Salute e corretta alimentazione. A ogni organo il suo cibo | Corriere dell'Italianità

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Salute e corretta alimentazione. A ogni organo il suo cibo

di Giorgio Marini

Che rapporto c’è tra salute e corretta alimentazione? Marco Bianchi, food mentor e divulgatore scientifico, nel volume “Viaggio nel corpo umano tra scienza e ricette” (Harper Collins) ci spiega quali siano gli alimenti, le combinazioni, gli abbinamenti e le preparazioni culinarie utili a migliorare la funzionalità del nostro corpo e di specifici organi in particolare, oltre che a evitare l’insorgenza di determinate patologie.

Quando usiamo la parola “corpo” ci dimentichiamo di quante innumerevoli “parti” lo compongano e di come ciascuna di esse abbia un ruolo fondamentale per il buon funzionamento di questa “macchina” precisa, potente e perfetta. Diplomato come Tecnico di Ricerca Biochimica presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Bianchi ha iniziato a lavorare all’Istituto FIRC di Oncologia Molecolare di Milano. L’incontro più importante della sua vita professionale è stato nel 2008 con Umberto Veronesi e la sua Fondazione, con cui collabora da tempo. Sono anni che Bianchi studia e approfondisce il rapporto tra funzionalità e prevenzione, tra salute e benessere a tavola e, con grande interesse e con altrettanta passione, lo spiega a tutti noi attraverso un approccio sempre intelligente, innovativo, pratico e diretto. In questo suo nuovo libro, diventano protagonisti a tavola i sette “organi” principali del corpo: il cervello, il cuore, lo stomaco e l’esofago, l’intestino, le ossa e la cartilagine, l’apparato urinario e sessuale e la pelle.

Il food mentor milanese ci insegna a conoscerli meglio, a essere più consapevoli della loro funzione all’interno del corpo e a utilizzare gli alimenti che permettono loro di “lavorare” creando la miglior sinergia. È attraverso la giusta alimentazione e un po’ di attività fisica che si possono alleviare disturbi cronici e rallentare l’invecchiamento. Il cibo può essere il nostro elisir di lunga vita se impariamo a usarlo nel modo corretto, come insegna a fare da tempo Bianchi in tv, in libreria e sui social, illustrando il rapporto tra funzionalità e prevenzione, tra salute e benessere a tavola.

CUORE E CERVELLO

L’autore invita a considerare “Viaggio nel corpo umano tra scienza e ricette” come una piccola Routard, una sorta di guida turistica del corpo umano, con una bussola speciale messa a disposizione e illustrata dall’esperto, ovvero l’alimentazione funzionale. Cosa significa l’espressione? I cibi comunicano con le cellule, che possono essere per esempio quelle dell’esofago, della pelle o del cervello, svolgendo, per l’appunto, determinate funzioni. Facciamo qualche esempio più specifico. Se ormai è noto che pilastri della Dieta Mediterranea come l’olio di oliva extravergine e noci sono alleati della salute cardiovascolare, può non essere ancora così conosciuto – anche se è andato affermandosi sempre di più negli ultimi anni – il ruolo delle spezie, a partire dalla curcurma, usata anche per la preparazione del curry e prezioso antiossidante che aiuta a tenere giovane il cervello. Bianchi cita le ricerche guidate da Fernando Gomez-Pinilla della University of California: dalle analisi condotte è emerso che una dieta ricca di curcuma sembra favorire la conversione di un acido grasso come l’Omega-3 fondamentale per apprendimento e memoria. Inoltre le proprietà di questa spezia contrasterebbero gli effetti negativi dei traumi cranici.

APPARATO URINARIO E OSSA

Uno studio multicentrico dell’Istituto Nazionale dei Tumori, pubblicato su “Cancer, Causes & Control”, ha evidenziato che il rischio di tumore alla vescica diminuisce fino al 44% in coloro che consumino elevate quantità di latte e zuppe a base di soia, spinaci, bietole, fagioli, tè, in generale cibi vegetali, e vino rosso. Tutti questi alimenti, in cui sono contenuti sostanze antiossidanti come i flavonoidi, sviluppano un sensibile effetto anticancerogeno. E ancora, mangiati nelle giuste quantità, legumi e verdure a foglia verde migliorano lo stato delle ossa e cartilagine. Per prendersene cura occorre abbinare a una costante attività motoria, fin dall’infanzia, anche un’alimentazione che comprenda vitamina D e calcio. La dose giornaliera consigliata per questo prezioso minerale, che in aggiunta migliora la pressione sanguigna? Sono raccomandati 1200 mg al dì: va bene, dunque, consumare 300 ml di latte, o un vasetto di yogurt, o ancora 50 g di Parmigiano Reggiano.

