Verona, la bomboniera d’Italia | Corriere dell'Italianità

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Verona, la bomboniera d’Italia

Itinerari romantici a San Valentino e non solo

di Maria Moreni

Un’atmosfera magica, sospesa tra finzione e realtà, legata ad antiche vestigia, palazzi nobiliari, testimonianze di diverse dominazioni – oltre a storiche osterie, piazze e botteghe artigiane – come l’ha descritta William Shakespeare nella sua celebre tragedia “Romeo e Giulietta”. È quella che, da secoli, caratterizza Verona, seconda in Italia, dopo la capitale, per la presenza di resti romani ben conservati.  “Città bomboniera” per antonomasia – iscritta nella Lista dei Beni Patrimonio Mondiale dell’Unesco – da secoli meta di turisti e, in particolare, di coppie che proprio in questo luogo d’elezione, che ben si presta a tal fine, vogliono suggellare le loro promesse. Non è un caso che, in epoca pre-pandemica, ogni anno, in occasione di San Valentino, il 14 febbraio, Verona sia sempre stata animata da eventi itineranti tra cuori rossi appesi in ogni angolo, e da altre decorazioni evocative, per celebrare la ricorrenza dedicata agli innamorati. Una festa dalle origini controverse, probabilmente associata alla figura del santo omonimo, vescovo martire, nato a Interamna Nahars, l’attuale Terni, nel 176 d.C., il primo che avrebbe officiato l’unione tra un legionario romano e una donna cristiana.

Ma torniamo a Verona e alla storia immortale di Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti: il mito eterno si può rivivere ancora oggi visitando, per esempio, nel centro storico, Casa Capuleti, risalente al XIII secolo e, per lungo tempo, proprietà della famiglia Dal Cappello. Nel piccolo cortile campeggiano la statua in bronzo di Giulietta (realizzata nel 1959 dallo scultore veronese Nereo Costantini), una lapide con i versi della tragedia e il balcone famoso in tutto il mondo (che non è originale). Internamente l’abitazione, disposta su vari piani, offre una ricostruzione verosimile delle tipiche dimore signorili del 1500, con raffinati affreschi, cassapanche intarsiate, camini in mattoni e scale in legno.
Qui l’associazione “Club di Giulietta” legge e risponde a tutte le lettere (se ne contano più di 4.000 all’anno) di chi sta vivendo varie vicissitudini sentimentali e che, idealmente, si rivolge a questa particolare Musa protettrice. Tutto questo attraverso il supporto delle segretarie-volontarie che hanno sempre organizzato numerose iniziative a tema amoroso tra cui mostre, premi e spettacoli. Se qualcuno, tra voi, ha visto il film “Letters to Juliet” del 2010, con Amanda Seyfried e Vanessa Redgrave, avrà ben presente la realtà moderna di cui si sta parlando e che ci riporta a valori cavallereschi dei tempi antichi.

Bisogna recarsi, invece, nell’ex-convento dei Frati Minori, risalente al XIII secolo, per vedere quello che, secondo la tradizione, è ritenuto essere il sarcofago che custodì il corpo della povera Capuleti. Nel Museo sono conservati affreschi provenienti da edifici religiosi e privati, opere del Rinascimento di Torbido, Brusasorci, India e sculture varie. Se volete visitare i castelli di Giulietta e Romeo invece dovete spostarvi a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, dove due piccoli manieri, uno affacciato sull’altro, ispirarono la storia dei due innamorati: quello di Bellaguardia sarebbe stato di Giulietta Capuleti e il castello della Villa sarebbe appartenuto alla famiglia di Romeo Montecchi. Non va inoltre dimenticato che Verona diede i natali a Valerio Catullo, poeta romano cantore delle passioni amorose. Una passeggiata lungo il fiume Adige tra i due punti storici come Ponte Castelvecchio e Ponte Pietra è un rito imperdibile per chi si reca nella cittadina veneta, decisamente a prescindere dallo status sentimentale. Tramite funicolare potete raggiungere Colle San Pietro, che si eleva per qualche centinaio di metri alle spalle del Teatro Romano: da lì potrete godere di una splendida vista sulla città, soprattutto al tramonto. E ancora, se avete un po’ di tempo, non lontano da Piazza delle Erbe provate a cercare il vicolo San Marco in Foro: potreste scoprire il “pozzo dell’amore”, altro simbolo romantico di Verona, legato a una triste leggenda del Cinquecento e all’amore dal tragico epilogo tra una giovane nobildonna, Isabella Donati, e un soldato, Corrado di San Bonifazio.

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