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Il flexitariano, cos’è?

Si sente sempre più parlare del danno ambientale che crea l’allevamento di animali destinati alle nostre tavole. Il consumo di carne dal 1950 ad oggi è aumentato di 5 volte, toccando i 300 milioni di tonnellate di consumo globale, destinato a raddoppiare entro il 2050. Pensate che annualmente vengono macellati circa 58 miliardi di polli, 1383 milioni di suini, 517 milioni di ovini, 430 milioni di caprini e 296 milioni di bovini. E’ importante anche comprendere che il controllo di questo fiorente mercato è in mano a pochissime multinazionali.

L’allevamento di animali crea all’incirca il 14,5% delle emissioni totali di gas serra, senza calcolare il consumo di energia, di acqua e l’inquinamento dovuto al trasporto. Oltre all’ impatto ambientale diretto, occorre anche considerare gli aspetti riguardanti la salute. Infatti, diversi studi confermano che consumiamo troppa carne rispetto al nostro fabbisogno. Il consumo ideale annuo per persona non dovrebbe superare i 30 kg: circa 500g di carne alla settimana.

Ma allora qual è la soluzione? Beh, in primis ovviamente si potrebbe scegliere di diventare vegetariani o addirittura vegani, ma esiste anche una soluzione che sembrerebbe mettere d’accordo un po’ tutti, compresi gli amanti della carne. Si tratterebbe di seguire una dieta semivegetariana, o meglio una dieta flexitariana. Una persona che segue questo tipo di regime alimentare dovrebbe cercare durante la settimana di rinunciare quanto più possibile a prodotti derivati da animali. Questo porta a un regime simile a quello vegetariano o vegano, ma molto meno rigido.

Cos’altro si potrebbe fare per ridurre questo problema? La campagna lanciata da Slow Food “Meat the Change” consiglia di:

1.     Mangiare più verdure e legumi

2.     Diffidare dei prezzi troppo bassi

3.     Scegliere carne locale e leggere bene le etichette

4.     Chiedere più informazioni al macellaio

5.     Informarsi su dove sono stati allevati gli animali e come

6.     Evitare gli sprechi

7.     Imparare a cucinare e gustare tutte le parti dell’animale

 

Abbiamo tutti il potere di fare la differenza, con semplici scelte quotidiane: mangiare meno carne, scegliere dei prodotti di miglior qualità, aiutare i piccoli produttori, privilegiare carne di razza locale e di allevamenti controllati che sostengono l’ambiente e gli animali.

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Giulia Bernasconi

Nata a Medellin, Colombia e cresciuta a Lugano in Svizzera. Laureata con un Bachelor in “Hospitality & Tourism” Management a Glion ed un Master in Brands Management a Londra dopo aver lavorato in ... Vedi profilo completo

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