L'unione di culture diverse fa sempre la forza | Corriere dell'Italianità

Scrivi la parola o il termine da trovare

EVIDENZA Italianità nel mondo Società

L’unione di culture diverse fa sempre la forza

L’intervista all’imprenditrice italo-tunisina Hella Soraya Zanetti Colleoni, presidente di Confimi Industria Piemonte

di Gabriella Chiarappa

Foto: credit Sebastian Marincus

“Che sia mamma, imprenditrice, consulente o dipendente, la donna fa sempre una grande differenza per vari motivi. Innanzitutto, perché la polivalenza è la sua quinta essenza; poi, perché la donna ha un carattere tollerante, accetta la differenza e ne fa ricchezza; accoglie chi ha talenti che lei non ha e li mette in evidenza; istintivamente sa individuare le paure degli altri ed è in grado di dare protezione e senso di sicurezza. Tutti questi elementi le permettono di crescere e fa crescere gli altri, oltre che l’azienda o la realtà in generale nella quale opera” (Hella Soraya Zanetti Colleoni)

“Non si può prevedere il futuro. Però ci si può arrivare preparati” (Hella Soraya Zanetti Colleoni)

Da gennaio 2021 presidente di Confimi Industria Piemonte (nata per salvaguardare il settore manifatturiero, rappresenta circa 45.000 imprese italiane con un fatturato aggregato di quasi 85 miliardi di euro), Ceo di MATT e Ambasciatrice per l’Infanzia in Europa presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Hella Soraya Zanetti Colleoni è una donna coraggiosa che lotta per i suoi ideali. Ricca di un bagaglio culturale denso di esperienze tramandate e vissute, questa giovane e volitiva imprenditrice italo-tunisina (è nata a Tunisi nel 1978, da genitori provenienti dalle due sponde opposte del Mediterraneo) ha costruito la propria carriera passo dopo passo, impegnandosi costantemente anche a salvaguardare l’equilibrio tra la propria vita personale e quella professionale. Una donna, una madre, una giurista e un’imprenditrice forte, coraggiosa, intelligente e dotata di grande sensibilità. Il Corriere dell’Italianità l’ha intervistata.

Quali sono i punti di forza che l’hanno portata ad essere la persona che è oggi? 

“Come per tutte le persone, i nostri punti di forza, come pure quelli di debolezza, sono il risultato di una ricetta di vita. Compongono la ricetta vari ingredienti: c’è l’educazione, che nel mio caso è mista sia nelle lingue (parla sia arabo, francese che italiano), sia nelle religioni (cattolicesimo e religione islamica): grazie a essa posso dire di avere il plurilinguismo e la tolleranza religiosa nel mio Dna. Ci sono poi elementi variabili. Per esempio, per quanto mi riguarda lo sport mi ha insegnato ad andare oltre i miei limiti e a cercare di superare qualsiasi difficoltà. Un altro elemento importante è l’esperienza emotiva che prevede anche incontrare momenti molto difficili durante i quali si perdono persone importanti. La morte ci rafforza e ci dà la voglia di combattere sempre di più”.

Lei è un’imprenditrice. L’etica e l’impresa vanno d’accordo?

Sempre. L’etica deve essere il pilastro fondamentale per qualsiasi tipo di imprenditoria. Non è semplicemente una delle sue componenti: prima c’è l’etica imprenditoriale e poi arrivano gli altri valori, come la buona governance (insieme di regole che disciplinano la gestione e la direzione di una società o di un ente, ndr). L’etica va ovviamente rispettata all’interno dell’impresa, ma deve essere messa in atto anche al di fuori di essa, nei rapporti che abbiamo con i collaboratori esterni, i fornitori e soprattutto con il cliente”.

Lo scorso 18 maggio a Torino si è tenuto il Digital Business Meeting da lei ideato e promosso, durante il quale si è parlato di digitalizzazione e ESG (acronimo di Environmental, Social and Governance, si riferisce a tre fattori centrali nella misurazione della sostenibilità di un investimento). Ha insistito molto sui valori. Che cosa intende?

“Le dico subito che la realizzazione di questo progetto è stato il risultato di un grande lavoro di squadra. Per quanto riguarda i valori, risponderò per opposizione o per contraddizione: un valore è quello che non ha prezzo. I valori sono tanti, i valori cardine sono l’onestà e la lealtà, l’attenzione agli altri, alle persone e all’ambiente, svolgere un’attività etica. Il valore fondamentale rimane il capitale umano e le azioni che compiamo ogni giorno, fuori di casa e in casa”.

