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Ottobre non è il mese dello struzzo!

Tumore al seno: l’importanza della prevenzione

Del dottor Francesco Meani, responsabile clinico del Centro di Senologia della Svizzera Italiana

Secondo un luogo comune, lo struzzo quando ha paura o deve affrontare delle difficoltà non può far altro che nascondere la testa sotto la sabbia pensando in questo modo di non essere visto e di riuscire a schivare il pericolo. Il risultato? Un disastro.

Ottobre non è il mese dello struzzo, ottobre è il mese dedicato alla promozione della consapevolezza, del coraggio e della prevenzione verso il tumore al seno.

Così, come per magia, nel mese di ottobre la carta stampata si colora di rosa e fioriscono articoli dedicati all’argomento. Purtroppo però leggendo ciò che si scrive in questo periodo sembra che ogni articolo sull’argomento debba esordire con spaventosi numeri di incidenza (numero di nuovi casi all’anno) e di prevalenza (numero di persone viventi affette dalla malattia), ricordando a tutti che si tratta del tumore più frequente in assoluto, che colpisce donne e uomini e che la sua incidenza, in aumento, interessa fasce di età sempre più giovani.

Siamo sicuri che spaventare sia la strategia giusta per promuovere comportamenti virtuosi? Forse si rischia solo di indurre i lettori a fare gli struzzi!

Allora io preferisco di non “dare i numeri”; preferisco concetti, possibilmente chiari e, se possibile, rassicuranti. Sono convinto che la conoscenza e la chiarezza aiutino a ridurre la paura; in fondo, si sa, il nemico che si conosce è meno temibile.

Partiamo con una buona notizia: il tumore più frequente è anche il più studiato e dunque il più conosciuto. Gli sforzi fatti in anni di battaglia hanno fatto sì che la probabilità di sopravvivenza e di guarigione dal tumore al seno abbia raggiunto tassi molto, molto elevati.

Tre armi potentissime ci hanno permesso di raggiungere i risultati attuali e che, auguriamocelo, in un futuro ormai non così lontano, ci faranno annunciare di aver sconfitto il tumore della mammella: la prima arma è la prevenzione. Esistono due forme di prevenzione.

La prevenzione primaria è quella che tutti conosciamo, per la quale si intende l’assunzione di comportamenti tesi a ridurre il rischio di sviluppare una malattia: attività fisica, dieta sana, evitare lo stress, evitare il fumo, ridurre il consumo di alcolici ecc.; se bastasse questa, avremmo fatto bingo! Purtroppo sappiamo che non è così. La prevenzione primaria aiuta, ma da sola non è sufficiente.

Allora serve anche un’altra forma di prevenzione, quella secondaria, cioè l’assunzione di comportamenti tesi a individuare una malattia quanto più precocemente possibile, quando cioè la probabilità di guarire è massima e lo è attraverso cure meno invasive.

Sinonimo di prevenzione secondaria è: DIAGNOSI PRECOCE. Questo è il razionale per l’implementazione di programmi di screening mammografico per l’individuazione precoce, in stadio iniziale, del tumore al seno.

La diagnosi precoce salva la vita e spesso anche il seno!

La seconda arma sono i trattamenti, chirurgici, radioterapici e farmacologici, sempre più sofisticati che siamo stati capaci di sviluppare negli ultimi 40 anni di battaglia a questa malattia. Per ciascuna delle tre modalità di trattamento, esiste oggi una tal vastità di varianti tale da permettere ai curanti di disegnare percorsi di cura personalizzati, che al tempo stesso garantiscano massima efficacia e tollerabilità, ritagliati su misura, caso per caso, secondo le caratteristiche del singolo paziente e della singola malattia.

Questa medicina di precisione però è molto complessa, al punto che nessun medico oggi può permettersi di gestirla in autonomia, se non a grave discapito della qualità delle cure. Solo un team di specialisti dedicati, che si siano formati attraverso un lungo percorso professionale, può gestire e offrire i massimi standard esistenti, con i migliori risultati in termini di prognosi e di soddisfazione delle/dei pazienti.

Così, nel mondo, i Centri Oncologici Specialistici sono la terza arma fondamentale in nostro possesso. Costituiscono la risposta alla complessità dell’oncologia moderna e garantiscono un trattamento di qualità superiore, attraverso la centralizzazione della casistica, la specializzazione degli operatori e la multidisciplinarità.

La centralizzazione garantisce maggiore casistica e si traduce in maggiore esperienza e miglior rapporto costo/beneficio dei trattamenti. La casistica permette la specializzazione. È dimostrato che con l’aumentare del grado di specializzazione dei medici coinvolti nella diagnosi e nella cura del tumore al seno, aumenta la sopravvivenza delle pazienti, risultato di una miglior chirurgia e di una più frequente e corretta somministrazione delle terapie adiuvanti (radioterapia e terapie farmacologiche).

Infine la multidisciplinarità è fondamentale affinché i diversi specialisti coinvolti, non solo condividano un obiettivo, ma sappiano interagire e collaborare al meglio. La multidisciplinarità ha radici profonde, che si fondano in un percorso di formazione trasversale, capace di andare oltre i confini della propria area specialistica e coprire parte delle conoscenze fondamentali nel campo dei colleghi con i quali si condivide la gestione dei pazienti. Solo in questo modo ogni attore nel Centro di Senologia agisce in concerto con gli altri, consapevole delle decisioni prese nel miglior interesse della paziente.

Spero che sia chiaro adesso, che per sconfiggere il tumore al seno non si può fare come lo struzzo.

Non si deve avere paura di sottoporsi alla mammografia di prevenzione secondaria (diagnosi precoce), di pretendere di essere trattate dagli specialisti del settore (come già si fa comunemente per qualsiasi altra patologia ben meno pericolosa!) e di chiedere che ci vengano spiegati gli aspetti della diagnosi e del trattamento con calma, semplicità e precisione. Non si deve avere paura di chiedere che ci venga dedicato tutto il tempo, tutte le conoscenze e tutta l’attenzione di cui abbiamo bisogno.

Ancora oggi troppe donne non si affidano a professionisti dedicati. Forse perché non sono a conoscenza di questa opportunità, forse perché non consigliate adeguatamente dal proprio medico di famiglia o dal proprio ginecologico.

In Ticino esiste da 16 anni un Centro Oncologico Specialistico all’avanguardia, a disposizione di tutti anche solo per un secondo parere e dedicato alle malattie del seno. Nel Centro di Senologia della Svizzera Italiana (CSSI) trattiamo, ogni anno, più di due terzi dei nuovi casi di tumore al seno dell’intero cantone. Lo facciamo con un team di specialisti dedicati, lavorando secondo i criteri di qualità delle maggiori certificazioni internazionali. Il CSSI è centro di riferimento per la diagnosi e la cura del tumore al seno per pazienti provenienti da ogni cantone svizzero e dalla vicina Italia.

Lavoriamo affinché le nostre pazienti non abbiano paura e non si sentano sole; desideriamo che capiscano cosa sta succedendo loro, cosa viene loro proposto e perché. Nel CSSI garantiamo centralizzazione, specializzazione, multidisciplinarità per le nostre pazienti. Crediamo che la nostra missione sia non solo di curare le nostre pazienti, ma di prenderci cura di loro, al meglio delle nostre possibilità e dedicando loro il TEMPO di cui hanno bisogno.

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