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Abolizione parziale del valore locativo: sarà la volta buona?

Siamo ormai alle porte della sessione autunnale (13 settembre – 1° ottobre 2021), termine ultimo in cui l’Assemblea federale, ovvero il Parlamento svizzero, dovrà esprimersi in merito alla proposta di riforma del sistema impositivo della proprietà abitativa, elaborata dalla Commissione Economia e Tributi del Consiglio degli Stati (CET-S).

Infatti, a grandi linee, la richiesta di abolizione non riguarda l’imposizione del valore locativo in toto, bensì solo quello relativo alla c.d. prima casa, cioè quella in cui si risiede e, istituendo due sistemi diversi da applicare parallelamente, presenta numerose criticità in termini di complicazione del sistema fiscale, che imporrebbero ulteriori aggiustamenti.

Fra coloro che auspicano fortemente che la proposta di riforma vada a buon fine vi sono in particolare i pensionati. Ciò perché, in seguito al pensionamento le proprie entrate si riducono drasticamente, mentre il valore locativo rimane lo stesso. Inoltre, avendo estinto l’ipoteca totalmente o in misura maggiore rispetto, ad esempio, alle giovani coppie, possono far valere meno detrazioni.

In taluni casi, potrebbe verificarsi che il valore locativo costituisca, addirittura, una quota rilevante della somma redditi imponibili. Questi vengono definiti “casi di rigore”, già trattati da alcuni Cantoni in maniera da frenare l’imposizione del valore locativo, calmierandola ed armonizzandola in funzione delle altre entrate, quando ne supera una certa percentuale.

Una soluzione più drastica a favore di queste fasce di popolazione è stata quella decisa poche settimane fa dal Gran Consiglio Ticinese: in caso di una sostanza imponibile inferiore a 500.000 franchi e su richiesta del contribuente, il valore locativo imponibile può ammontare al massimo al 30% delle entrate in contanti.

Si tratta di uno sgravio, che tuttavia contrasta con una sentenza del Tribunale federale, in cui si afferma che il valore locativo proprio (quello relativo all’abitazione personale) deve ammontare almeno al 60% di un canone di mercato paragonabile, ed è per cui stato, nelle ultime ore, proposto ricorso davanti al medesimo Tribunale contro questa decisone del Gran Consiglio.

Una delle maggioricriticità che porterebbe con sé l’abrogazione del valore locativo proprio riguarda il sistema delle deduzioni. Sarebbero eliminate le detrazioni fiscali per la manutenzione degli edifici, le ristrutturazioni, i premi assicurativi e le spese amministrative di terzi. Per quanto riguarda la deducibilità fiscale degli interessi sul debito il progetto propone cinque varianti, ed ognuna di queste prevede una restrizione rispetto al diritto attualmente vigente.

Perché solo l’abitazione principale?

Le motivazioni si potrebbero ricercare sistema costituzionale svizzero, dove è considerato degno di promozione unicamente “il fabbisogno privato personale”, ossia la residenza primaria e ne intende favorire un accesso diffuso. L’art. 108 comma 1 della Costituzione svizzera prevede: “La Confederazione promuove la costruzione d’abitazioni e l’acquisto in proprietà di appartamenti e case per il fabbisogno privato personale, nonché l’attività di enti e organizzazioni dediti alla costruzione d’abitazioni a scopi d’utilità pubblica”.

In merito alla discussione in corso su questo argomento, prendendo spunto da quanto scritto dal responsabile del Centro competenze tributarie della SUPSI, Prof. Samuele Vorpe, due sono le riflessioni da fare: da una parte bisogna sottolineare che trattare tutte le categorie di contribuente allo stesso modo è un pregio dell’attuale sistema, e d’altra il mantenimento del valore locativo solo sulle abitazioni secondarie sarebbe una violazione del principio di uguaglianza orizzontale, poiché sarebbe insensato trattare le abitazioni secondarie in modo diverso dagli investimenti in altri beni di lusso, non soggetti ad imposizione, dal momento che entrambi non producono redditi.

Vista l’importanza dell’argomento ne parleremo sicuramente ancora nei prossimi numeri con nuovi approfondimenti, anche alla luce dell’andamento dei lavori parlamentari.

Salvatore Crisogianni, Patronato ACLI Lucerna

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