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I tumori cerebrali: curare è amare

di Gianfranco Angelo Pesce
medico oncologo, Responsabile clinico del Centro Neuro-Oncologico della Svizzera Italiana

Quando sono stato sollecitato a scrivere questo articolo, con lo scopo di informare in merito ai tumori cerebrali e al miglior modo di curarli, si sono mossi in me diversi sentimenti.

Il primo era un senso di appartenenza, scrivere per il Corriere dell’Italianità mi dà modo di trovare una volta di più le mie radici. Genovese, vissuto in diverse parti in Italia, laureato all’Università di Pavia e poi trasferitomi qui, in Ticino. La Svizzera mi ha dato una opportunità di trovare un lavoro e una via, ed ha accolto la mia volontà di investirmi nel campo dell’oncologia, anche grazie alla fiducia delle persone con cui qui ho iniziato a lavorare e mettere a frutto le esperienze che già avevo maturato nell’ateneo lombardo. Mi nasce un sorriso pensando a tutte le care persone che condividono con me questa esperienza, tra cui il Prof. Costa, che ci ha aiutato in modo determinante a creare l’esperienza di un centro di competenza per il trattamento dei tumori cerebrali e ci ha aiutati a rendere questa esperienza fruibile anche al difuori di questa regione, permettendo la creazione di un Corso della Scuola Europea di Oncologia, che si appresta ora alla terza edizione.

Ormai da 30 anni in Ticino, lavoro all’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana e ho la fortuna di collaborare con tanti colleghi intensamente impegnati nella cura di pazienti con tumori cerebrali.

I tumori cerebrali primitivi, per distinguerli dalle metastasi cerebrali di tumori extracranici, sono neoplasie che interessano l’encefalo primariamente, originando da tessuti di diversa origine che lo costituiscono. I meningiomi, ad esempio, originano dalle meningi, membrane che avvolgono e proteggono tutto il sistema nervoso centrale; si tratta di tumori per la maggior parte dei casi benigni, che si curano prevalentemente con la chirurgia e la radioterapia. I tumori cerebrali piu’ frequenti sono poi i gliomi, che prendono origine da un tessuto di sostegno dei neuroni, che si chiama glia. Si tratta dei tumori cerebrali più frequenti e la loro prognosi è molto variabile. Infatti in alcuni casi le terapie possono risultare molto efficaci e i pazienti sopravvivono molti anni senza che il tumore si ripresenti, in altri casi invece, nonostante trattamenti combinati molto complessi, la malattia non si riesce ad eradicare o si ripresenta compromettendo la prognosi di vita e funzionale del paziente. Ci sono poi  altri tumori cerebrali molto rari, come i neurinomi del nervo acustico, che possono essere curati con la radioterapia stereotassica o con la chirurgia, e altri tumori di ambito pediatrico, come il medulloblastoma, che vengono curati con regimi combinati di chirurgia, radioterapia e chemioterapia, nell’ambito di protocolli internazionali.

I sintomi più frequenti di un tumore cerebrale sono la cefalea (mal di testa), i sintomi epilettici, le alterazioni della parola, della sensibilità o del movimento, i cambiamenti della personalità, il declino cognitivo ed alterazioni sensoriali (disturbi della vista, dell’udito ad es.). Questi sintomi possono essere associati tra loro, o possono anche mancare del tutto. Va detto per inciso che non necessariamente la presenza di questi sintomi è indice di un tumore cerebrale. Ad esempio l’epilessia è manifestazione di un tumore cerebrale solo nel 10% circa dei casi. Anzi, nella maggioranza dei casi sintomi simili sono dovuti ad altre condizioni cliniche. Sarà il medico a distinguere la causa del sintomo riportato dal paziente.

L’impatto prognostico dei tumori
cerebrali è molto importante

Infatti dal punto di vista funzionale, le forme piu gravi causano un grado rilevante di disabilità. In altri casi piu comuni, se la diagnosi e la terapia sono sufficientemente precoci, si riesce a preservare al meglio la qualità della vita del paziente.

 

 

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