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Politica svizzera

L’applicazione del principio di uguaglianza tra i generi consentirà alla società intera di trarne vantaggio

Oltre mezzo milione di donne nelle strade e nel piazze. Un successo lo sciopero del 14 giugno al quale ora devono seguire fatti. La parità fra i sessi riguarda tutte e tutti noi e la sua realizzazione porterà dei benefici alla società intera e anche all’economia. E’ una questione di giustizia e di democrazia.

Di Marina Carobbio, Presidente del Consiglio Nazionale 2018-2019, per il Corriere dell’Italianità

Oltre mezzo milione di donne nelle strade e nel piazze, senza contare quelle che in forme diverse – a casa o sul posto di lavoro – hanno manifestato e scioperato per la parità dei diritti e contro le discriminazioni di genere. Un successo lo sciopero del 14 giugno al quale ora devono seguire fatti. Uno sciopero che non può essere ignorato né dalla politica né dall’economia. Anzitutto perché la parità fra i sessi riguarda tutte e tutti noi, la sua realizzazione porterà dei benefici alla società intera e anche all’economia ed è nel contempo una questione di giustizia e di democrazia.

Poi perché, e lo si è capito chiaramente venerdì 14 giugno, le donne hanno aspettato abbastanza. Ora devono seguire da subito proposte tangibili per realizzare la parità di genere. A partire dalla parità salariale: non si può infatti giustificare che mediamente le donne guadagnino ancora 7000.- franchi all’anno in meno degli uomini! Disparità salariali che, oltre che a essere ingiustificabili, hanno evidenti ripercussioni sulle assicurazioni sociali e in particolare sulle rendite pensionistiche. C’è poi la necessità di un’effettiva conciliazione tra famiglia e lavoro che passa anche da una migliore redistribuzione del lavoro di cura e dall’introduzione del congedo parentale. Proposte quelle elencate che possono e devono essere attuate rapidamente e alle quali va affiancato un indispensabile cambiamento culturale che metta fine agli stereotipi di genere.

A livello federale, in parlamento, ci sono meno del 32% di donne in Consiglio nazionale e 13% di donne al Consiglio degli Stati. Durante la mia presidenza del Consiglio nazionale ho messo fin dall’inizio l’accento sulla necessità di aumentare la rappresentanza delle donne in politica. Le elezioni federali di ottobre saranno l’occasione per rafforzare la presenza delle donne laddove si prendono le decisioni. La responsabilità incombe certamente ai partiti – anche al momento della presentazione delle liste elettorali sulle quali si devono promuovere concretamente le donne – ma spetta anche alle cittadine e ai cittadini esprimendo il loro voto.
L’applicazione del principio di uguaglianza tra i generi non farà progredire soltanto i diritti della donna: essa consentirà alla società intera di trarne vantaggio.

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