Il Trekking: percorsi e benefici | Corriere dell'Italianità

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Il Trekking: percorsi e benefici

Zaino in spalla

di Giorgio Marini

Una camminata lenta e prolungata, intrapresa per esplorare a piedi una determinata zona, godere della natura e scoprirne il paesaggio. Potrebbe essere questa una definizione di “trekking”, dall’inglese “to trek”, che fa riferimento al camminare lentamente (gli anglosassoni parlano anche di “backpacking”, il viaggio compiuto “zaino in spalla”). Grandi appassionati del genere sono politici come la cancelliera tedesca Angela Merkel e il primo ministro italiano Mario Draghi. Il trekking si pratica in zone immerse nel verde, en plain air, lontano dai centri urbani e lungo sentieri che normalmente sono già stati tracciati in precedenza. Un’altra delle caratteristiche è che si tratta di un’esperienza che dura più di un giorno a differenza di quello che avviene nell’“hiking”, termine utilizzato – erroneamente – come sinonimo, in realtà relativo all’escursionismo in un arco temporale ridotto, nell’arco delle 24 ore.

Nel trekking la meta diventa il percorso. In Svizzera si snodano oltre 65.000 chilometri di sentieri escursionistici, segnalati e variegati, da esplorare a piedi. Nel Belpaese c’è il Sentiero Italia, un tracciato di oltre 6 mila km che percorre tutte le regioni tricolori, attraverso il versante meridionale delle Alpi, lungo l’intera dorsale appenninica e le isole, con 400 tappe e 6 siti naturali Unesco attraversati. Conosci, inoltre, il cammino di San Colombano? È lungo 6000 km e attraversa nove Stati europei, inclusi Svizzera e Italia, dall’Irlanda, passando anche per Inghilterra, Francia, Lussemburgo, Germania, Austria e Liechtenstein. Questa strada dei pellegrini segue le tracce dei monaci irlandesi Colombano e Gallo del VII secolo d.C. e dei loro compagni.

Scalare una vetta alpina, passeggiare sui pascoli in quota o magari attraverso i boschi verdeggianti, tra ruscelli e torrenti: con zainetto e sacco a pelo, da soli o in compagnia, ci si può avventurare in un magnifico scenario, trascorrendo, per chi lo desidera, la notte nei rifugi o in campeggio, tra il fieno fresco dei granai o sotto il cielo stellato.

I benefici del trekking sono numerosi, e sono sia fisici, sia mentali. Eccone almeno cinque.

1. È facilmente accessibile, facile e conveniente. Indipendentemente dall’età, dal peso o da fattori socio-culturali, per iniziare non devi fare altro che indossare un paio di scarpe da trekking e… camminare! Certo, il grado di preparazione e il tuo equipaggiamento varieranno in funzione della difficoltà del percorso e del tempo che pensi di trascorrere nella natura. Ma con un budget minimo e un po’ di sana motivazione, senza troppa fatica, potrai goderti i grandi spazi aperti.

2. Scopri orizzonti nuovi. Mentre procedi un passo dopo l’altro, la natura presenta davanti ai tuoi occhi un affresco straordinario ogni volta, basta solo aprire gli occhi e osservare le molteplici sfumature della flora nelle varie stagioni e le abitudini della fauna del posto. Approfittane per risvegliare i tuoi sensi.

3. Ti prendi una sana pausa da tutto. Puoi riconnetterti a ciò che è essenziale. In questi tempi in cui tutto si muove velocemente, un’escursione ti consente di sfuggire al rumore della città e di rallentare il ritmo. La natura è a portata di mano e puoi goderti ogni istante senza interruzioni.

4. È un’attività distensiva, non competitiva. Alcuni preferiscono fare escursioni in solitaria, altri ne approfittano per stare in compagnia per il puro piacere della condivisione, senza stress. Ad ogni modo, in entrambi i casi il relax è assicurato.

5. Fa bene alla salute. Camminare costantemente seguendo il proprio ritmo, senza forzarlo, genera numerosi effetti sul sistema muscoloscheletrico (ossa, muscoli) e cardiovascolare. Il trekking stimola e rafforza ossa e muscoli, riduce il rischio di malattie cardiovascolari e di diabete, migliora il nostro sistema. A differenza di sport intensi che possono provocare dei traumi fisici, la gradualità dell’attività escursionistica fornisce un allenamento completo e globale, ideale per corpo e mente.

3 consigli per i principianti

1. Vai per gradi. Puoi prepararti iniziando a correre o camminare a passo sostenuto in città, almeno un paio di volte a settimana, per una durata di 30 minuti circa. Scegli inizialmente delle camminate poco impegnative, brevi e senza un forte dislivello: aumenta poi gradualmente l’intensità e la difficoltà della camminata. Chiedi il parere del tuo medico prima di praticare trekking se soffri di grave insufficienza cardiaca o seri problemi alle articolazioni.

2. Procurati l’attrezzatura da trekking: scarponcini, che proteggono il piede e agevolano una camminata corretta e sicura; giacca a vento con cappuccio contro le intemperie, berretto, occhiali da sole e crema solare; acqua ed eventuale spuntino.

3. Dove fare trekking? Non è una pratica da fare solo in montagna, ma ti ci puoi dedicare anche al mare – in Italia o all’estero, per esempio alle Canarie e in Grecia – al lago – come quello di Zurigo, o il Maggiore e il Lario in Italia – o in campagna (la brughiera dello Yorkshire).

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