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Salute mentale: i termini inglesi che fanno parte del vocabolario italiano

Non ci fanno sentire meglio, ma condensano bene in una parola alcuni stati d’animo

di Irene Persico

Non viviamo un momento storico facile e aumentare la consapevolezza sui problemi legati al benessere psicologico è importante per riuscire ad affrontare i momenti più complicati. Curare la parte meno visibile di sé è importante tanto quanto prendersi cura del proprio corpo. Il tema della salute mentale è stato spesso trascurato, ma è diventato sempre più centrale soprattutto negli ultimi due anni, quando il mondo intero è dovuto cambiare a causa della pandemia.

Le parole servono a descrivere il mondo e per questo vi proponiamo 10 parole inglesi legate al benessere mentale e ormai entrate anche nel vocabolario italiano, spiegate da Cambridge University Press & Assessment, il brand nato dall’unione di Cambridge Assessment, l’Ente certificatore della lingua inglese, e la casa editrice Cambridge University Press. Un’iniziativa lanciata il 10 ottobre data in cui si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale, una ricorrenza nata su iniziativa della World Federation for Mental Health.

Stress

Lo stress è una risposta psicofisica a una serie di stimoli emotivi, cognitivi o sociali che, in alcuni casi, possono essere percepiti come eccessivi. L’aspetto più curioso legato a questa parola è che è entrata a far parte del vocabolario italiano dopo aver compiuto un lungo giro d’Europa: il termine inglese stress, infatti, deriva dal francese antico estrece (strettezza, oppressione), che a sua volta deriva dal latino strictus (stretto).

Burnout

Burnout è un termine che in italiano può essere tradotto letteralmente con “bruciato” o “esaurito” e che, nel contesto del benessere mentale, indica una sindrome derivante da stress cronico o da una situazione lavorativa logorante dal punto di vista psicofisico. Nel 2019, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riconosciuto ufficialmente il burnout come un “fenomeno occupazionale” e oggi compare nell’International Classification of Disease, la classificazione internazionale delle malattie e dei problemi a loro correlati. Emilia-Romagna, Abruzzo e Sardegna sono le regioni italiane in cui, nell’ultimo anno, il termine burnout è stato cercato maggiormente online, come emerge da Google Trends.  

Coping

Il termine coping si può tradurre in italiano con “reagire” o “gestire” e si usa per indicare le modalità o le strategie a disposizione degli individui per fronteggiare e superare situazioni avverse o particolarmente sfidanti. La parola è spesso affiancata dai sostantivi mechanism o strategy, per indicare i meccanismi o le strategie di adattamento.

ADHD

ADHD è l’acronimo inglese di “Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder”, traducibile in italiano con “Disturbo da deficit di attenzione/iperattività”, un disturbo neuro-evolutivo che causa problemi di concentrazione e di attenzione prolungata e che, in alcuni casi, porta a iperattività e impulsività. La sindrome fu descritta per la prima volta nel 1845 dal dottor Heinrich Hoffmann nel libro “The Story of Fidgety Philip”, ma bisogna aspettare il 1902 per vederla riconosciuta come un reale disturbo.

PTSD

Un altro acronimo entrato a far parte del vocabolario italiano è PTSD, che si usa per indicare una sindrome da stress post traumatico (Post Traumatic Stress Disorder). Di PTSD si iniziò a parlare negli Stati Uniti durante la guerra del Vietnam in relazione alle conseguenze psicologiche subite dai veterani tornati in patria, ma la sindrome può verificarsi anche nei bambini, nei soccorritori o nei testimoni coinvolti in un evento particolarmente traumatico.

FOMO/JOMO

FOMO è l’acronimo dell’espressione inglese “fear of missing out”, ossia la “paura di essere tagliati fuori”. Si tratta di una forma di ansia caratterizzata dal desiderio di rimanere continuamente aggiornati e in contatto con le altre persone ed è alimentata dalla paura di essere esclusi da esperienze collettive o eventi particolarmente significativi. Oggi alla FOMO si oppone la JOMO, ossia la “joy of missing out”, che invece invita a godersi la vita e il momento presente senza la paura di perdersi qualcosa ritenuto “migliore”.

Trigger

Traducibile letteralmente con l’italiano “grilletto”, nell’ambito del benessere mentale un trigger è un “fattore scatenante”, un tema che può toccare corde particolarmente delicate e che gioca un ruolo chiave nei processi emotivi di chi ha subito un trauma. Da qualche anno, il termine ha iniziato a diffondersi anche nel linguaggio degli italiani e oggi sui social viene spesso indicato con la dicitura “TW”, ossia “Trigger Warning”, un acronimo che viene usato per segnalare contenuti potenzialmente traumatici per gli utenti.

Relax

Derivato dal latino relaxare (“allentare”, “distendere”), il termine inglese relax è ormai diventato parte integrante del vocabolario quotidiano degli italiani e indica una distensione sia fisica che psichica, specialmente dopo uno sforzo o un evento particolarmente stressante. Secondo Google Trends, dal 2004 a oggi, la parola ha registrato il maggiore numero di ricerche in Bosnia Erzegovina, seguita sul podio da Slovenia e Seychelles; l’Italia è al quarto posto.

Wellness

Traducibile in italiano con “benessere”, wellness è un termine che viene usato per indicare uno stato di equilibrio psicofisico dato non solo dall’assenza di malattie o infermità, ma anche da una condizione positiva dal punto di vista mentale e sociale. Il sostantivo ha visto una rapida diffusione a partire dagli anni Settanta grazie al dottor John Travis, tra i pionieri occidentali della medicina alternativa e fondatore, in California, del primo “wellness center”.

Mindfulness

La parola mindfulness indica una pratica che, attraverso la meditazione, porta al raggiungimento della consapevolezza di sé, delle proprie sensazioni e del momento presente, contribuendo così al benessere fisico e mentale. Le sue radici affondano nella filosofia buddhista ma, alla fine degli anni Settanta, questa pratica ha raggiunto anche l’Occidente: il merito è del biologo americano Jon Kabat-Zinn, dell’Università del Massachusetts, che nel 1979 sviluppò un Programma per la Riduzione dello Stress e il Rilassamento basato proprio sulla mindfulness.

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