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La potenza espressiva del ‘non detto’

Si dice che i rapporti siano fatti di apertura con l’altro, di comunicazione. Ma si può avere una relazione sana nascondendo il proprio passato e condividendo solamente i fatti piacevoli? É ciò che si domanda Rolando Colla nella sua ultima fatica, Quello che non sai di me, intenso dramma di due anime malinconiche tra cui nascerà un tenero rapporto spontaneo.

Ikendu è un immigrato del Mali che giunge in Ticino dopo un lungo viaggio. Ma la Svizzera è solo un luogo di passaggio, dove racimolare qualche soldo prima di raggiungere la meta finale: Parigi. Il fato vuole che egli incontri Patricia, una cecoslovacca con un tumultuoso rapporto con gli uomini, e madre single di due figlie. Tra i due sboccia l’amore e si sposano, fino a quando Ikendu non viene arrestato per traffico di stupefacenti. L’arresto scuote profondamente la relazione e porta alla luce cose che nessuno sapeva dell’altro.

Il regista del film è Rolando Colla e l’attrice protagonista è Linda Olsansky.

Rolando Colla, come è nata l’idea del film?

Il film è il frutto di un soggetto scritto da una studentessa, Marina Guerrini, coinvolta personalmente in un caso simile. L’ho letto e ho trovato del potenziale. Lavorando con altri due sceneggiatori ho steso la versione definitiva, lavorando sullo sviluppo dei personaggi.

I rapporti dei personaggi sono al centro della pellicola. Come avete costruito l’intensa relazione tra i due protagonisti?

Prima delle riprese abbiamo lavorato insieme circa un anno per capire il rapporto e le dinamiche tra i due, facendo molte prove. La sceneggiatura è cresciuta a pari passo con la sintonia che si è creata tra i due attori.

Lei ha già collaborato con i bambini in ‘Giochi d’estate’ e anche in questa pellicola sono presenti dei giovani personaggi. Com’è lavorare con dei piccoli attori?

Penso che anche il giovane attore debba capire che non interpreta se stesso ma un personaggio, i bambini devono avere un bagaglio di esperienze che corrisponda al ruolo che interpretano, se il bagaglio manca è difficile tirare fuori i sentimenti che il personaggio dovrebbe esprimere.

L’amore è una tematica ricorrente nelle sue opere. Che tipo di amore c’è in questo film e perchè la interessava così tanto?

L’amore tra i due nasce perchè fondamentalmente i personaggi sono molto simili. Entrambi sono degli immigrati, entrambi cercano l’amore e tutti e due sono senza radici in un paese che non gli appartiene. Si scontrano però nella differenza tra le loro due culture. Lui tende a non svelare molto del proprio passato, a non aprirsi. Il loro conflitto è di tipo culturale perchè nell’animo sono molto simili. Condividono infatti la voglia di felicità, la spontaneità, e questi elementi si notano molto bene in una scena che reputo molto bella, quella ambientata al castello, all’inizio del film.

Ha montato il film assieme a Esmeralda Calabria e lei ricopre molto spesso questo ruolo..

Già mentre giro la scena immagino come montarla, perciò poi c’è la curiosità di capire se funziona come l’avevo pensata. Al di là di questo è interessante durante la lavorazione avere uno scambio, un dialogo. Se si lavora da soli ad un film e si sviluppano le proprie idee per proprio conto, senza avere altre voci si rischia di non tirare fuori il massimo dalla pellicola. Nel film stesso c’è un potenziale da estrarre. Dal dialogo escono fuori elementi più interessanti, alla fine il film è un lavoro collettivo.

La camera a mano* è una costante nelle sue pellicole e anche in questo film è molto presente, affiancata però da uno strumento molto moderno, il drone.

Lo sguardo dall’alto, in questa storia, è lo sguardo del controllo. L’inquadratura sopraelevata suggerisce la presenza di qualcosa che controlla e sorveglia tutto, in questo caso la polizia. I personaggi pensano di essere liberi e di fare quello che vogliono ma c’è sempre un ‘grande fratello’ che tiene tutto sotto controllo.

 

*ndr. il termine camera a mano indica che la cinepresa non è posizionata sopra un cavalletto ma è tenuta dall’operatore tra le mani o appoggiata alla spalla

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Dario Furlani

Nato a Milano nel 2003, vive in Italia fino all’età di undici anni, quando si trasferisce in Svizzera. Attualmente frequenta il Liceo Vermigli a Zurigo. Grande amante del cinema e appassionato di oper ... Vedi profilo completo

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1 Commento

  1. Gianna 18 Dicembre 2019

    Articolo eccezionale!

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