Violenza di genere, le vittime dirette e quelle indirette, il caso di Concetta Marruocco e l’appello di Telefono Rosa Piemonte

Dall’inizio dell’anno, in Italia, sono già state uccise 90 donne. “La violenza maschile sulle donne non è una emergenza, è un drammatico problema conosciuto e studiato da anni, e non occorrono provvedimenti straordinari ma solo una applicazione attenta e ordinaria delle norme…”

Dall’inizio del 2023 ai primi di ottobre, in Italia, sono stati commessi 256 omicidi, in cui sono comprese 90 vittime donne. Settantacinque sono state uccise in ambito familiare/affettivo; di queste, 47 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner.

È ciò che emerge dall’ultimo report curato dal Servizio analisi criminale della direzione centrale della polizia criminale tricolore. Rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso, è cresciuto dell’11% il numero degli omicidi (230 nei primi nove mesi del 2022) e del 6% il numero delle vittime donne (85 un anno fa).

“La violenza maschile sulle donne non è una emergenza”, denuncia l’Associazione Volontarie del Telefono Rosa Piemonte. “È un drammatico problema conosciuto e studiato da anni, e non occorrono provvedimenti straordinari ma solo una applicazione attenta e ordinaria delle norme, che vedano però i diritti anche di sopravvivenza delle donne collocati in una dimensione ben superiore a quelli di maltrattanti, che sempre più spesso si dimostrano incapaci di tollerare la libertà di mogli, fidanzate o ex, e che pianificano lucidamente e senza alcun ritegno e rimorso l’uccisione di chi, confidando nella protezione dello Stato, ha voluto sottrarsi all’aggressione e alla prepotenza”.

Nel comunicato dell’associazione si fa riferimento, in particolare, al caso di Concetta Marruocco, 53 anni, infermiera, uccisa di recente a Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, per mano dell’uomo da cui la donna si stava separando, Franco Panariello.

Panariello, operaio metalmeccanico di 55 anni, era già stato denunciato dall’ex moglie, madre di sua figlia. Era infatti in corso, in fase di dibattimento, un processo a suo carico per maltrattamenti in famiglia. L’assassino, inoltre, aveva già ricevuto un divieto di avvicinamento con obbligo di braccialetto elettronico.

In base a quel che emerge da alcuni organi di stampa, prima dell’episodio fatale si erano verificate frequenti violazioni al divieto senza che fosse stata messa in atto una misura cautelare più incisiva, atta a tutelare Concetta e la figlia. Inoltre, sempre come è stato segnalato da alcune testate, il braccialetto elettronico ha funzionato troppo tardi, quando l’uomo già stava accoltellando la moglie. In queste ore gli inquirenti stanno conducendo vari accertamenti.

“Mai come in questo caso si tratta di una morte annunciata”, proseguono le Volontarie di Telefono Rosa Piemonte. “Non entriamo nel merito delle responsabilità individuali, che auspichiamo siano accertate nei dettagli. Intendiamo invece promuovere la responsabilità della coscienza collettiva, perché questi sono fallimenti sociali di tutte e tutti noi, ma anche il fallimento delle azioni di tutela e sicurezza di istituzioni ben individuabili”.

Infine, oltre a lanciare un appello ai ministeri italiani competenti, alla magistratura, alle Forze dell’Ordine, “affinché venga una volta per tutte impedito e prevenuto il fallimento di una misura cautelare che ancora una volta si è dimostrata deficitario”, le rappresentanti dell’associazione rivolgono un pensiero all’ennesima “vittima indiretta del femminicidio”, la figlia minorenne della povera Concetta, e agli altri familiari della donna. Spesso – sottolineano le volontarie – al trauma di quanto accaduto, si aggiunge, purtroppo, anche “l’indifferenza di persone, istituzioni e servizi”.

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