migliore cultura nonché di un passato pieno di gloria. Per questo, come confermato dal Presidente della Regione Emilia Romagna, Bonaccini, la Regione Emilia Romagna sta lavorando all’istituzione di una Università della Montagna ad indirizzo cinematografico coinvolgendo nel progetto il regista piacentino Marco Bellocchio con una sede proprio qui “nella valle più bella del mondo”, dove, come una volta, gli artigiani continuano ad esporre i loro prodotti di piccola bigiotteria, pelli lavorate, tessuti, dolci e piccoli oggetti di antiquariato locale. E mentre ‘i grandi’ parlano del futuro di Cerignale, un bimbetto di forse 5 anni, da almeno un ora, corre alla ricerca di chissà cosa su di una piccola bicicletta rossa su e giù per la piccola salita che porta al Municipio. Immagine di una valle che vuole vivere e crescere.

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