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Salviamo le api

 “Se le api scomparissero, al pianeta resterebbero 4 anni di vita” Einstein

Sentiamo sempre più spesso parlare dell’importanza delle api e dell’allarme per la loro possibile scomparsa, che sarebbe imminente. Da molte parti nasce quindi il richiamo a fare qualcosa per salvarle. Negli ultimi trent’anni, infatti, le api sono diminuite del 70% e di conseguenza anche la produzione di miele.

Questi simpatici insetti hanno un’importanza fondamentale per più dell’80% delle coltivazioni destinate a nutrire l’uomo: parliamo di ortaggi come zucchine, pomodori, oppure mandorle, castagne, pesche e tanti altri frutti, che senza di esse non potrebbero riprodursi. Il lavoro delle api è importante anche per tutti i prodotti caseari, come latte, formaggio e burro: in poche parole con la loro estinzione si rischia di mettere in pericolo l’alimentazione dell’uomo.

Ma non basta: le api, oltre ad impollinare le colture più importanti al mondo, creano dei prodotti importantissimi e di un valore inestimabile, primo fra tutti il miele. Nell’antico Egitto era un alimento destinato solo alle caste più elevate, che veniva usato anche nei riti e come medicina. La sua importanza era tale da essere diventato moneta di scambio e ha ricoperto per secoli diverse funzioni, soprattutto prima della comparsa dello zucchero. Ci sono diversi tipi di miele, dal miele uni-floreale, che nacque negli anni Venti, al millefiori. Oltre ad essere uno squisito prodotto ha tantissime qualità benefiche: effetti antiossidanti, antimicrobici, antiinfiammatori, antiproliferativi, antitumorali e molto altro.

Oltre al miele, le api creano anche un’altra sostanza molto interessante: la pappa reale, che viene prodotta da un tipo particolare di api, le nutrirtici, con un’età tra i 5 e 15 giorni. Anche la pappa reale vanta innumerevoli benefici: facilita la memorizzazione, contrasta l’affaticamento, contrasta il processo di invecchiamento della pelle e molto altro.

Per fortuna il rischio di estinzione di questi preziosissimi insetti è stato preso sul serio da tanti Paesi e l’urgenza di mettere in atto un programma di salvaguardia è al centro di molte iniziative. Ho dunque deciso di condividerne un po’ con voi.

Iniziamo parlando della giovane start-up italiana creata da Niccolò Calandri e Riccardo Balzaretti, che si occupa di Agri-Tech e firma diversi progetti molto interessanti, come ad esempio la Bee Box: una scatola contenente 3 tipi di miele, una certificazione di adozione a distanza di un alveare, che si potrà seguire con il telefonino. Niccolò e Riccardo hanno anche introdotto la degustazione di miele online. Insomma due giovani pieni di idee, che vi consiglio di seguire: https://www.3bee.it/

L’allarme per l’estinzione di questi insetti è arrivato anche in Olanda, a Utrech, dove hanno costruito ben oltre 300 tettoie speciali per le fermate del bus, con sopra un giardino per le api, con piante e fiori selvatici.

Sono poi sempre più diffusi i sistemi di Apicoltura Urbana: nascono progetti da New York a Parigi e a Londra sono 3200 gli alveari, addirittura sul London Stock Exchange e la Tate Modern. Berlino invece conta circa 15 mila arnie. Non sono esenti dall’impegnarsi i grandi della moda e Louis Vuitton ha creato il miele “Belle Jardinière”. Una banca del miele è stata creata da Olivier Darné: con 10 Euro potete aprire un conto, ricevendo in cambio un’arnia condominiale e parte del raccolto. Pure l’attore Morgan Freeman ha deciso di ospitare sedici alveari nella sua tenuta in America.

I progetti come vedete sono in continua crescita: basta fare un giro sul web e potrete scoprirne tanti altri, anche molto originali, come l’Hotel per le api “The Grand Beedapest Hotel”.

Le idee ci sono, e la causa è nobile: sosteniamo anche noi le api.

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Giulia Bernasconi

Nata a Medellin, Colombia e cresciuta a Lugano in Svizzera. Laureata con un Bachelor in “Hospitality & Tourism” Management a Glion ed un Master in Brands Management a Londra dopo aver lavorato in ... Vedi profilo completo

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