Rotte, itinerari, cammini: a piedi e in bicicletta per un turismo lento e dolce | Corriere dell'Italianità

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Società e territorio

Rotte, itinerari, cammini: a piedi e in bicicletta per un turismo lento e dolce

di Loredana Cornero, presidente Viandando

Ci sono diverse canzoni che celebrano la bicicletta e simbolicamente tutto ciò che rappresenta: da Bellezza in bicicletta di Dino D’Alba degli anni ’50 a Francesco Baccini, Riccardo Cocciante, Francesco De Gregori e perfino i Queen e i Pink Floyd. Tempi diversi, contesti sociali e politici diversi, ma ciò che evoca la bicicletta non sembra mutare.

La bicicletta mantiene il fascino della libertà, i capelli al vento, l’aria che accarezza la pelle, le ali che fanno viaggiare il cuore, la mente e tutto il corpo. Oggi come ai tempi di Coppi e Bartali – miti senza tempo che ancora oggi, a 100 anni dalla nascita del Campionissimo, non vorremmo lasciare andare – muoversi in bicicletta e a piedi, insomma lentamente, vuol dire continuare a sperimentare quelle stesse sensazioni, generatrici di cultura in senso universale, di curiosità, attenzione, disponibilità all’ascolto, al confronto, al rispetto reciproco e, dunque, al superamento di paure e pregiudizi.

Non da ultimo, la fragilità e la stretta connessione con l’intorno fisico e culturale che il viaggiare lento e la “viandanza” inducono, riportando ciascuno di noi ad una più profonda relazione con se stesso, e ad una più consapevole relazione con l’altro.

E proprio da questo percorso ha origine l’associazione “Viandando”, un nome evocativo che solletica la spinta che tutti coltiviamo, più o meno apertamente, verso il piacere della scoperta di nuovi luoghi, fisici o spirituali. Viandando, Persone, luoghi, culture, rete nazionale di cicloturismo responsabile intende essere motore di un cambiamento possibile, oltre che necessario. Per questo conia un’espressione che contiene in sé una spinta all’innovazione e una sollecitazione ad andare incontro al nuovo che ci aspetta. Il gerundio rappresenta il continuo divenire della società e racconta la mobilità del nostro tempo, in tutte le sue espressioni.

L’associazione nasce attorno al progetto “1200km in bici per i Fantasmi di Portopalo”: un viaggio di memoria e testimonianza in ricordo di 283 uomini inghiottiti dal mare la notte di Natale del 1996 e di migliaia di altre “persone mancanti”, per incontrare e far incontrare le “persone presenti”. L’impresa, realizzata in bicicletta dalla fondatrice Gaia Ferrara, è stata sostenuta, tra gli altri, da “Libera, persone nomi e numeri contro le mafie”.

Mobilità e centralità della persona

Il nuovo consiglio direttivo, rappresentato da uomini e donne attivi dalle Alpi alla Puglia, è già al lavoro per offrire opportunità per ritrovarsi a chi già vive in Italia o a chi desidera esplorarla con uno sguardo diverso: “Viandando” vuole valorizzare i territori italiani meno conosciuti dal turismo internazionale e rilanciarli in chiave sostenibile favorendo esperienze di viaggio innovative, dai treni storici ad alta panoramicità, agli itinerari culturali, ai cammini, alle ciclovie, ai viaggi a cavallo. In tutta Italia possiamo costruire e seguire itinerari, rotte, cammini e ciclovie, insieme a chi sceglie di spostarsi lentamente, e di guardare al futuro attraverso stili di vita e di consumo maggiormente responsabili, etici e inclusivi.

Ultime, ma non certo meno importanti, sono le proposte che riguardano un tema di grande rilevanza spesso poco considerato: il turismo di ritorno. Un turismo organizzato per viaggiatori e turisti, anziani e giovani, nonni o nipoti, che desiderano godere dei luoghi delle origini, ritrovare spazi vissuti, alla ricerca delle proprie radici, giungendo là dove il turismo di massa non arriva, negli interstizi dei piccoli borghi, nelle pieghe di una memoria avita che si fa concretezza, di ricordi e nostalgie melanconiche da trattare con estrema delicatezza e dolcezza.
Gli ultimi appuntamenti “Viandando” li ha organizzati – in collaborazione con l’Università di Tor Vergata – nel mese di novembre con quattro passeggiate, due a piedi seguendo le rotte di due Premi Nobel per la letteratura – Luigi Pirandello e Grazia Deledda – e due in bicicletta alla riscoperta delle statue parlanti e delle abitazioni degli scrittori che a Roma risiedettero, all’interno del progetto annuale All Routes lead to Rom – Tutte le strade portano a Roma che si è svolto dall’1 al 17 novembre scorsi.

Guardare al domani

L’evento, alla sua quarta edizione, ha proposto tre settimane di incontri e confronti, ma anche occasioni di condivisione di esperienze con rappresentanti di tutte le regioni d’Italia, con l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e l’iscrizione nel partenariato internazionale per lo sviluppo sostenibile dell’ONU. La parola conclusiva, lanciata dall’ideatore Federico Massimo Ceschin è stata “domani”. Guardare al domani per lanciare nuove sfide che mirano alla crescita della partecipazione internazionale e al tema dell’edizione 2020: dopo lentezza e bellezza, si affronterà il terzo pilastro della mobilità dolce: la gentilezza. L’appuntamento sarà dal 23 ottobre all’8 novembre 2020. La regia è affidata a SIMTUR (Società Italiana Professionisti della Mobilità Dolce), di cui fanno parte una decina di enti attivi tra cui “Viandando”, che coordina tutte le attività esterne: passeggiate letterarie, ciclo-escursioni urbane, laboratori, narrazione viva, esplorazioni sportive e molto altro ancora.

Le iniziative di “Viandando” continuano tutto l’anno in tutta Italia e per tenervi informati seguite il sito www.viandando.bike , la nostra pagina facebook e, se volete, inviateci il vostro indirizzo per la nostra newsletter. Vi aspettiamo!

[L’articolo integrale è pubblicato su Il Corriere degli Italiani, 04.dicembre 2019] 

 

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