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4 zampe e 100 anni di felicità. Con loro la vita è più bella e più lunga

Di Giorgio Marini

«La felicità è… un cucciolo caldo», dice una famosa vignetta di Charles M. Schulz, il papà di Snoopy e degli altri Peanuts. Chissà in quanti gli hanno dato ragione soprattutto nel lockdown, quando, in certe giornate fredde e buie della clausura domestica, gli animali domestici erano tra i pochi aspetti del quotidiano in grado di offrire calore e conforto, alleggerendo la solitudine o la convivenza forzata tra quattro mura. Per non parlare del fatto che, talvolta, rappresentavano un “lasciapassare” per uscire a prendere una boccata d’aria e fare quattro passi in libertà.

La pet therapy porta innegabili benefici: l’affetto sincero e disinteressato che ci regalano queste creature ha il potere di ridurre lo stress ed è un toccasana per l’umore, come hanno mostrato diversi studi scientifici. Una ricerca condotta dall’Università di York, nel Regno Unito, ha evidenziato che, durante l’emergenza della pandemia, la presenza di un quattrozampe in casa ha migliorato la salute mentale delle persone, che provavano più spesso emozioni positive e si mantenevano più attive fisicamente. L’indagine, i cui risultati sono stati pubblicati su Plos One, ha confermato ancora una volta la forza del legame fra l’essere umano e l’animale. La biologa Cornelia Drees, Neuropsychiatry Specialist a Scottsdale, in Arizona, sostiene che il secondo permetta al primo, tramite le loro interazioni, di fare “il pieno di energia”.


Con la pandemia le adozioni nei canili e nei gattili sono aumentate del 50%
Secondo il National Geographic, negli ultimi diciotto mesi di Covid la richiesta dei cosiddetti “pet”, ed in particolare di cani, è aumentata in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, ad esempio, i nuovi arrivi nelle famiglie sarebbero incrementati dell’8%, con un’impennata del 50% delle adozioni nei canili e nei gattili. Per il comparto economico mondiale che ruota attorno ai nostri animali domestici il 2020 è stato un anno d’oro, da quel punto di vista. Sempre negli Usa, per esempio, secondo le stime, le vendite di croccantini, lettiere per felini e gadget vari per quattrozampe sarebbero state dieci volte di più della spesa alimentare per i bipedi umani. Da gennaio a ottobre scorsi, in Italia, i proprietari hanno sborsato una cifra record da 1,2 miliardi per accontentare i propri animali. L’ente animalista Enpa, da solo, avrebbe trovato casa a circa 17.600 tra cani e gatti. E, oltre a loro, sono entrati nelle nostre abitazioni anche criceti, pesci, pappagallini, fringuelli e cavie. Le prime due tipologie di quattrozampe, affettuose e giocherellone, riempiono le giornate, e lo hanno fatto più che mai durante l’emergenza sanitaria.

Combattono lo stress, ma non sono giocattoli
Assieme al benessere che hanno portato, sono arrivate anche maggiori preoccupazioni. I principali timori nei loro confronti hanno riguardato, in particolare, le restrizioni per accedere all’assistenza veterinaria o la paura che l’animale si ammalasse durante il lockdown. Cinzia Correale, psicologa e referente per il network di interventi assistiti con gli animali presso l’Ordine degli Psicologi del Lazio, ha sottolineato che non è un caso che nella cura dei pet si attivino gli stessi circuiti cerebrali, ad esempio quello dell’ossitocina (il cosiddetto “ormone della felicità, ndr), che entrano in funzione anche nella relazione fra genitore e bambino. L’esperta, inoltre, ha confermato che ci sono varie prove che mostrano come il contatto con il cane o il gatto riduca la produzione dei livelli di cortisolo, l’ormone prodotto dall’ipofisi e associato allo stress.
Purtroppo, però – avvisano contestualmente gli esperti del settore – in molti altri casi prevale ancora la tendenza – errata e “ingrata” – a considerare gli animali domestici alla stregua di “giocattoli”, possibilmente da restituire ai rifugi dedicati già all’indomani del lockdown, com’è successo non solo in Svizzera e in Italia, ma anche in Germania, secondo quanto è emerso da un articolo di Der Spiegel. O, peggio ancora, da rivendere sul mercato nero e nei circuiti di importazione ed esportazione illegale, favorendo così un business criminale che solo nella Penisola tricolore vale oltre 300 milioni di euro l’anno, in base ai dati della Coldiretti, e che è lievitato drammaticamente proprio durante le chiusure forzate.

Anche loro hanno sofferto per il lockdown
Lo stesso confinamento a cui siamo stati tutti sottoposti potrebbe aver provocato un forte stress anche per i nostri cani e gatti, che hanno bisogno di routine consolidate e comportamenti coerenti, senza troppi cambiamenti repentini. Da questo punto di vista, occorre fare particolare attenzione con le riaperture e con il ritorno in ufficio o in altra sede lavorativa di molti: «Hanno condiviso con le loro famiglie parecchio tempo di qualità. I cani hanno accumulato un enorme ed eccessiva dipendenza», ha spiegato al Times l’esperto di psicologia degli animali Roger Mugford, noto per essersi occupato dell’addestramento dei corgi della regina Elisabetta d’Inghilterra. Secondo l’American Veterinary Medical Association una percentuale compresa tra il 20 e il 40 per cento di cani negli States possono mostrare comportamenti di stress e di ansia da separazione già in periodi “normali”, al netto di una pandemia.
I segnali da non sottovalutare? Feci e urine sparse all’interno delle abitazioni, eccessivo abbaiare o miagolare, masticazione di oggetti, tentativi di fuga, graffi a porte e finestre (con il rischio di ferirsi e rompersi i denti). Soprattutto in vista delle vacanze, per non parlare della ripresa autunnale delle varie attività, occorre preparare i propri animali per tempo e in modo soft, in un processo all’insegna della gradualità in cui il pet possa imparare a riconoscere, nelle nuove assenze temporanee, una forma di rassicurazione. Ha spiegato a Insider la veterinaria comportamentalista Karen Sueda: «Consenti al tuo animale domestico di trascorrere un po’ di tempo da solo». Fate in modo che voi abbiate il vostro spazio, e che lui abbia il suo. Arricchite il tutto con qualche “premio”, un rinforzo positivo come un croccantino. O una carezza. In entrambi i casi, statene pur certi, i vostri amici pelosi apprezzeranno. A loro basta poco, in fondo, ma quel poco deve essere sincero e di valore. Come meritano.

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