L’italiano Pietro Beccari alla guida di Louis Vuitton

Il gruppo francese è l’unico del settore luxury presente nei cinque più importanti segmenti del mercato: vini e alcolici, moda e pelletteria, profumi e cosmetici, orologi e gioielleria e distribuzione selettiva

di Gaia Ferrari

Foto: Pietro Beccari ©-Jean-Francois-Robert-Lvmh

Dopo il successo ottenuto nei suoi quattro anni da presidente e ceo di Christian Dior Couture, l’italiano Pietro Beccari diventa ora il primo manager tricolore a guidare Louis Vuitton, griffe di punta di Lvmh nelle mani di Bernard Arnault e brand al vertice del lusso mondiale.

IL MARCHIO LOUIS VUITTON

Il viaggio straordinario di Louis Vuitton, che fonderà l’omonima maison, inizia nel 1835, quando, a 14 anni, lascia il paese in cui è nato, Anchay, in Francia, quasi al confine con la Svizzera, per arrivare a Parigi, percorrendo a piedi, in diverse tappe, 400 chilometri. Durante il lungo tragitto, Vuitton, che proviene da una famiglia di carpentieri, si specializza nell’intaglio del legno. Nel 1837 giunge finalmente nella capitale francese dove diventa apprendista da Monsieur Maréchal, noto fabbricante di bauli. Nello stesso anno viene inaugurata la prima linea ferroviaria francese. Nel 1838 avviene la prima traversata dell’Atlantico con un piroscafo a vapore. I layetiers-emballeurs-malletiers parigini sono quindi molto richiesti, ma solo pochi riescono a realizzare a regola d’arte casse di faggio fatte a mano, in cui piegare perfettamente i vestiti.

Louis Vuitton, in questo, è il migliore. Nel 1854 il giovane si sposa con Clemence-Émilie Parriaux e decide di mettersi in proprio, con il logo Louis Vuitton Malletier. Assieme alla moglie apre in rue Neuve des Capucines (attuale rue des Capucines) vicino a Place Vendome e alla futura Opera, il suo primo negozio-laboratorio. Nello stesso anno ricopre uno dei suoi bauli con tela cerata impermeabile. Quattro anni dopo, nel 1858, l’artigiano e imprenditore introduce i bauli a forma rettangolare con i bordi arrotondati, che diventano famosi in tutta la Francia, con una cliente super premium come l’imperatrice consorte Eugenia, al fianco di Napoleone III. Nel corso di oltre un secolo e mezzo, prima Louis Vuitton e poi i suoi successori hanno introdotto numerose innovazioni, inclusi i bauli con il coperchio piatto e l’utilizzo di tela leggera, diventati alcuni dei motivi distintivi del marchio, e del lucchetto nel settore della valigeria. Oggi la tradizione del brand – come riportato sul sito ufficiale – “si esprime attraverso il suo rigoroso spirito di innovazione, l’audacia delle sue creazioni e la costante ricerca dell’eccellenza assoluta”.

LVMH AL TOP DEL LUSSO MONDIALE

In Louis Vuitton il nuovo presidente e ceo Pietro Beccari prende il posto di Michael Burke, che assumerà nuove responsabilità, riportando direttamente a Bernard Arnault. Creato nel 1987, Lvmh comprende oggi 75 maison esclusive che creano prodotti di alta qualità. Con oltre 175 mila collaboratori in tutto il mondo e un fatturato 2021 di 64,2 miliardi di euro, è l’unico gruppo del settore luxury presente nei cinque più importanti segmenti del mercato: vini e alcolici, moda e pelletteria, profumi e cosmetici, orologi e gioielleria e distribuzione selettiva. “Le maison del nostro gruppo hanno sempre avuto come obiettivo la promozione e la diffusione di un’art de vivre raffinata”, ha dichiarato Arnault. “Quest’espressione, a cui tengono particolarmente, significa precisamente che esse sono da secoli per i loro clienti i partner privilegiati in quest’appassionante e mutevole ricerca di raffinatezza ed eleganza”.

IL PIÙ RICCO DEL MONDO

A dicembre 2022, a 73 anni, Bernard Arnault è risultato l’uomo più ricco del mondo nella classifica stilata dalla rivista ‘Forbes’. Con un patrimonio di 186,3 miliardi di dollari, il presidente e ceo di Lvmh ha così superato Elon Musk, imprenditore sudafricano naturalizzato statunitense, co-fondatore e capo di Tesla, SpaceX, Neuralink e The Boring Company (una fortuna, quella di Musk, pari a 185 miliardi di dollari, con un calo record rispetto all’anno precedente: in base al Bloomberg Billionaires Index, nel 2022 Musk ha bruciato circa 200 miliardi di dollari, a fronte di ulteriori perdite registrate alla fine dello scorso anno). Ad assumere le redini di Christian Dior, invece, sarà Delphine Arnault, primogenita dell’imprenditore finora a capo degli accessori di Vuitton, affiancata da Charles Delapalme, ex McKinsey e approdato in Vuitton nel 2005, in qualità di direttore generale.

LA CARRIERA DI BECCARI

Nato in Italia il 23 agosto del 1967, Beccari, una laurea in gestione aziendale all’Università di Parma, ha cominciato il suo percorso professionale nel settore marketing di Benckiser (Italia) e Parmalat (USA). È poi passato alla direzione generale di Henkel (Germania), dove ha assunto l’incarico di vicepresidente della divisione Haircare. Nel 2006 Beccari ha fatto il suo ingresso in Lvmh in veste di vicepresidente esecutivo marketing e comunicazione per Louis Vuitton, prima di diventare presidente e ceo di Fendi nel 2012. Da febbraio 2018 fino ai tempi recenti, infine, è stato presidente e ceo di Christian Dior Couture, nonché membro del Comitato esecutivo di Lvmh.

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