Angels in America più contemporaneo che mai | Corriere dell'Italianità

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Angels in America più contemporaneo che mai

Fino al 24 novembre al Teatro dell’Elfo di Milano si potrà assistere al maxi spettacolo di Tony Kushner messo magistralmente in scena dalla storica compagnia di Elio De Capitani.

Più di dieci anni fa mi capitò di assistere al faraonico spettacolo “Angels in America”, messo in scena proprio dalla compagnia dell’Elfo di Milano. Era qualcosa di mastodontico, diviso in due parti che si potevano gustare insieme solo con la maratona di sei ore, con un cast fenomenale e una tematica forte come non mai. Siamo negli Stati Uniti, sono gli anni ‘80, tutti sono ricchi, bellissimi, protagonisti delle loro vite. Chi vuole ha un palco davanti a sé, chi non vuole ha il palco di Dio. Un grande numero di personaggi che si svincolano, si intrecciano, si mescolano tra di loro, come il sangue che scorre pulsante, vivo o infetto, sano o malato, preda o predatore. La grande presenza dell’HIV come maledizione quasi biblica sul mondo degli omosessuali, un morbo terribilmente democratico nell’uccidere sia il ricco avvocato che il povero domenicano, ma che sembra essere concentrato solo su un mondo, quello gay. L’AIDS, il mondo degli omosessuali, l’America terra di divisioni e culture, luoghi che mettono insieme mormoni e anarchici, operai e squali del foro, luoghi geografici che mischiano e luoghi sociali che dividono.

Ma quella di Kushner non è solo una poesia politica, bensì anche un eco delle anime che vivono i dolori, le paure, le ansie, le depressioni di questa esigente nazione liberale. 
E in tutto questo non ci si lascia abbracciare al nichilismo, ma ne esce a testa alta: “niente è perduto per sempre. In questo mondo c’è una specie di doloroso progresso. Nostalgia per quello che abbiamo lasciato dietro di noi e sogno del futuro”, un motore che ci spinge a guardare agli “angeli” come esseri che ci possono ancora far compagnia e proteggere, siano essi ebrei, mormoni o, meglio ancora, omosessuali.

Da quella prima volta che vidi “Angels in America” a oggi sono passate diverse stagioni teatrali eppure mi sembra ancora così contemporaneo. Ricordo che Elio De Capitani nel ruolo di Roy Cohn era semplicemente grandioso e lo è tutt’ora. Il cast è cambiato e su tutti ho apprezzato moltissimo l’interpretazione di Harper di Giulia Viana, nel ruolo della moglie depressa dell’avvocato mormone Joe, ma al di là dei tempi e dei cast c’è comunque necessità di partecipare attivamente, anche nel ruolo di spettatore, a grandi regie e interpretazioni che hanno conquistato già nel 2007 e nel 2009 tutti i maggiori riconoscimenti teatrali.

E sì, ovviamente si piange, tra una risata e l’altra.

Angels in America è uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani con i video di Francesco Frongia, le luci di Nando Frigerio e il suono di Giuseppe Marzoli. Gli attori sono
Angelo Di Genio, Elio De Capitani, Cristina Crippa, Ida Marinelli, Umberto Petranca, Sara Borsarelli, Alessandro Lussiana, Giusto Cucchiarini, Giulia Viana.

Per maggiori informazioni su orari e biglietti consultate: www.elfo.org

 

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Jacopo C. Buranelli

Laureato in filosofia presso La Statale di Milano con una tesi sul cinema di Ozu, da molti anni si dedica all’editoria e al mondo dell’arte contemporanea e dello spettacolo. Collabora con diverse test ... Vedi profilo completo

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