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Undercurrent di Tetsuya Toyoda è pura letteratura, anche se è un manga!

Colpisce il blasone di Jirō Taniguchi in quarta di copertina, su questo bellissimo manga narrato silenziosamente da Tetsuya Toyoda.

Undercurrent cattura di sicuro l’attenzione. Che sia la sua copertina, particolarmente fluttuante, sia il titolo che richiama quasi un brano trip hop, poco importa. L’immagine di quella che scopriremo poi essere la protagonista, immersa nell’acqua racchiude già un silenzioso invito alla lettura, prima ancora di sapere che è un manga, prima ancora di conoscere Toyoda.

Sottocorrente, corrente sottomarina, come primo significato del termine Undercurrent e sottocorrente corre tutto il flusso della vicenda. Kanae gestisce insieme al marito un sentō, un tipico bagno pubblico giapponese dove le persone vengono a lavarsi e a rilassarsi dopo una dura giornata di lavoro. Un luogo sociale di condivisione e compagnia, una sorta di concetto più ampio di famiglia e, in qualche modo, anche più astratto. Un giorno il marito di Kanae scompare e non si sa che fine abbia fatto. Qualcuno parla di un incidente, qualcuno del fatto che è “evaporato”, cioè scappato dalla realtà e disperso da qualche parte. Le voci girano, le correnti si fanno più forti e gelide e la gente mormora sul fatto che Kanae è stata piantata, che forse ha un carattere difficile, troppo introverso. Kanae continua a portare avanti l’attività insieme a una zia e mentre gli altri si immergono nelle vasche del suo sentō, Kanae si immerge nel suo inconscio, nelle vasche più profonde del suo cuore, riuscendo, in qualche modo a emergere piano verso un’acqua più limpida.
Slice of life, come si dice a volte per indicare certe opere, frammenti di vita raccontanti con caratteri giapponesi che, grazie agli splendidi disegni, diventano universali e condivisibili da qualsiasi sensibilità sia femminile che maschile, oltre il genere seppur innegabile si tratti di una bellissima storia di donne, su una donna aiutata da altre donne e sulla sua figura all’interno della società contemporanea. Come in un film di Monicelli, gli uomini ci sono e formano un “gradevole contorno”, e così dev’essere.

La seconda definizione di undercurrent è: sensazione vaga, senso latente, influenza nascosta. Tutto ciò rimanda ai personaggi maschili dell’opera che hanno questo ruolo sempre molto vago e che in qualche modo influenzano Kanae quasi di nascosto. C’è Hori che arriva al sentō offrendosi come aiutante, ma non si capisce bene chi sia e cosa pensi. C’è un investigatore privato che indaga di nascosto sulla sensazione vaga che il marito di Kanae sia ancora vivo. Se Kanae è al centro di una vasca tutto intorno ha un flusso di correnti che costituiscono la narrativa del manga, dandogli appieno lo status di letteratura per immagini, senza mezzi termini.

Tutto si chiarifica ed è comprensibile, vengono raccontate emozioni ed esse arrivano direttamente all’anima del lettore.

L’autore di questo bellissimo manga ha debuttato nel 2003 dopo aver vinto il premio Shiki, indetto dalla rivista Afternoon di Kodansha e Taniguchi di lui ha scritto: “con la sua narrazione silenziosa Tetsuya Toyoda sembra indagare la corrente che scorre nelle profondità dell’animo umano”.

Undercurrent è un manga di Tetsuya Toyoda e si trova in lingua italiana edito da Dynit (collana Showcase) con la traduzione di Asuka Ozumi. Nel 2009 Undercurrent ottiene il Prix d’Asie de la critique ACBD al Festival di Angoulême.

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