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Resilienti e coronavirus: una start up di montagna

di Beatrice Bernasconi

L’emergenza dovuta all’epidemia di COVID-19 sta mettendo tutto alla prova: trovo particolarmente interessante la voce di chi invoca un cambiamento socio-economico che possa rinnovare le nostre società, facendo imboccare nuove strade, nuovi cammini per un futuro diverso: sostenibile, ecologico, solidale, un futuro per la vita degli uomini e della terra.

Stiamo constatando che paesi e regioni “forti” in un attimo possono trovarsi in crisi, che in un momento un microscopico virus può fermare mezzo mondo: un potere indesiderato e nocivo che però rende evidente che in effetti sì, davvero tutto può essere fermato, che non ci sono assoluti e impossibilità dettati da regole umane che sembravano intangibili: perché non ripartire utilizzando quello che questa tragedia può insegnare?

Non si tratta di partire da zero, trovo interessantissimo ed esemplare l’esperienza di chi il tentativo di percorrere nuove piste lo ha già iniziato.

Ho chiesto a Giorgio Gobetti, uno dei geniali iniziatori di “Butéga Valtellina” di dirci qualcosa su quello che stanno iniziando in un territorio speciale, quello della montagna: terre bellissime e dure, dove la resilienza è quasi necessità.

“Butéga Valtellina” è stata premiata nel 2018 come start up nell’ambito di “Restartalp” promosso da Cariplo e Fondazione Garrone per sostenere i migliori progetti dei giovani che hanno deciso di restare a vivere nei territori di montagna promuovendo economie possibili.

Potresti presentarci il vostro progetto?

Butéga Valtellina è una startup impegnata nella valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari connesse al territorio, alla cultura ed alla sostenibilità in termini ambientali e di mercato. Si tratta di un circuito iperconnesso, fondato sulla capacità di “fare rete” e “mettere in rete” diversi attori selezionati ad ogni livello della filiera.

Nello specifico Butéga Valtellina agisce su diverse linee:

– supporto, service e valorizzazione dedicati ai piccoli produttori eroici, custodi della biodiversità e delle tradizioni

– recupero, salvaguardia e riattivazione ambientale dei terrazzamenti abbandonati

– promozione, comunicazione e commercializzazione di prodotti agroalimentari autentici e genuini, provenienti da una filiera trasparente e composta da piccoli produttori selezionati in base a caratteristiche etiche, di metodo e di prodotto, con massima attenzione alla qualità ed alla naturalità delle produzioni

– divulgazione, formazione e offerte esperienziali rivolte a un consumatore sempre piu`consapevole e attento ai valori su cui il nostro circuito è fondato

Il nostro claim: “Unici, non tipici”

Cosa è accaduto con le restrizioni del Covid-19?

Stiamo vivendo un periodo sicuramente straordinario, per la sua gravità e per le misure messe in atto. Per nostra natura e per scelta, siamo portati ad affrontare i cambiamenti e le difficoltà con un approccio proattivo, cerchiamo di scorgere un’opportunità da ogni sfida, proprio come si fa in montagna. Questo cambio repentino dello scenario globale, impone una modifica strutturale a tutte le nostre abitudini. Crediamo fermamente che sia davvero giunto il momento di ripensare a un’impostazione piu`sostenibile dei nostri stili di vita, partendo proprio dalla produzione e dal consumo alimentare.

La nostra filosofia e la nostra vision propongono sin dal principio un modello capace di creare un connubio tra produzione, consumo, ambiente e benessere.

La nostra rete è basata sulle relazioni umane, vivendo in piccoli paesi, dove il concetto di comunità è ben diverso rispetto alla città, crediamo che la fiducia reciproca sia la base per la creazione di un sistema di sinergie positive.

Proprio le relazioni umane sono al centro di questa enorme crisi che stiamo vivendo, per questo motivo tutta la programmazione di eventi ed attività dimostrative (degustazioni, didattica, attività esperienziali, fiere ecc.) ha inevitabilmente subito modifiche o cancellazioni.

Come potrete continuare?

Se parliamo di resilienza, caratteristica che ci rappresenta, sappiamo che una delle doti indispensabili per vivere e soprattutto per fare impresa in montagna è quella di saper accogliere e interpretare i cambiamenti e adattare e rivedere il proprio modello con la massima flessibilità e apertura mentale. Tutto questo senza accettare alcun compromesso sul fronte valoriale, impedendo alle modifiche del contesto di snaturare il progetto e le azioni in essere.

Le relazioni sono il motore del sistema Butéga Valtellina e oggi piu`che mai le relazioni con il nostro pubblico non possono prescindere da un servizio a distanza. Proprio per questo ci stiamo attrezzando per la realizzazione di un marketplace che sia, come il nostro progetto, multifunzionale e flessibile, che possa spaziare dalla presentazione dei produttori alle specifiche tradizionali di trasformazione, fino all’acquisto online, il piu`possibile sostenibile nel rispetto dell’ambiente e del preziosissimo lavoro dei produttori.

Nell’attesa di poter tornare tutti insieme nei campi e nelle cucine, crediamo che questo momento vada inteso – senza ovviamente dimenticare le sue note piu`tragiche – come una grande opportunità di crescita e di cambiamento verso una direzione piu`consapevole e sostenibile.

Pensi che un’economia che rispetta la terra e i produttori abbia qualcosa da dire oggi, soprattutto in questa emergenza?

Siamo fermamente convinti che tutto cio`che riguarda la terra, la natura in generale e il nostro rapportarci ad essa, debba tornare ad essere un rapporto dominato da cura reciproca e non da sfruttamento, da passione e dedizione e non da sopruso, un rapporto di rispetto e a amore e non di dramma.

 

Butéga Valtellina
www.butegavaltellina.com

info@butegavaltellina.com

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