L’ambasciatore d’Italia ricevuto a Palazzo federale
Gian Lorenzo Cornado e Andrea Caroni, presidente del Consiglio degli Stati, hanno discusso delle relazioni fra l’Italia e la Svizzera. L’ambasciatore ha espresso l’auspicio che la Confederazione divenga ancor più parte integrante della grande famiglia europea: «Insieme saremmo infatti tutti più forti».
Loredana Traina 18 marzo 2025
Gian Lorenzo Cornado, ambasciatore d’Italia in Svizzera, ha incontrato, lo scorso 10 marzo, per una visita di cortesia il presidente del Consiglio degli Stati Andrea Caroni, senatore liberale radicale del cantone di Appenzello Esterno.
Caroni, già membro della Delegazione svizzera per le relazioni con il Parlamento italiano, ha sottolineato «l’indispensabile ruolo della diplomazia parlamentare nelle ottime relazioni bilaterali», ribadendo l’impegno a renderle più intense e affiatate durante il suo anno presidenziale. A riguardo ha annunciato che intende partecipare all’incontro tra la Sezione bilaterale di amicizia Italia-Svizzera del Parlamento italiano e l’omologa Delegazione parlamentare svizzera, in programma il 16 e 17 settembre a Berna e che si recherà in visita in Italia il prossimo maggio.
Caroni ha espresso l’auspicio di organizzare degli incontri bilaterali con il Parlamento italiano e di visitare dei centri di accoglienza in Italia, anche a seguito dell’entrata in vigore, nel luglio 2024, dell’Accordo quadro concernente l’attuazione del secondo contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell’Ue per il sostegno di misure nel settore della migrazione, che prevede 20 milioni di franchi da parte elvetica per fornire alloggio e assistenza ai richiedenti asilo minorenni non accompagnati.
Caroni ha espresso apprezzamento per la conclusione materiale dei negoziati tra Bruxelles e Berna. A tale riguardo Cornado ha sottolineato il ruolo svolto dall’Italia e ha espresso l’auspicio che gli accordi bilaterali vengano firmati e approvati dal Parlamento e dalla popolazione, e che la Confederazione divenga ancor più parte integrante della grande famiglia europea: «Insieme saremmo infatti tutti più forti. Ma spetterà agli svizzeri decidere del loro futuro, senza interferenze esterne».