Quali obblighi per chi vive in Svizzera e si reca in Italia? | Corriere dell'Italianità

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Quali obblighi per chi vive in Svizzera e si reca in Italia?

Se fino ad ora abbiamo preferito rimandare o non porci il problema, è giunto il momento di capire chi deve dotarsi di seggiolini auto con sistema anti-abbandono dei bambini e dove verranno comminate le prime sanzioni, come previsto dalla nuova formulazione dell’articolo 172 del codice italiano della strada.

In molti si sono chiesti se anche i genitori italiani che vivono in Svizzera dovranno correre ai ripari ed acquistare questi mezzi di protezione e, soprattutto, se tutte le auto che varcano il confine con l’Italia ne dovranno essere munite.

Iniziamo col dire che la legge italiana 157 del 19 dicembre 2019 ha fissato il termine del 6 marzo 2020 come data ultima per l’installazione dei dispositivi anti-abbandono in automobile a tutela dei piccoli trasportati, che in alcune occasioni sono stati vittime di pericolose dimenticanze da parte dei conducenti, con esiti a volte mortali.

La decisione di posticipare l’effettiva sanzionabilità in caso di trasgressione sino ad oggi è stata giustificata dal fatto di dare la possibilità alle famiglie italiane di adeguarsi alla nuova normativa e reperire il sistema di sicurezza più adatto alle esigenze dei propri bimbi, valutando quale acquistare.

Dal 6 marzo 2020 sono infatti scattate le sanzioni in Italia a carico di chi trasporta un bimbo di età inferiore a 4 anni sulla propria autovettura e non è munito di sistema anti-abbandono, cioè di quel dispositivo capace di avvisare il conducente del veicolo circa la presenza di un bimbo in auto e scongiurare il pericolo di dimenticarsene.

È bene precisare che, essendo una normativa italiana, la nuova formulazione dell’articolo 172 del codice della strada ha ovviamente efficacia solo all’interno del territorio nazionale e non, dunque, anche in Svizzera.

Ma di cosa si tratta nella pratica? Questi sistemi di tutela possono essere di tre tipologie: seggiolini prodotti con al loro interno sensori capaci di avvisare il conducente circa la presenza a bordo del bambino, oppure accessori da applicare ai seggiolini già esistenti, o sistemi totalmente indipendenti ed addirittura già integrati nei veicoli.

La scelta tra questi diversi tipi di protezione è lasciata ai conducenti, ma ciò che davvero importa è che siano prodotti conformi alla normativa, cioè dotati di caratteristiche tecniche che li rendono sicuri ed oggettivamente funzionali secondo l’intenzione del legislatore, ovvero in grado di impedire ad una persona di scendere da un’automobile dimenticandosi del bambino seduto sul sedile posteriore poiché, ad esempio, addormentatosi o particolarmente silenzioso.

A tale riguardo, pur non essendo obbligatorio, è consigliabile, per non incorrere in sanzioni, conservare in auto la dichiarazione di conformità dei sistemi di sicurezza degli strumenti anti-abbandono o il fascicolo di omologazione del veicolo, che potranno essere esibiti alle forze dell’ordine in caso di controllo e dimostrare prontamente di essere in regola.

Come dovrebbe essere fatto un sistema anti-abbandono conforme alla normativa, pratico da usare e sicuro? Come abbiamo già visto, esistono tante versioni, ma tutte dovrebbero essere accumunate dalla capacità di lanciare un allarme direttamente al cellulare del conducente, in caso di sua discesa dal veicolo senza portare con sé il piccolo trasportato e, in caso di mancata risposta, di inviare ad altri cellulari il medesimo avviso.

Dal punto di vista economico si segnala che, al fine di agevolare le famiglie all’acquisto di questo sistema di sicurezza, è previsto un modesto bonus di 30 Euro per ogni bambino di età inferiore a 4 anni all’interno del nucleo famigliare.

Trattando ora delle sanzioni previste in caso di trasgressione, si evidenzia che le multe sono piuttosto salate, poiché il codice della strada prevede che, chiunque trasporti in macchina un bambino senza essere munito di un dispositivo anti-abbandono, rischia una multa fra gli 83 e i 333 Euro, con sottrazione di 5 punti dalla patente di guida, e, in caso di recidiva entro due anni, scatta la sospensione della patente da 15 fino a 60 giorni.

Ci si chiede quale sia l’impatto di questa nuova normativa sulle famiglie italiane che vivono in Svizzera e vorrebbero fare ritorno in Italia con il proprio veicolo, anche solo per brevi periodi.

L’art. 172, comma 1 bis, del codice della strada italiano è chiarissimo sul punto: la normativa sanziona i conducenti dei veicoli immatricolati in Italia, o immatricolati all’estero e condotti da residenti in Italia.

Ciò significa che gli italiani residenti all’estero non hanno l’obbligo di dotarsi di sistemi anti-abbandono quando si recano in Italia,  a meno che non siano colti alla guida di un veicolo immatricolato in Italia.

Sebbene per la sicurezza dei più piccoli non ci si esima dal mettere in atto tutto quanto è necessario, in questo caso possiamo concludere che chi è residente in Svizzera e vorrà passare qualche giorno in Italia con il proprio veicolo immatricolato in Svizzera non dovrà scongiurare di essere multato o correre ad acquistare un sistema anti-abbandono, ma limitarsi a fare accomodare i propri bimbi all’interno di seggiolini omologati in entrambi i Paesi e godersi il viaggio in piena sicurezza.

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Sara Botti

Avvocato italiano. Nata sul lago di Iseo, si è laureata a Milano e ha fondato nel 2012 il suo studio legale a Brescia. Vive a Zurigo, dove si occupa di consulenza legale per gli italiani all’estero. M ... Vedi profilo completo

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