Milano. Da Romantica a Scapigliata

di Redazione

Foto: Giovanni Migliara, Veduta di Piazza del Duomo in Milano, 1828, olio su tela, 47 x 61 cm, Collezione Fondazione Cariplo

Un viaggio nella Milano dell’800 attraverso alcune opere degli artisti più noti e molte altre di grande qualità di artisti considerati minori ma da riscoprire, realizzate nel periodo di passaggio dal Romanticismo alla Scapigliatura, che ha segnato la storia dell’arte milanese e lombarda. Tutto questo è la mostra Milano. Da Romantica a Scapigliata, al Castello Visconteo Sforzesco di Novara fino al 12 marzo 2023.

La mostra, ideata e prodotta da Comune di Novara, Fondazione Castello e Mets Percorsi d’Arte con il patrocinio di Regione Piemonte, Commissione Europea, Provincia di Novara, Comune di Milano, Main Sponsor Banco BPM, illustra, attraverso oltre 70 capolavori eseguiti dai protagonisti della cultura figurativa ottocentesca attivi a Milano, i mutamenti susseguitesi nel capoluogo lombardo tra gli anni Dieci e i primi anni Ottanta dell’800. Decenni in cui Milano ha visto la caduta del Regno napoleonico d’Italia, la costituzione del Regno Lombardo Veneto e la seconda dominazione austriaca, le prime rivolte popolari e le guerre d’indipendenza che nel 1859 avrebbero portato alla liberazione.

Il percorso espositivo, concepito dalla curatrice Elisabetta Chiodini, èarticolato in 8 sezioni e ripercorre l’evoluzione della pittura lombarda dal Romanticismo alla Scapigliatura, fenomeno culturale nato a Milano negli anni Sessanta dell’800 che coinvolgeva poeti, letterati, musicisti, artisti, uniti da una profonda insofferenza nei confronti delle convenzioni della società e della cultura borghese.


Si parte con Prologo. La nuova sensibilità romantica: opere “letterarie”, per arrivare alla prima sezione, “Pittura urbana” nella Milano romantica dedicata alla “pittura urbana”, termine coniato nel 1829 da Defendente Sacchi per qualificare il nuovo genere di veduta prospettica elaborato dal pittore Giovanni Migliara(1785-1837).

La seconda sezione – I protagonisti- mette al centro persone e personaggi della storia milanese di quegli anni esponendo i “ritratti ambientati”.

La terza sezione è dedicata alle Cinque giornate di Milano e si intitola Milano, da austriaca a liberata.

La quarta sezione – La Storia narrata dalla parte del popolo– è dedicata a Domenico e Gerolamo Induno, autori amati da critica e pubblico dell’epoca.

Daniele Ranzoni
Giovinetta inglese, 1886 ca. – olio su tela, 50 x 36,5 cm – Collezione privata

La sezione V –Verso il rinnovamento del linguaggio: dal disegno al colore –espone alcuni lavori di autori fondamentali nel rinnovamento del linguaggio pittorico.

La sesta sezione- “Il sistema di Filippo Carcano. La pittura scombiccherata e impiastricciata” –racconta” le sperimentazioni di Carcano, osteggiate dalla critica, ma abbracciate da giovani artisti.

Si arriva alla sezione numero sette, Verso la Scapigliatura, che raccogliealcune opere dipinte nel corso dei secondi anni 60 da Tranquillo Cremona(1837-1878) e Daniele Ranzoni (1843-1889).

Il percorso si conclude con la sezione numero otto –L’affermazione e il trionfo del linguaggio scapigliato- che accoglie alcuni dei maggiori capolavori scapigliati eseguiti dalla metà degli anni 70 ai primi anni 80.

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