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Lavoro 4.0: SIX Innovation Homebase

Conoscete i centri di coworking? Sempre più diffusi, anche in Svizzera, sono ambienti di lavoro condivisi. In varie città è ormai possibile affittare uno ‘spazio-scrivania’ per un certo numero di giorni a settimana, o ore al mese. Oggi, però, chi sceglie di unirsi e trovare uno spazio co-working si trova per di più ad affittare spazi già strutturati. E anche nel mondo aziendale, dove si parla sempre di più di open space, ovvero di uffici condivisi da più personale, nella strutturazione dello spazio, i dipendenti sono davvero poco coinvolti!

Non è questo il caso del nuovo spazio di SIX, come ha raccontato, in un interessante articolo pubblicato da MoneyToday (21.11.19), Sabrina Schenardi, che è una delle principali responsabili del progetto SIX Innovation Homebase: l’ambiente di lavoro è stato infatti ideato, progettato e realizzato con il pieno coinvolgimento dei dipendenti. Anche se, giungere al risultato ottenuto non è stato facile: “Ognuno di noi conosce questa sensazione: in alcune camere ci si sente semplicemente più a proprio agio che in altre. Ciò è dovuto anche al fatto che i dipendenti pongono esigenze molto eterogenee sul loro posto di lavoro ideale. Inoltre, queste esigenze possono variare da un giorno all’altro o addirittura da un’ora all’altra.”

Normalmente sul posto di lavoro non è permesso arredare il proprio spazio secondo gusti e preferenze personali. Invece agli inizi del 2018, la SIX ha proprio deciso di considerare il dipendente nelle scelte di riorganizzazione dei propri spazi. Il risultato sono 1200 metri quadrati di uffici co-costruiti e dove l’ambiente di lavoro è pienamente coerente con i ruoli e le funzioni lavorative.

“Con il mio carico di lavoro del 70% – spiega Sabrina – trascorro in media il 15% del tempo alla mia scrivania ogni settimana. Il resto del tempo lo trascorro in sale riunioni, conducendo workshop o con i clienti. Alla luce di questo fatto, ha davvero senso per me occupare una scrivania e uno spazio fisso che per l’85% del tempo non uso?” Il risultato di questa scelta di Sabrina e dei colleghi è stato arrivare ad avere uno spazio di 1200 metri quadrati riempito non di uffici statici e spesso anche inutilizzati ma di zone per rispondere ai bisogni e necessità di ogni membro del team: un angolo per attività di lavoro che richiedono silenzio, pareti scrivibili, diversi tipi di sale riunioni, uffici per incontri individuali, spazio per eventi, sale luminose e altro ancora.

Tra l’altro, attraverso il processo di definizione dello spazio comune è stato possibile e naturale arrivare a identificare i valori del gruppo, ovvero ciò che unisce coloro che sono stati coinvolti nelle scelte. Pensare a che tipo di ufficio co-costruire ha richiesto anzitutto di dare risposta a domande importanti: Chi siamo? Cosa ci rende speciali? Che cosa vogliamo rappresentare (in futuro) come squadra? A chi andiamo a beneficio? Come lavoreremo insieme? Come comunichiamo tra di noi?

In pratica il nuovo spazio SIX è stato sviluppato da Workplace di Mint Architecture, sotto la direzione dell’interior designer Stefanie Wandiger; tuttavia, leggendo la narrazione di Sabrina su come si sia arrivati a dar forma allo spazio 4.0, è interessante notare il contatto continuo tra i vari livelli coinvolti nella progettazione, costruzione e uso degli spazi. Il tutto facilitato da ambienti aperti, zone-cucina, pareti appositamente rivestite e scrivibili per offrire ulteriori spazi alle idee, così come le numerose zone d’incontro ad hoc disponibili sotto forma di tavoli alti, salotti e sale anche per l’attività fisica.

Anche nella scelta dei colori delle pareti e nella forma degli spazi, si è rispettata e presa in considerazione ciascuna preferenza individuale. Il colore del corporate design, ad esempio, è stato integrato con colori forti e attivanti, che hanno lo scopo di promuovere l’innovazione e incoraggiare lo scambio, mentre sono state previste stanze che non si presentano con angoli retti per sottolineare lo spirito innovativo e creativo del progetto e poi, sempre, pensando alle preferenze di chi beneficerà degli spazi.

E a chi non piacerebbe lavorare in uno spazio che prevede anche una sala relax, le cui pareti sono di colore verde scuro e ricco, che irradia pace e armonia; oppure uno spazio per le pause con tavole di equilibrio o anelli sportivi? Tra l’altro va aggiunto che nel concetto del progetto, ogni dipendente ha la possibilità di lavorare da casa…

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Valeria Camia

Nata a Piacenza. Interessata all’interculturalità e alle politiche sociali, ha studiato Filosofia e Scienze Politiche Comparate. In Svizzera è stata docente all’università di San Gallo e assistente di ... Vedi profilo completo

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