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“Sii albero”: Stefano Boeri incontra la poetica di Maria Lai

di Chiara Gallo

L’architetto Stefano Boeri e l’artista Maria Lai (scomparsa nel 2013) “dialogano” nella mostra “Sii albero” a Ulassai (Nuoro). L’esposizione, curata dal direttore del museo Davide Mariani, racconta il legame tra uomo e natura. Il progetto si compone di tre momenti.

Il bosco verticale a Ulassai: un grattacielo nella “Casa delle Janas”

Il bosco verticale, “una casa per alberi che ospita anche umani e volatili”, simbolo del lavoro di Boeri, trova spazio a Ulassai nella minuta “Casa delle Janas”, che ospita un modello in scala 1:50 di questa nuova architettura della biodiversità. Degli oltre 10 progetti realizzati nel mondo, viene esposto qui il prototipo del primo caso, costruito a Milano e formato da due torri alte 80 e 112 m che accolgono 800 alberi. Lo spiazzamento derivante dall’osservare un grattacielo all’interno di una piccola dimora, offre una riflessione sui cambiamenti che affronta la società contemporanea. La riscoperta della dimensione locale e dei suoi valori hanno spinto Boeri ad affermare che «nei borghi storici c’è il nostro futuro».

Radura. Il cerchio della vita e la rinascita della natura

Il ciclo della vita e della natura sono al centro di un altro dialogotra Lai e Boeri che si sviluppa nel parco della Stazione dell’Arte, rispettivamente tra la scultura Fiabe intrecciate. Omaggio a Gramsci (2007) e la micro-architettura temporanea Radura degli abbracci (2017). L’opera di Lai, alta quasi 6 metri, nasce dalla fusione tra due narrazioni: Il topo e la montagna (1931) scritta da Gramsci per i suoi figli, e la leggenda della bambina e del nastro celeste che ha ispirato l’artista per la performance collettiva Legarsi alla montagna (1981). In tutte e due le storie ai bambini è affidato il compito di ricomporre la frattura passato-presente, riconducibile a quella tra uomo e natura. Boeri risponde con Radura degli abbracci: 95 cilindri di legno d’abete di 5 metri di altezza e 6 centimetri di diametro, che creano un luogo in cui i visitatori possono accedere e vivere un’esperienza originale di contatto con la natura, accompagnati dalla melodia del violoncello di Piero Salvatori con il brano “Visioni”.

Dal bosco morto alla radura della memoria

Il rapporto tra uomo e ambiente è approfondito nell’ex rimessa del treno dove viene proiettato il cortometraggio Troiane, premiato al Venice Architecture Short Film Festival 2020. La pellicola, diretta da Stefano Santamato e prodotta da Paolo Soravia / The Blink Fish per Stefano Boeri Architetti, racconta, dal punto di vista degli alberi, il viaggio degli abeti divelti dalla Tempesta Vaia del Friuli e “rinati” nella scenografia de Le Troiane di Euripide al teatro greco di Siracusa, seguendoli per oltre 1.500 km. È una storia di sacrificio e di resurrezione, che trova affinità nel ciclo di opere di Maria Lai “Sii albero”, realizzate alla fine degli anni 90, che danno il titolo alla mostra.

Il percorso espositivo si chiude con una selezione di progetti, schizzi, foto e disegni riferiti alle varie installazioni di Radura nel mondo. Tra queste Radura della memoria, esemplare realizzato a Genova, dopo il crollo del Ponte Morandi (agosto 2018): si tratta di un podio ligneo circolare all’interno del quale sono collocate 43 specie arboree differenti, in ricordo delle vittime della tragedia e la cui varietà richiama la biodiversità tipica della macchia mediterranea.

L’esposizione è organizzata dalla Fondazione Stazione dell’Arte con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Ulassai e della Fondazione di Sardegna.

STEFANO BOERI. SII ALBERO

a cura di Davide Mariani e Stefano Boeri Architetti

Fino al 19/09/2021

Museo Stazione dell’Arte. Ex Stazione ferroviaria, Ulassai (Nu)

Sito: www.stazionedellartexperience.com

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