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Addio a Carla Fracci, diva della danza

Di Chiara Gallo

Grazia e determinazione. Pronunci queste due parole e pensi a Carla Fracci. Una delle più grandi ballerine del ventesimo secolo ci ha lasciato a 84 anni (era nata il 20 agosto 1936), il 27 maggio 2021. Figlia di un tranviere, a dieci anni è entrata nella scuola di ballo della Scala. Da allora quella è stata la sua “casa”. Si è diplomata alla scuola di ballo nel 1954, l’anno dopo ha sostituito Violette Verdy nella Cenerentola di Prokof’ev. Così è iniziata la sua ascesa, che nel 1958 l’ha portata ad essere prima ballerina. Giselle è il balletto che l’ha resa insuperabile, ma sono tanti i titoli che la vedono protagonista indiscussa: da Romeo e Giulietta alla Sonnambula, da Excelsior a Medea. La Fracci ha conquistato il mondo con la sua eleganza, frutto anche di uno studio intensissimo: oltre che in Europa è amatissima in Sud America, Stati Uniti, Giappone. Ha danzato al fianco di ballerini leggendari, da Rudolf Nureyev a Roberto Bolle, a Erik Bruhn con cui inizia il sodalizio nel 1974 quando comincia a collaborare con l’American Ballet.

Carla Fracci, che nel 1964 ha sposato il regista Beppe Menegatti, da cui ha avuto il figlio Francesco, ha trascorso una vita sulle punte: ha danzato all’Opéra e al Met, ma anche in tv, nelle piazze e persino nelle carceri. Ha diretto il corpo di ballo del San Carlo di Napoli, dell’Arena di Verona dal ’96 al 97, dell’Opera di Roma dove resta dal 2000 al 2010 anche mentre diventa assessore alla Cultura della Provincia di Firenze, fra il 2009. E non solo. Dopo aver recitato in uno sceneggiato tv del 1982 interpretando la seconda moglie di Giuseppe Verdi, Giuseppina Strepponi, di recente era tornata sul set. Stava seguendo come consulente le riprese del film tv “Carla”, prodotto da Rai Fiction e Anele, e in onda prossimamente su Rai1. “Carla” con Alessandra Mastronardi nel ruolo della Fracci è il primo film tv sulla straordinaria vita della più grande ballerina italiana di tutti i tempi. Liberamente ispirato all’autobiografia della danzatrice “Passo dopo passo – La mia storia” (Arnoldo Mondadori Editore, 2013), il film ripercorre il percorso umano e professionale di un’icona della danza mondiale, universalmente riconosciuta come una delle più grandi étoile del XX secolo e definita nel 1981 dal New York Times “prima ballerina assoluta”. La pellicola è girata a Roma, Orvieto e Milano e, in particolare, al Teatro alla Scala.

Maria Pia Ammirati, direttore di Rai Fiction, commenta così la sua scomparsa: “Dovevamo raccontarla Carla Fracci, questa donna che ha lottato nella vita e che la vita ha piegato alla sua grazia di artista. E la sua morte, mentre ci colpisce per il vuoto che lascia, di emozioni, volontà, coraggio, bellezza, ci carica ancor più di responsabilità nel raccontare di lei e restituire la sintesi della sua avventura umana. Voglio ricordare l’orgoglio e la fierezza elegante della sua identità, la rivendicazione della maternità contro tanti pregiudizi e l’impareggiabile dono di riscattare la durezza dell’esistenza nell’assoluto della danza.  Aveva condiviso la sceneggiatura e seguito la lavorazione del film e continueremo a sentirla vicina con il suo entusiasmo e la sua determinata coerenza per onorare una memoria che è anche il lascito esemplare di chi nel mondo ha portato la ricchezza universale di una terra e della sua storia”.

 E Alessandra Mastronardi, che per fiction interpreta la grande diva, vuole ricordarla così: “Come una libellula ferma nell’aria ma con le ali in perenne impercettibile movimento, leggera e nello stesso tempo fortissima, elegante, bellissima, sei andata via così… tu che le amavi così tanto le libellule. Penso a te cara Carla, un giorno triste per tutti noi. Ci hai lasciato un meraviglioso messaggio, che con il vero lavoro, i sacrifici, cuore e dedizione i sogni diventano più tangibili e veri. Addio dolce Signora della danza. È stato più che un onore avere avuto la possibilità di poter entrare nelle tue scarpette”.

Carla Fracci e Alessandra Mastronardi, credit Assunta Servello
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