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Il Coronavirus e il mondo della moda

L’attenzione, in questo periodo, si è focalizzata più di sempre sul mondo abbigliamento e accessori: soprattutto su quanto è definito “lusso”. Il “coronavirus”, o Covid-19, ha colpito infatti il settore, considerato uno dei più forti, se non il più forte – assieme al turismo – in rapporto con la Cina. Il “lusso” per le forti esportazioni, i numerosi splendidi punti vendita delle nostre “firme”, e dei nostri marchi, godono un particolare successo nell’ex Celeste Impero. Inoltre si considera che, fisicamente, oltre un migliaio di cinesi – fra compratori, giornalisti e addetti ai lavori del settore – non arriveranno a Milano per le giornate della “Moda Donna Autunno-Inverno 2020/2021”, in programma dal 18 al 24 febbraio. Arrivi che comportano sempre anche grandi acquisti nelle boutique, visite a luoghi e monumenti storici delle nostre città, che possiedono sempre grandi attrattive e fascino. Peraltro, ecco che il “genio italiano” non si è fermato: la Camera della Moda, infatti, ha lanciato “China we are with you”, una campagna per permettere, attraverso la tecnologia, di assistere a tutte le sfilate, vedere interviste, backstage e anche interagire. “Periodo, questo, nel quale tutto lasciava prevedere una crescita del 3%   -ha osservato il presidente della Camera Moda, Carlo Capasa- ma quanto è accaduto in Cina ha cambiato le cose. Una perdita dell’1,8 % nel trimestre è tanto”.

La Cina, comunque, è presente sulle passerelle: la settimana viene aperta dalla sfilata di uno stilista cinese. “Si tratta – ha spiegato il presidente Capasa – di uno degli otto stilisti che la Camera ha deciso di ospitare nel proprio centro, e svolge la sua attività fra Stati Uniti ed Europa” (questo, ovviamente, per evitare spiacevoli equivoci e corona-terrorismo gratuito, n.d.r.). Gli altri stilisti cinesi, eventuali ospiti del centro, sono invece presenti con le loro collezioni in collegamento dal loro Paese, mentre tre marchi – fra i quali Angel Chen – non possono farlo: purtroppo, sono stati chiusi gli stabilimenti in cui si fabbricano le loro collezioni.

Settimana della moda, questa, che vede in programma 56 sfilate, 96 presentazioni (2 su appuntamento), e 34 eventi in calendario, di cui 7 culturali.

“I grandi marchi – ha detto inoltre il presidente Capasa – stanno ruotando per mantenere la settimana il più viva possibile, e li ringrazio di questo. Vogliamo dare il messaggio che costruiamo ponti, non muri”.

E fra gli appuntamenti in programma ricordiamo la mostra “Memos. A proposito della moda in questo Millennio”, che prende ispirazioni dalle lezioni americane di Italo Calvino; mostra che, dopo l’esposizione al museo Poldi Pezzoli, probabilmente raggiungerà Dubai e, si spera, anche la Cina.

Inoltre, il comparto moda non si è fermato nemmeno nelle giornate già “calde”. Tenaci, fedeli a quanto precedentemente stabilito, 31 marchi italiani hanno partecipato al sedicesimo appuntamento con “La Moda Italiana a Seoul”, organizzato da Ente Moda Italia dal 29 al 31 gennaio negli eleganti ambienti del Grand Ballroom del Westin Chosun Hotel, rivelatasi un’edizione di alta affluenza e di buoni contatti commerciali avviati o conclusi. Nei tre giorni della manifestazione sono intervenuti oltre 1.100 buyers in rappresentanza dei più importanti grandi magazzini del Paese, ed i top rivenditori e multimarca indipendenti, che hanno molto apprezzato le collezioni per l’autunno-inverno 20/21 di moda uomo e donna tra abiti, accessori, borse e valigeria, calzature, cappelli, capispalla, maglieria e total look.

 

Nel frattempo – pur fra notizie tristi, dolorose se non tragiche – hanno richiamato l’attenzione del grande pubblico i “super-sera” (ed oltre!) indossati dai protagonisti del Festival della Canzone di Sanremo: il palcoscenico, oltre alle canzoni, ha presentato un’autentica passerella di abbigliamento maschile e femminile. A cominciare dalle creazioni di “Re Giorgio” indossate dalla bellissima Rula Jebreal (un abito Giorgio Armani e due della Armani Privè di collezioni d’archivio); e di Gianna Nannini, Benigni, Fiorello nelle sue varie esibizioni, Gabriele Muccino, Claudio Santamaria, Emma Marrone; e (della collezione Emporio), Ana Mena, Francesco Gabbani, Leo Gassman, Enrico Nigiotti, Riki …

E poi ecco Amadeus in Gai Mattiolo, Tiziano Ferro e Tosca in Dolce e Gabbana, e Georgina Rodriguez (compagna di Ronaldo) in Scervino, Diletta Leotta in Etro… Una grande parata moda, senza fine. Da “tappeto rosso” (o verde), e talvolta da Carnevale di Rio (siamo in stagione…).

A seguire, dopo poche ore, oltre oceano ecco un altro tappeto rosso: il “red carpet” per eccellenza, primo e celeberrimo, di Hollywood, per la consegna degli “Oscar”. Ed  anche qui “Re Giorgio” è presente con oltre una trentina di abiti (impossibile ricordarli tutti!) indossati da Renée Zellweger premiata come miglior attrice protagonista (in bianco) e Laura Dern, come miglior attrice non protagonista (in nero); e poi Kathy Bates, Olivia Colman, e Martin Scorsese, Leonardo Di Caprio, Al Pacino, Robert de Niro, le supermodelle Alessandra Ambrosio (brasiliana) e Sara Sampaio (portoghese): e scusate se scordiamo gli altri!

 

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Maria-Vittoria Alfonsi Caruso

Nata a Brescia.Il suo primo articolo è per "Grazia" a 18 anni con un’intervista a Michelle Morgan. Ha collaborato con "Marie Claire" e "Mamme e Bimbi"; ha scritto per vari quotidiani, settimanali e im ... Vedi profilo completo

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