Dimitris Papaioannou apre la porta del mito tra le danze di Torino | Corriere dell'Italianità

Scrivi la parola o il termine da trovare

Cultura

Dimitris Papaioannou apre la porta del mito tra le danze di Torino

Photo Julian Mommert

Uno spettacolo incredibile, a tratti fantastico, dove attraverso quadri visivi, icone danzanti, Papaioannou racconta l’epoca del mito, la genealogia del gesto come forma di espressione artistica, attraverso una ricerca minuziosa sul gesto.

Transverse Orientation, in programma al festival Torinodanza, è andato in scena tre giorni alle Fonderie Limone di Moncalieri, con la sapiente regia (esclude l’azione diretta questa volta) dell’allievo del pittore Yannis Tsarouchis. Dimitris Papaioannou, classe 1964 è uno dei nomi più rappresentativi quando si parla di danza contemporanea, avendo lavorato come coreografo, regista, performer, designer di scene, costumi e luci, fondando in Grecia la compagnia Edafos Dance Theatre nel 1986. Un percorso che dura da trent’anni, che vede la ricerca di un ecosistema creativo in grado di contenere elementi di danza sperimentale, teatro fisico e arte performativa; un universo capace di porre sempre in discussione la visione della cultura occidentale, trasformando il mito in qualcosa di carnale, corporeo, concettualmente estetico e universalmente riconoscibile come sensazione visiva, ben oltre le categorie del ragionamento, del logos e della mente. Nel 2004 ha curato la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Atene, per tornare poi al teatro, dando vita a più di venti produzioni fra spazi underground e arene. Nel 2018 è stato il primo coreografo chiamato a realizzare un lavoro integrale per il mitologico Tanztheater Wuppertal Pina Bausch.

Transverse Orientation mette al centro il mondo europeo, l’arte stessa di una Europa che deve fare i conti con le proprie stanze. Porte che si aprono e danno luce ai corpi, siano essi neri e coperti, o nudi e sudati. Gli elementi della scena teatrale sono semplici e al contempo complessi. Un toro meccanico comandato a mano dagli attori stessi, un gioco di luci attraverso un faro che permette l’ingresso della prospettiva scenica su una parte bianca. L’acqua, il colore, la pelle, il bianco, il nero. Il mare che divide le nazioni e i popoli, il mare che ci aiuta a scoprire una nuova realtà. I muri che ci bloccano, la morte la nascita, la furia degli elementi, la passione di Afrodite. Con una summa della sua poetica visionaria e una sintesi del gesto estetico, il regista avvolge tutti nella musica di Vivaldi, ci proietta in un mito della Caverna di platonica memoria, con luci illusorie e falene, citazioni e simbolismi sull’insopprimibile tensione dell’uomo verso il senso ultimo della vita.
Tornati a teatro dopo tanto tempo di solitudine pandemica, riceviamo dall’autore greco una esperienza estetica contemplativa e diretta, imperdibile, ove è possibile viverla.


Transverse Orientation di Dimitris Papaioannou è stato presentato per la prima volta alla Biennale de la Danse di Lione nel giugno del 2021. La produzione, che ha coinvolto per le audizioni più di 500 performer e danzatori provenienti da tutto il mondo, vede protagonisti sul palco: Damiano Ottavio Bigi, Šuka Horn, Jan Möllmer, Breanna O’Mara, Tina Papanikolaou, Łukasz Przytarski, Christos Strinopoulos e Michalis Theophanous.
Lo abbiamo visto, grazie al Teatro Stabile Fonderie Limoni di Moncalieri, venerdì 25 settembre 2021.

Tags:

Jacopo C. Buranelli

Laureato in filosofia presso La Statale di Milano con una tesi sul cinema di Ozu, da molti anni si dedica all’editoria e al mondo dell’arte contemporanea e dello spettacolo. Collabora con diverse test ... Vedi profilo completo

Potrebbero interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
* campi obbligatori