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Politica svizzera

Una piaga sociale, la trappola dell’indebitamento

Il problema non è nuovo, è datato. Istituzioni e media – dalla televisione alla carta stampata – ne ripropongono di anno in anno la pericolosità con servizi articolati. Nuova è tutt’alpiù la dimensione crescente che caratterizza l’indebitamento della popolazione svizzera, soprattutto nella sua componente più debole, i giovani. Le istituzioni di vari Cantoni hanno messo in campo, in tempi recenti, numerosi progetti per richiamare l’attenzione dei giovani sulle conseguenze che l’uso avventato del denaro può rappresentare per il loro futuro. Evidentemente le agenzie educative tradizionali – in particolare la famiglia – non riescono più ad inculcare nei giovani il valore della parsimonia e dell’accortezza, in definitiva del vivere senza fare il passo più lungo della gamba.

L’ultimo grido di allarme è stato lanciato nei giorni scorsi dalle società di recupero crediti che ha pubblicato uno studio sul rischio d’indebitamento, fattore che in Svizzera è entrato a far parte della normalità. Dall’alto del suo osservatorio privilegiato, la società di recupero credito Intrum evidenzia che una parte rilevante della popolazione svizzera rischia di trascinarsi appresso l’indebitamento per un periodo di tempo superiore alla metà della propria vita. Particolarmente colpita è la fascia di popolazione compresa tra 18 e 40 anni d’età e, come rileva Intrum, molte persone non riescono ad azzerare i propri debiti entro l’età di 30 anni.

Andando ad analizzare nel dettaglio l’indebitamento della popolazione giovanile, emerge che i giovani stranieri sono significativamente più esposti rispetto ai loro coetanei svizzeri, un dato che non sorprende poiché il desiderio di affermazione attraverso i simboli del consumo è – pare ovvio – più sentito nei giovani stranieri. Tuttavia è in controtendenza con le previsioni, giacché era legittimo ritenere che le giovani generazioni di stranieri – grazie al processo d’integrazione, alla padronanza della lingua e alla scolarizzazione – avrebbero adottato modelli comportamentali simili a quelli dei ragazzi svizzeri. Insomma, non c’è stata la svolta rispetto ai loro genitori, spesso indebitatisi grazie alla facilità di acceso al credito promosso ad alti tassi d’interesse dalle “famose” agenzie d’intermediazione ‘messe su’ da italiani – in alcuni casi scomparse nel nulla o fallite lasciando eredità pesanti ai loro clienti -, indebitamento che tuttavia si contraeva con altre motivazioni, spesso per la costruzione della casa al paese di origine.

In generale, invece di diminuire progressivamente grazie alle campagne di sensibilizzazione, la fase ad alto rischio d’indebitamento si è allungata di un ulteriore decennio. “Sopportare per anni una situazione debitoria compromette sotto numerosi punti di vista i rapporti di vita” ha ammonito Thomas Hutter, numero uno di Intrum. In particolare nei giovanissimi, gli appartenenti alla fascia d’età 18-25 anni, la disponibilità a indebitarsi è molto alta, una situazione che rimanda alle corresponsabilità della società con i suoi miti in grado di sedurre i più sensibili al richiamo delle emozioni e del “voglio averlo” a tutti i costi. Le statistiche presentate al riguardo da Intrum non lasciano dubbi: quasi il 50% dei casi di recupero crediti aperti nel 2018 relativamente alla fascia d’età 18-25 anni è finito con un precetto esecutivo, il 31% con un mandato di pignoramento e il restante con un attestato di carenza di beni.

Le cause che conducono all’indebitamento non più controllabile sono tante; vi è da dire, però, che l’esplosione dell’Online-Shopping è uno dei motori principali d’indebitamento dei più giovani. L’ampiezza della paletta di merci offerte – dal cellulare ultimo grido, all’abbigliamento e alle calzature – rende estremamente attrattivo ordinare online, salvo poi non pagare il conto o caricare oltremodo la propria carta di credito.

La pressione esercitata dalla pubblicità, dai simboli e dai trend della moda e l’emulazione dei miti diffusa dai social media – soprattutto da Instagram, la vetrina dell’apparire più che dell’essere – è naturalmente enorme e trova un terreno fertile soprattutto tra i più giovani, ma anche negli adulti: comprare ciò che si “deve avere” anche se i mezzi finanziari non sono sufficienti, con il risultato che abbiamo visto e con l’esaurimento delle poche riserve finanziarie faticosamente accumulate.

L’auto, in questo panorama, rappresenta tuttora il maggiore fattore d’indebitamento: auto di grossa cilindrata acquistabili nuove di zecca, grazie alle offerte di Leasing molto attrattive e a interessi che sembrano irrisori. Una volta l’auto di cilindrata superiore era il segno visibile di un buon grado di realizzazione professionale, l’attrazione per gli oltre trentenni o quarantenni. Ora si vedono giovanissimi, poco più che ventenni, alla guida di auto costosissime e tutti si chiedono com’è possibile: Leasing macht’s möglich! Salvo trascinarsi per anni nelle situazioni descritte.

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