Utilizzarei contributi lavorativi in Svizzera per aumentare la pensione italiana | Corriere dell'Italianità

Scrivi la parola o il termine da trovare

Lavoro e previdenza

Utilizzarei contributi lavorativi in Svizzera per aumentare la pensione italiana

Gentile Patronato,
dopo avere abitato per diversi anni al confine con la Svizzera, mi sono trasferito in Sardegna. Navigando in internet, ho scoperto per caso i vostri indirizzi. Compatibilmente con i vostri impegni vorrei cortesemente esporvi un quesito:

Sono già in pensione dal 2018, titolare di pensione di anzianità, quest’anno compirò 65 anni e ho lavorato in Svizzera dal 16 aprile 1978 al 31 dicembre 1978 presso una azienda a Mendrisio. Questo periodo contributivo versato in Svizzera potrei utilizzarlo per fare lievitare anche se di poco la pensione italiana? Vi ringrazio e Vi saluto Cordialmente Salvatore

 

Egregio signor Salvatore,

la contribuzione versata in Svizzera non può essere unificata alla posizione contributiva Italiana, questa possibilità era garantita dalla convenzione italo svizzera che era in vigore diversi anni fa, fino al maggio 2002. Avendo inoltre lavorato solo 10 mesi in Svizzera non ha diritto a beneficiare di un trattamento pensionistico a carico dell’ente previdenziale elvetico, dato che il requisito minimo necessario è di 12 mesi di contribuzione.

La tranquillizzo comunque che il periodo lavorativo in Svizzera non è perso, infatti, seguendo una procedura che è più complicata a descriverla che a farla, lei quest’anno compiendo l’età per il pensionamento previsto dalla normativa Svizzera (65 anni per gli uomini e 64 per le donne), dovrà presentare regolare domanda di pensione svizzera per il tramite dell’ente previdenziale italiano di riferimento (INPS), che a sua volta provvederà a trasmettere la domanda all’ente svizzero. Quest’ultimo sarà costretto a respingere la richiesta per mancato perfezionamento del requisito contributivo.

A questo punto, ai sensi dell’articolo 48 del regolamento dell’Unione Europea 1408/71 e successive integrazioni, il periodo lavorativo in Svizzera, che non dà luogo ad un trattamento pensionistico, deve essere “preso a carico” dell’ente previdenziale italiano, come se si trattasse di contribuzione versata in quest’ultimo stato, determinando un aumento, sia pur minimo, della pensione italiana.

Per ulteriori informazioni e per la trattazione della richiesta, la invito a rivolgersi negli uffici dei nostri colleghi del Patronato Inas della Cisl più vicini alla sua residenza (può trovare i relativi indirizzi nel sito www.inas.ch).

Spero di avere risposto in modo esaustivo alle sue richieste, con l’occasione le porgo un cordiale saluto. —

Roberto Crugnola, Coordinatore Inas Cisl Svizzera

Condividi
Tags:
Articolo precedente
Articolo successivo

Potrebbero interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
* campi obbligatori