INTESTINO E PELLE

Lo yogurt, molto digeribile, ricco di proteine, calcio, fosforo e folati, fa bene all’intestino perché contiene probiotici che tengono in salute il microbiota, che comprende alcuni miliardi di microrganismi, in prevalenza batteri, presenti nel tubo digerente, e da cui dipende lo stato del nostro sistema immunitario. Bianchi cita il professor Silvio Danese, responsabile del Centro per le malattie infiammatorie intestinali e coordinatore di Immuno Center in Humanitas: una dieta ricca di frutta e verdura, con quantità ridotte di grassi e carboidrati, porta ad avere un intestino meno soggetto a infiammazione. Inoltre, cibi ricchi di fibre e polifenoli – come cereali integrali, avocado, noci, frutti rossi, spezie quali la già citata curcuma e lo zenzero – disinfiammano e hanno un’azione antiossidante. Per la pelle, sono un toccasana le vitamine contenute in frutta e ortaggi. La A è essenziale per la rigenerazione cellulare (si trova soprattutto in vegetali arancioni, come albicocche, carote, meloni, pesche). La C favorisce la formazione del collagene. Viene eliminata continuamente dal nostro organismo attraverso le urine. Inoltre è fotosensibile, cioè sensibile alla luce. Dunque, se prepariamo una spremuta di arancia o pompelmo, occorre berla in poco tempo per non perdere i suoi effetti benefici. La E, contenuta nel germe di grano e nell’olio che se ne ricava, è elasticizzante e idratante per l’epidermide. Le vitamine del gruppo B (presenti in carne, pesce, latte, yogurt…) aiutano la pelle a mantenersi viva, lucente e attiva.  

L’APPARATO DIGERENTE

Un piccolo approfondimento a parte meritano esofago e stomaco. Fin da quando siamo piccoli ci viene raccomandato di mangiare piano e di masticare bene, consigli che anche Bianchi giudica giustissimi: il cibo non masticato in modo adeguato, infatti, irrita la mucosa gastrica e rallenta il processo digestivo, favorendo, così, il fastidioso reflusso gastroesofageo. Se si soffre di questo disturbo, meglio evitare cibi crudi o poco cotti, agrumi, pomodori, aceto, peperoni, cipolla e aglio, bevande gassate contenenti caffeina o metilxantine (caffè, tè, cioccolato), liquidi troppo caldi, spezie piccanti, grassi animali e insaccati, intingoli, brodi di carne, formaggi fermentati, fritti, alcolici. Vanno invece preferiti alimenti leggeri, ben cotti (al vapore, ai ferri, al cartoccio o bolliti), e poco conditi, ortaggi come asparagi, carote, finocchi, patate, cavolo, spinaci, frutti come mele e banane, infusi a base di malva, che ha un effetto protettivo sull’apparato digerente. Tornando alla buona abitudine di masticare con lentezza e a lungo, inoltre, si finisce per ingurgitare meno aria, riducendo la formazione di gas intestinale, e si produce maggiore saliva, che serve a una prima scissione degli alimenti, soprattutto dei carboidrati semplici. Come ricorda l’autore, sarebbe bene iniziare il proprio pasto sempre con una verdura cruda, perché favorisce la produzione di enzimi digestivi.

DIALOGARE CON IL CORPO

Ogni apparato, dunque, ha le sue esigenze. Come torna a spiegare Bianchi in “Viaggio nel corpo umano tra scienza e ricette”, dobbiamo dialogare costantemente con il nostro organismo e imparare ad ascoltare con attenzione i segnali che ci manda. Qualche campanello d’allarme da non sottovalutare? Pelle, unghie e capelli fragili, muscoli intorpiditi, reflusso gastroesofageo, gonfiore addominale, solo per ricordarne alcuni. Scegliere di seguire un’alimentazione sana, base di un corretto stile di vita, nel breve periodo, ci fa sentire più energici e ci fa vedere più belli, con un incarnato più luminoso. A lungo termine, poi, significa fare utile attività di prevenzione cardiovascolare e prevenzione oncologica.

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