In qualità di presidente di Confimi Industria Piemonte, in che modo supporta e affianca gli imprenditori nel fare business?

al Digital Business meeting

“L’impegno non è solo da parte della presidente, ma è a carico di tutta l’industria. Supportare e affiancare un imprenditore implica varie sfaccettature che fanno capo a una strategia predefinita. Il supporto agli imprenditori è quello innanzitutto di garantire loro una continuità dell’attività, apportando sostegno normativo ed istituzionale. Fare proposte che servano non per il singolo, ma per le macrocategorie, per garantire una continuità economica e imprenditoriale. Affianchiamo all’imprenditore un centro servizi, una struttura dedicata che si chiama “Insieme per crescere”, che lo segue nelle sue scelte. Supportare l’imprenditoria è un lavoro istituzionale, politico e industriale e soprattutto quotidiano”.

La rappresentanza femminile è aumentata nelle cariche istituzionali e di potere. Nel mondo del lavoro, le donne fanno la differenza? 

“Sì. Che sia mamma, imprenditrice, consulente o dipendente, la donna fa sempre una grande differenza per vari motivi. Innanzitutto, perché la polivalenza è la sua quinta essenza; poi, perché la donna ha un carattere tollerante, accetta la differenza e ne fa ricchezza; accoglie chi ha talenti che lei non ha e li mette in evidenza; istintivamente sa individuare le paure degli altri ed è in grado di dare protezione e senso di sicurezza. Tutti questi elementi le permettono di crescere e fa crescere gli altri, oltre che l’azienda o la realtà in generale nella quale opera”.

Ha partecipato al Salone internazionale del Libro di Torino che si è svolto dal 19 al 23 maggio a Torino.

“Quest’anno è stata la 34esima edizione della Fiera, una delle edizioni più importanti negli ultimi 7 anni, non solo per motivi di affluenza ma anche per motivi di qualità. Ha ospitato la cerimonia di premiazione del Silent Book Contest 2022 (libri senza parole), che permette ai bambini di dare libero sfogo alla loro immaginazione senza essere incarcerati nei testi. Il Salone del libro ha lasciato libertà assoluta anche all’editoria straniera, perché è fondamentale parlare altre lingue. Per quanto riguarda noi, abbiamo affrontato due tematiche importanti. La prima riguarda i giovani e l’orientamento. Bisogna educarli al futuro, prepararli ad affrontare le scelte, ma la società di oggi fa molta fatica in questo. I giovani di oggi sono gli imprenditori di domani, gli innovatori, sono la salvezza di domani. È importante e necessario investire nel loro orientamento, che è un’attività a lungo termine perché serve a scoprire i propri talenti e ciò non avviene nell’immediato. Sono nati nell’era del digitale, ma la digitalizzazione è un processo ancora lento nel mondo del lavoro. Il secondo tema che abbiamo affrontato è stato quello di accompagnare le piccole imprese verso una crescita strutturata, che necessita di un piano scandito e ben organizzato”.

Negli anni ha ricevuto diversi riconoscimenti, sia per il suo impegno professionale sia per quello sociale. Tra i tanti progetti che segue, di quale ci vuole parlare? 

“Come dicevo prima, ognuno di noi è il risultato di una ricetta. Io sono molto sensibile nei confronti delle persone e delle situazioni più fragili di me, di coloro che non hanno mai trovato qualcuno che li prendesse per mano e li accompagnasse per il loro percorso di vita. Ognuno di noi deve scrivere la propria leggenda personale, tante persone però non ne hanno la possibilità. I riconoscimenti e i premi ricevuti sono stati per me l’occasione di ringraziare le persone che mi son state accanto e hanno reso possibile ogni progetto per cui siamo stati premiati, e anche l’occasione di unirci ad altre realtà, alcune anche più forti di noi. Tra i tanti progetti realizzati, c’è ‘Pitbull’, in Piemonte, una struttura dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne, che affronta il problema a 360 gradi, dall’aspetto psicologico e culturale, a quello sociale ed economico”.

Fare volontariato migliora la vita? 

“Fare volontariato deve essere una parte fondamentale della vita. Tutte le mattine quando accompagno mio figlio a scuola gli dico questa frase: ‘devi compiere una buona azione oggi, aiuta il più piccolo, aiuta le ragazze, sii gentile’. Fare volontariato è un dovere. Basta non trascorrere ore al telefono e dedicarne mezz’ora per altro: camminare, guardarsi intorno, offrire sorrisi o un caffè caldo a chi ne ha bisogno. Certe volte basta solo chiedere ‘come stai? Cosa succede? Come ti posso aiutare?”.

Qual è secondo lei miglior modo di affrontare il futuro?

“Non si può predire il futuro. Ci si deve preparare al futuro, per affrontare qualsiasi situazione ci riservi”.

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
* campi obbligatori