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Perché vaccinarci e vaccinare i figli

Il Coronavirus sta mettendo a nudo contraddizioni e debolezze del modo in cui viviamo, agiamo, pensiamo. Ci fa sentire impotenti, fragili. Ma in qualche modo ci fa anche sperare di poter cambiare, migliorare grazie a una maggiore dose di buon senso e spirito comunitario.

Tra i tanti aspetti da cambiare, perfettamente in tema coronavirus, c’è la pericolosa tendenza a non vaccinare i bambini, cui assistiamo in Paesi con un forte sistema sanitario, dove le nuove generazioni hanno disimparato a temere malattie infettive ormai da tempo eradicate. Parliamo di difterite, epatite, febbre gialla, tifo, pertosse morbillo, orecchioni, poliomielite, rabbia, rosolia, tetano, tubercolosi, varicella ma anche di influenza.

Il vaccino è lo strumento che abbiamo a disposizione per proteggerci dai gravi agenti patogeni virali e batterici, che le causano. Alcuni vaccini contengono microrganismi uccisi o attenuati, altri solo “parti” di microorganismo o sostanze prodotte dal patogeno e rese sicure. Ci sono inoltre preparati ottenuti con tecniche di ingegneria genetica. Altri ingredienti sono acqua sterile o soluzione fisiologica, adiuvanti, conservanti e stabilizzanti. Somministrati, stimolano la risposta immunitaria, cioè la produzione di anticorpi contro la malattia. Dovesse entrare in contatto col patogeno, il corpo già munito di difese, lo combatte in tempi brevi. Senza il vaccino, impiegherebbe un tempo lungo per reagire, durante il quale la malattia può causare danni anche irreparabili.

I vaccini di base vengono somministrati durante il secondo mese di vita. A due mesi il sistema immunitario è in grado di rispondere alla vaccinazione. Ritardare aumenta solo il rischio di contagio. Alcuni vaccini richiedono un richiamo, cioè una ripetuta somministrazione nel tempo. Il vaccino influenzale fa caso a sé. Esso varia di anno in anno in dipendenza del ceppo virale che si sta diffondendo.

C’è chi si domanda, se sia ancora necessario vaccinarsi. La risposta è: sì. Nonostante siamo riusciti, grazie ai vaccini, a eradicare malattie gravi in molte nazioni, gli agenti patogeni coinvolti sono ancora presenti a livello globale. Nel 2015, un bambino di sei anni non vaccinato è morto di difterite in Spagna. Ad infettarlo sono stati i compagni di gioco, vaccinati, portatori sani della malattia.

Se in Italia le vaccinazioni sono obbligatorie per legge, in Svizzera si punta sul senso di responsabilità di ogni individuo, una strategia dai forti limiti. Percezioni, immaginari, credenze religiose, influenzano infatti le decisioni, a dispetto della scienza. Secondo un recente sondaggio condotto dall’istituto di ricerche di mercato Innofact nella Svizzera tedesca, un impressionante 12% di Svizzeri tedeschi è contrario ai vaccini. Ricordiamo che la popolazione vaccinata deve raggiungere una percentuale pari all’80-95% per raggiungere la cosiddetta immunità collettiva, la quale consente di impedire una nuova diffusione della malattia.

Tra superstizioni e credenze degli oppositori ai vaccini c’è l’opinione, che ammalarsi rafforzi il sistema immunitario, cosa che comunque avviene tramite la vaccinazione, innocua rispetto alla malattia. In Europa, nel 2019, un totale di 4.5 milioni di bambini non sono stati vaccinati contro il morbillo. Nel 2019 si sono verificati 90’000 casi di morbillo. In media un terzo dei malati presenta complicazioni, anche gravi tra cui encefaliti, polmoniti, sepsi e morte. A pagare il prezzo dell’ignoranza non sono solo i bambini scoperti (perché non vaccinati) per volere dei genitori, ma anche quelli ancora troppo piccoli per essere vaccinati e, inoltre, le persone alle quali manca un richiamo, e i bambini immunodepressi o affetti da gravi patologie. La libera scelta sui vaccini si tramuta, quindi, in una limitazione di libertà e condanna verso chi, invece, i vaccini li vuole. È interessante notare che, in caso di complicazioni, i genitori promotori del “ciò che non ti uccide, ti rafforza” si precipitano con i figli in ospedale, dimostrando dubbia fede nel proprio credo.

Enunciato il dato scientifico che il vaccino stimola il sistema immunitario e rafforza, spendiamo qualche parola su possibili effetti collaterali. Nulla di ciò che produce l’uomo è sicuro al 100%. Basta il buon senso a capirlo. In casi così rari, da renderli quasi teorici, si sono verificate reazioni gravi ai vaccini. In un mondo, che non conosce le morti e i danni causati dalle malattie, i rari effetti collaterali hanno una risonanza enorme, con conseguenze letali. Nel 1974, in Giappone due infanti sono morti dopo la somministrazione di un vaccino di vecchia formulazione contro la pertosse. Come risultato, nessuno più ha vaccinato i bambini fino al 1979, anno in cui si è scatenata una epidemia che ha portato a 41 decessi.

Vi sono, poi, false congetture su presunti effetti collaterali entrati a far parte delle credenza popolari e mai dimostrati scientificamente. È il caso della dermatite atopica o dell’autismo. C’è anche chi teme i vaccini possano indebolire il sistema immunitario degli infanti. Come menzionato su un documento emesso dalla ASL del Piemonte, leggiamo che al momento della nascita un neonato viene naturalmente a contatto con 400 specie di batteri. Il carico a livello immunitario, che ne consegue, è enorme rispetto a quello causato dalle vaccinazioni. Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti (Offit 2002), 11 vaccini somministrati ai lattanti impegnano solo lo 0,1% del loro sistema immunitario. Inoltre, studi effettuati in Germania mostrano che la frequenza di infezioni è significativamente ridotta nei bimbi vaccinati rispetto a quelli non vaccinati. I vaccini, insomma, sembrano addirittura rafforzare il sistema immunitario, anziché indebolirlo. La stessa cosa vale riguardo alle allergie. I bambini vaccinati sembrerebbero essere meglio protetti contro lo sviluppo di allergie nei primi anni di vita.

Oggi, tra quelli che aspettano il vaccino contro il COVID-19, ci sono anche tradizionali oppositori alle vaccinazioni. Potrebbe essere che il nuovo Coronavirus sia riuscito a inculcare un po’ di buon senso. In un contesto di dolore, si tratta di un segnale positivo, di cui abbiamo tutti bisogno.

Diamo un’ultima informazione importante. Ormai in Svizzera, come in Italia ed in altre nazioni, esiste la possibilità di salvare il libretto delle vaccinazioni in forma digitale. In Italia le vaccinazioni eseguite vengono inserite su richiesta dell’utente all’interno del fascicolo sanitario digitale, che viene compilato dal medico di famiglia. In Svizzera si può creare autonomamente il proprio libretto di vaccinazioni elettronico su meineimpfungen.ch (anche in lingua italiana) e controllare di aver fatto i richiami necessari. Si può inoltre verificare quali siano le vaccinazioni consigliate in caso di viaggio all’estero.

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