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Disturbi “tecnologici”. Combattere la “fatica da video”

Di Maria Moreni

Si chiama “Zoom Fatigue”, affaticamento da Zoom, ed è un neologismo che fa riferimento alla piattaforma di videoconferenze per antonomasia, una tra le applicazioni online “esplose” di più nell’ultimo anno con il lockdown. Ma sono molti i software che attualmente offrono la possibilità di organizzare a getto pressoché continuo riunioni e meeting a distanza. Indubbiamente una comoda soluzione per home schooling e smart working, non c’è che dire. Ma, a lungo andare, il peso mentale di queste pratiche si fa sentire eccome.

Lo ha evidenziato anche un articolo della versione internazionale di National Geographic: dispositivi tecnologici e mezzi digitali come quelli di cui stiamo parlando levano il piacere e l’immediatezza della comunicazione non verbale alle conversazioni tra le persone, obbligando a focalizzarsi e a prestare fin troppa attenzione alle parole. Le campagne di vaccinazione proseguono nei vari Paesi. Da più parti si inizia a intravedere la fine del tunnel – scongiurando nuove ondate di contagi, confidando nella dovuta prudenza collettiva, senza abbassamenti repentini di guardia –, si parla di riaperture di scuole e uffici, ma alcune domande aleggiano nell’aria. Didattica a distanza e lavoro agile da remoto: che bilancio possiamo trarne dopo dodici mesi “matti e disperatissimi”?

In quest’ottica fa riflettere una delle prime decisioni prese dal nuovo amministratore delegato della banca americana Citigroup, Jane Fraser, che ha scritto ai dipendenti per dir loro che d’ora in poi i venerdì dovranno essere “Zoom-free”, senza videochiamate. “È evidente che dobbiamo combattere la fatica da video che tutti avvertiamo”, ha spiegato la dirigente. Certamente la soluzione per studiare e lavorare meglio, in toto, sarebbe ridurre l’esposizione alla tecnologia digitale ogni giorno, non solo il venerdì, ma è pur sempre un primo passo, che attesta, ancor prima, la presa di coscienza di una situazione che deve essere regolamentata e gestita per il benessere individuale e collettivo.

Avete presente il regime detox che si segue a tavola per depurare l’organismo da scorie e tossine? Bene, qualcosa di simile andrebbe fatto anche per quanto riguarda la tecnologia, con un processo di disintossicazione dai dispositivi mobili e dai social. È quello che gli esperti indicano, per l’appunto, come digital detox. Uno dei maggiori specialisti in materia, in Italia, è Alessio Carciofi, docente, TEDX speaker e autore del primo libro nella Penisola dedicato proprio a questo tema. Da oltre un decennio Carciofi studia il rapporto tra tecnologia e uomo e dal 2015 aiuto persone, genitori e aziende a ritrovare la concentrazione, aumentare la produttività per eccellere nella vita personale e professionale. Il suo suggerimento, innanzitutto, è quello di partire da una semplice domanda: ti accorgi di quanto tempo “sprechi” dietro alle distrazioni digitali? La risposta ti permetterà di far caso alle tue abitudini giornaliere e aggiustare il tiro. Successivamente imparerai a prenderti cura di te e, da quel momento, riscontrerai vari benefici. Qualche esempio? Abbasserai il livello di stress. Migliorerà la tua salute mentale e fisica. Aumenterà la tua produttività e il tuo business. Ne gioverà la qualità delle relazioni in generale e dei rapporti con il tuo partner e i tuoi figli.

Ecco il suo utile decalogo per ritrovare benessere dopo una sovraesposizione alla Rete.

1) Elimina/riduci le notifiche. Disattiva tutte quelle che puoi e che non ti portano beneficio. Leverai la sensazione di “perderti” qualcosa di importante.

2) Termina o perlomeno diminuisci la lettura delle email da smartphone. Individua specifici momenti della giornata dove ti dedichi alla gestione della posta e rispondi dal computer.

3) Pasti senza schermi. Mangia in compagnia dei tuoi familiari e non portare il telefono a tavola. Ne beneficeranno il tuo appetito e le relazioni sociali.

4) Modalità “non disturbare”. Disattiva tutte le app dalle 22 alle 7 del mattino. Farai una buona dormita e avrai più energia il giorno dopo.

5) Imposta timer giornalieri, così sarai in grado di ricordarti di smettere di usare un’app quando il tuo tempo quotidiano sta per finire. Utilizza Digital Wellbeing su Android o Screen Time su sistemi IOS/Apple.

6) Individua dei rituali di inizio e fine giornata. Imposta un orario alla fine della giornata in cui smetti di usare lo smartphone. Ti aiuterà a gestire al meglio il confine tra lavoro e vita privata.

7) Niente smartphone a letto. Cerca di evitare telefoni, computer e tablet almeno un’ora prima di andare a dormire. Aumenterai il benessere nel sonno.

8) Limita i social network. Evita di tenere aperti i profili social mentre lavori. Accedi in periodi prestabiliti/ limitati e per un tempo determinato. Avrai tanta più energia e più focus.

9) Lavora senza smartphone. Allontana i tuoi devices digitali dal campo visivo quando sei al lavoro in modalità “deep work”, ovvero quando devi focalizzarti su compiti importanti che hanno bisogno di particolare concentrazione.

10) Butta via la spazzatura. Proprio così, hai capito bene. Separati dallo smartphone più volte al giorno. Inizia andando a buttare i rifiuti senza cellulare. Allo stesso modo fai una passeggiata. Vai nella natura. Ascolterai di più le tue sensazioni ed emozioni.

Dalla mini-guida “10 Consigli pratici per eliminare le distrazioni digitali e migliorare fin da subito la tua vita” – Alessio Carciofi

Dati della University of California San Diego

61% degli intervistati non riesce a ignorare lo smartphone se ha ricevuto una notifica, email o chiamata.

81% è disposto a interrompere conversazioni e pasti per controllare il proprio dispositivo.

61% delle persone si sente deluso, depresso o irritato dopo aver controllato gli aggiornamenti dei social media.

73% dei partecipanti ritiene che la tecnologia contribuisca al loro stress.

3 su 5 persone trascorrono più tempo libero con il proprio smartphone che con il coniuge.

Le persone ricevono in media 100 notifiche al giorno.

In media si controlla la posta elettronica 11 volte l’ora, ogni 5,4 minuti circa.

3.30 ore è il tempo medio trascorso dai bambini (sotto i 14 anni) davanti uno schermo. 1.40 è il tempo di conversazione in una famiglia.

Il 60% delle interruzioni avvengono da distrazioni digitali come notifiche, email e gruppi WhatsApp.

Le persone spendono in media 2 ore al giorno (solo) sui social media.

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