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L’italofonia e il ruolo del servizio pubblico dei media

FOTO: Chiostro Forum St. Katharinen

Sabato 7 maggio a San Gallo, la CORSI assieme al Forum per l’italiano in Svizzera organizza il Convegno “L’italofonia e il ruolo del servizio pubblico dei media”. La giornata di riflessione e discussione (che si terrà presso il Forum St. Katharinen di San Gallo) segue la pubblicazione del rapporto “La posizione dell’Italiano in Svizzera: uno sguardo sul periodo 2012-2020 attraverso alcuni indicatori”, commissionato dal Forum per l’italiano in Svizzera all’Osservatorio linguistico della Svizzera italiana (OLSI) e al Dipartimento formazione e apprendimento (SUPSI-DFA) con la collaborazione dell’Alta scuola pedagogica dei Grigioni (PHGR).

Con il saluto video del Presidente della Confederazione, Ignazio Cassis, al convegno partecipano ospiti prestigiosi e di spessore, riuniti per discutere di Plurilinguismo svizzero: sfide e opportunità per l’italiano in Svizzera; La salute dell’italiano: promozione e valorizzazione nel servizio pubblico dei media; Italiano oltralpe: attese delle cattedre e scuole nei confronti del servizio pubblico dei media; Un servizio pubblico radiotelevisivo per i giovani: cosa fa la RSI per i giovani e a quali aspettative risponde? Le iscrizioni al Convegno sono aperte fino al 24 aprile tramite il sito della CORSI (www.corsi-rsi.ch) o scrivendo a info@corsi-rsi.ch.

Abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti e protagoniste del Convegno una dichiarazione sull’importanza dell’italofonia e sul ruolo del servizio pubblico nel contesto elvetico.

Il Convegno di San Gallo rientra a pieno titolo nella missione della CORSI: il radicamento e il rafforzamento del servizio pubblico nel territorio. È una missione importante in un periodo dove si moltiplicano le azioni volte a indebolire la capacità della SSR e delle sue unità aziendali di fornire alla popolazione un’informazione completa, autorevole e indipendente. Io credo che in Svizzera, Paese federalista e multilingue, il servizio pubblico rimanga di fondamentale importanza per informare e per promuovere le identità regionali che, assieme, formano la Cultura svizzera. La Svizzera italiana non è rappresentata soltanto da un territorio, ma soprattutto da una comunità che vive in tutta la Svizzera.  Per questo si è scelto di organizzare un Convegno anche nella Svizzera orientale: un’apertura significativa che speriamo possa suscitare attenzione anche negli svizzeri Oltralpe”.
Luigi Pedrazzini, Presidente CORSI

Il Convegno di San Gallo è doppiamente importante. Da un lato, perché per la promozione della nostra lingua e cultura in Svizzera si rivolge agli italofoni – ma non solo – che risiedono oltralpe e che sono la maggioranza nel nostro Paese. Dall’altro, poiché sollecita i media italofoni, e in particolare la RSI come servizio pubblico, a riflettere su come rispondere sempre più e meglio alle attese di chi ha a cuore la presenza dell’italiano nelle istituzioni, nella formazione, nella società. Ci guadagnerebbe anche il plurilinguismo, a noi molto caro”.
Diego Erba, coordinatore Forum per l’italiano in Svizzera

Se la lingua italiana è una parte essenziale della nostra identità plurale, mi piace pensare alla RSI come un luogo di confluenza e di scambio fra tutte le componenti della cultura italiana in Svizzera. Vogliamo essere non solo uno strumento per parlare a quella ampia fetta di pubblico che, in ogni angolo del Paese, parla o comprende l’italiano. Ma anche e soprattutto uno spazio di incontro e di confronto per storie, idee, saperi, progetti. Per mostrare in concreto quanto è importante, per coltivare la nostra Suissitude, valorizzare il ricco patrimonio della nostra italianità. Dando voce alle persone e alle esperienze che, a sud e a nord delle Alpi, oggi come ieri, offrono un contribuito imprescindibile alla creazione di quella straordinaria avventura multiculturale che si chiama Svizzera”. Mario Timbal, Direttore RSI

Una piccola nazione, composta da 8,8 milioni di abitanti, e ben quattro lingue nazionali che veicolano un’estrema ricchezza culturale: è sulla base della diversità che si sviluppa la coesione nazionale elvetica. Il plurilinguismo resiste nel tempo, seppure confrontato con numerose sfide, ma necessita impegno costante: è nostro compito riconoscere il valore del patrimonio linguistico e culturale che possediamo e tutelarlo, sia a livello legislativo tramite l’attività parlamentare sia nella quotidianità, grazie alle cittadine e ai cittadini che lo arricchiscono”.
Anna Giacometti, Consigliera nazionale, Co-presidente dell’intergruppo parlamentare ITALIANITÀ

Il Convegno di San Gallo, del prossimo 7 maggio, assume una rilevante importanza per la Svizzera germanofona se si pensa che l’italiano nella nostra città a nord delle Alpi è la seconda lingua parlata. Aver scelto San Gallo come sede del convegno è anche un riconoscimento al rapporto che vi è sempre stato, nei secoli, tra la cultura dell’Abbazia Sangallese e l’Italia, testimoniato dai diversi studi condotti sui testi della famosa Biblioteca Abbaziale e dall’esistenza presso l’Università di San Gallo di una cattedra di italianistica già dalla fondazione dell’Università stessa.  Numerosi negli anni sono stati, e lo sono ancor oggi, gli studenti ticinesi che frequentano gli studi universitari a San Gallo. Comprendere una seconda lingua significa facilità di comprendere l’Altro. In questo modo l’italiano – seconda lingua parlata nella nostra regione – diventa elemento di coesione sociale e nazionale, rende aperti alle diversità e alle curiosità per il mondo mediterraneo. La difesa dell’italiano assume quindi anche il valore di “salute” delle lingue nazionali svizzere che, tutte insieme, sono la caratteristica svizzera di diversità nell’unità!“. Georg Burger, Console onorario d’Italia a San Gallo


Venerdì 6 maggio la CORSI organizza un workshop su comunicazione digitale e le fake news rivolto ai giovani: vi partecipano classi della Scuola Cantonale am Burggraben di San Gallo e Scuola Cantonale di Kreuzlingen, studenti e studentesse dell’università di San Gallo e dell’Alta Scuola Pedagogica di Coira e San Gallo. Sarà proposto, dalla CORSI, il progetto Sarà vero?, sviluppato, insieme a Consultati SA (società di Taverne che si occupa di progettazione in ambito sociale, del territorio e dell’ambiente), che mira a promuovere l’importanza del servizio pubblico tra i giovani, a far maturare una consapevolezza per quanto riguarda la qualità delle informazioni e a far riflettere sull’origine delle notizie in un’epoca di cambiamenti tecnologici, favorendo così una maggior difesa nei confronti delle fake news. Inoltre, la RSI proporrà di lavorare a progetti che la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana ha sviluppato per le nuove generazioni, come ad esempio SPAM (informazione, attualità e intrattenimento presentati in brevi video dedi­cati ai giovani.


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